Il destino riesce a tracciare incredibili parabole per disegnare la strada del successo. Lo sa bene Neymar da Silva Santos Júnior, ovvero il ragazzo classe 1992 che tutto il mondo ha imparato a conoscere semplicemente come Neymar. Mister 600 milioni, il calciatore che lascia Barcellona per approdare a Parigi facendo a brandelli qualsiasi precedente trattativa della storia del calciomercato, tracciando un solco tra ciò che è stato e ciò che sarà. In parole povere, da oggi si potrà parlare del calcio a.N. (avanti Neymar) e d.N. (dopo Neymar).

E pensare che la fantastica favola di “O Ney” avrebbe potuto interrompersi tragicamente all’età di 6 anni, quando si trovò protagonista di un incidente che segnò la fine della carriera agonistica del padre, il quale sarebbe in seguito diventato gestore universale delle fortune del figlioletto.

«Una macchina è venuta verso di me. Ho cercato di sterzare, inutilmente. Ci colpì in pieno, sfondando per intero la fiancata del lato guidatore. La mia gamba sinistra venne violentemente sbalzata in avanti, dislocando il mio osso dell’anca. Ero disperato e dissi a mia moglie: ‘Sto morendo’. Ma la mia peggiore paura al di là del dolore era la sensazione che seguì subito dopo: ‘Dov’è Junior?’ 

Non riuscimmo a trovarlo subito. Pensammo che la forza dell’impatto lo avesse scaraventato fuori dalla macchina. In quel preciso momento feci la preghiera più grande: chiesi a Dio di donare una nuova vita a mio figlio, urlandogli di prendersi tutto da me. La mia salute, la mia carriera, la mia stessa vita. Le persone che ci hanno salvato trovarono nostro figlio incastrato tra le lamiere dell’auto, con un frammento di vetro conficcato nella fronte. Il suo volto era lavato con il sangue, ma per fortuna era vivo. Se ci ripenso ora mi vengono ancora i brividi». 

Il ragazzo nativo di Mogi das Cruzes ne ha fatta di strada. È cresciuto, fino a diventare una vera fabbrica di soldi. Gli introiti derivati direttamente dal terreno di gioco rappresentano infatti solo il 39% degli incassi annuali del brasiliano. Neymar è e sarà in ogni caso l’unico calciatore capace di incassare più denaro dagli sponsor che dal club di appartenenza. Tra poche ore passerà da guadagnare 9 milioni di € a 30 milioni di € all’anno (che potranno diventare 40 in base a premi individuali e conseguimenti sportivi) vestendo la casacca del team parigino. Ma le cifre da capogiro non finiscono qui e sono davvero pazzesche: per assicurarsi il talento brasiliano, lo sceicco Nasser Ghanim Al-Khelaïfi, proprietario del PSG, metterà sul piatto i 222 milioni della clausola. Si, si tratta dell’acquisto più oneroso della storia, più del doppio rispetto ai 105 sborsati l’estate scorsa dal Manchester United per prelevare Pogba dalla Juventus. Senza contare la lauta commissione che il padre incasserà dall’operazione: 40 milioni cash, ai quali dobbiamo aggiungere i 26 che il Barcellona ha versato sul conto corrente di Neymar Santos Senior (cifra figlia di un precedente accordo sul ultimo rinnovo di contratto catalano).

Attore principale nella chiusura della trattativa è stato senza dubbio il Qatar, stato che ospiterà i Mondiali di calcio del 2022. L’emirato, tramite la società Qatar Sports Investment, ha avanzato un’offerta di 300 milioni di sponsorizzazione a Neymar per diventare principale ambasciatore della manifestazione. Questa somma servirà al giocatore per pagare la clausola e liberarsi dal Barça (tale cifra verrà nuovamente corrisposta al calciatore nell’arco dei prossimi cinque anni). Così facendo saranno aggirate le regole del Fair Play Finanziario, considerando anche le leve legate ai ricavi praticamente garantite: per fare un esempio, solo dalla vendita planetaria di 10 milioni di magliette da gioco del Psg targate Neymar (cifra assolutamente abbordabile) il Psg incasserà circa 360 milioni di €.

Dimenticate tutto il resto. Neymar saluta i suoi attuali compagni e se ne va all’ombra della Tour Eiffel, alla conquista del mondo. Finisce un’era e si aprono immediatamente nuovi orizzonti. Benvenuti nel futuro.

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