Ma quanto fa paura la preparazione estiva? Il momento in cui riemergono tutti i bagordi delle vacanze, tutti gli strappi alla regola che ci siamo concessi non appena abbiamo terminato l’ultimo allenamento con la squadra. C’è poco da fare: le prime ripetute sotto il sole bollente pretendono un conto salatissimo. Ma facciamoci coraggio, non siamo gli unici.

La leggendaria preparazione di Zdenek Zeman ha da sempre spaventato i giocatori di mezza Serie A. Molti sono passati sotto il torchio del tecnico boemo, qualcuno ne uscito davvero con le ossa rotte. Si parla di 10 ripetute sui mille metri per quattro mattine consecutive, in aggiunta al massacrante lavoro pomeridiano con le infinite serie di gradoni e innumerevoli fasi di lavoro incentrate sulla tattica, soprattutto lo sviluppo del gioco 11 contro 0. La fase iniziale del lavoro stagionale ovviamente ha l’obiettivo di creare una base di tipo aerobico che deve essere la struttura portante di tutto quanto il lavoro che deve essere svolto sistematicamente durante tutta la stagione.  Vediamo nello specifico a cosa sono stati sottoposti negli anni i calciatori di Zeman durante i ritiri precampionato.

La giornata tipo durante il ritiro estivo

Ore 7,45. Sveglia

Ore 8.00. Colazione a base di succhi di frutta e marmellata. Assolutamente vietato il caffè.

Ore 9,30. Seduta mattutina di allenamento. Senza pallone. Dopo il riscaldamento si comincia con la corsa, 10 km. Sempre con il cronometro alla mano per non sforare i tempi limite che ogni calciatore deve rispettare in base al peso e al ruolo. I dieci km possono essere suddivisi in ripetute da 1000 metri; il recupero tra le ripetizioni è di 1:1 (chi impiega 4 minuti, ha 4 minuti di tempo prima di ripartire). Nel luglio del 2012 Erik Lamela è riuscito a percorrere tutte le dieci ripetizioni sotto i 3 minuti. Per l’esattezza il suo peggior tempo registrato è stato 2’57”. Francesco Totti, al decimo passaggio, ha fermato il cronometro a 3’45”. La mattinata termina con esercizi di mobilità per finire con l’immersione delle gambe (o ciò che ne rimane) in acqua ghiacciata.

Ore 13. Pranzo a base di verdure, patate e carboidrati. Unica bevanda consentita l’acqua, ovviamente. Proibiti vino e birra.

Ore 14. Riposo.

Ore 16. Seduta pomeridiana di allenamento. Spiegazione degli schemi (offensivi, nemmeno a dirlo) sulla lavagna. Poi si parte con il lavoro di forza: 16 serie di gradoni a spinta alternata. 16 serie di balzi a piedi uniti. 16 serie di gradini in rapidità. Poi, finalmente, compare il pallone; anche se non si smette di correre e fare fatica. Si provano gli schemi studiati in precedenza: dal portiere all’attaccante nel minor tempo possibile, il sudore continua a colare anche quando cominciano le esercitazioni 11 contro 0. Il tutto termina alle 19, dopo aver effettuato una partitella a ritmi elevati.

Ore 20. Cena a base di pollo, verdure, acqua e integratori salini.

Ore 22,30. Si spengono cellulari, luci e si va a dormire. Pregando che la mattina dopo non faccia male come oggi.

Se vi siete sentiti male, non disperate. Di seguito riportiamo le più belle dichiarazioni rilasciate dai giocatori allenati dal boemo nel corso degli anni.

“Ogni giocatore deve sperare di essere allenato da Zeman.” Alessandro Nesta

“Per il boemo ho quasi istinti omosessuali, ma solo per lui. È uno dei pochi allenatori validi in giro ed anche un grande uomo. Lo apprezzo molto per la sua idea di etica nello sport, una cosa che manca molto al nostro calcio.” Dario Canovi

“A Foggia, mentre giocavamo a carte io, Signori, Rambaudi e Barone, fuori dagli orari stabiliti, all’improvviso si presentò Zeman e giocò con noi fino a notte fonda e noi ci convincemmo di averla fatta franca. Ma l’indomani, arrivati al campo, in bacheca trovammo affisso l’annuncio delle nostre multe salate ma la cosa bella è che Zeman si auto-multò e del doppio rispetto a noi.” Maurizio Miranda

“Zeman è un tecnico eccezionale, di grandissimo carisma, unico nel valorizzare i giocatori a disposizione. A livello di condizione fisica migliora tantissimo i suoi giocatori. Alla fine di ogni allenamento eravamo sempre tutti morti, ma poi in campo…” Mirko Vucinic

“Il primo ricordo che mi viene in mente e che racconto sempre ai ragazzi più giovani riguarda le apparizioni mistiche che nei due anni di ritiro a Foggia Zeman mi ha regalato. Infatti la durezza e l’intensità dei suoi allenamenti mi portava alle lacrime e a vedere la Madonna, tuttavia devo ringraziarlo perché grazie a lui ho raggiunto obiettivi che mai avrei pensato di ottenere.” Ciccio Baiano

“Dei metodi di Zeman avevo sentito parlare nel mio Paese e mi ero preparato a soffrire. Eppure sono a pezzi lo stesso, dopo aver affrontato tanti chilometri di corsa in pochi giorni.” Marek Jankulovski

“Mai corso così tanto in vita mia. Mi sono arreso e l’ho spiegato a Zeman: dopo un mese di vacanza, con appena un paio d’allenamenti sulle spalle, è difficile reggere una partenza tanto sparata. Avverto dolori dappertutto.” Matuzalem

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *