L’estate che verrà ricordata per il trasferimento più oneroso della storia del calcio potrebbe rivelare un’altra sorpresa. Sta prendendo forma una trattativa che, per certi versi, ha dell’incredibile. Ancor più dell’operazione che ha portato Neymar a traslocare da Barcellona direzione Parigi: il Milan sta lavorando per strappare Cristiano Ronaldo al Real Madrid. Assurdo? Non più. Impossibile? Non esattamente. Complicato? Assolutamente si. Ma ci sono indizi e dati di fatto a supporto di questa tesi che superficialmente, ma solo superficialmente, potrebbe sembrare bizzarra. Ecco perché Cristiano Ronaldo può davvero trasferirsi al Milan.

Il procuratore
Ormai tutti sanno che gli agenti dei calciatori sono i principali artefici del destino dei propri assistiti. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, considerando le commissioni pazzesche che incassano per ogni trasferimento. Pertanto, dovremo sempre di più abituarci a continui e improvvisi cambi di maglia dei campioni, fino a che le regole resteranno così. Il procuratore di Cristiano è Jorge Mendes, ed è davvero riduttivo definirlo solo procuratore. Jorge nel corso degli anni ha fatto le fortune del fenomeno di Funchal (e viceversa), il legame tra i due è davvero indissolubile. Legame che vorrebbero instaurare con il potentissimo manager anche Fassone e Mirabelli: i tre sono stati protagonisti di più incontri segreti dai quali è trapelato poco o nulla. Insolito per un’estate in cui l’amministratore delegato e il direttore sportivo del Milan hanno sempre dichiarato tutto alla luce del sole, no?

André Silva
Il Milan aveva davvero bisogno di rinfrescare la squadra, e Vincenzo Montella si è trovato tra le mani una rosa che rispetto all’anno scorso è stata rivoltata come un calzino. Uno dei primissimi acquisti del nuovo ciclo rossonero è stato però un centravanti giovane e di belle speranze, capace di far intravedere durante la scorsa stagione le proprie potenzialità, ma che di certo non ha incantato le folle di tutto il mondo. Il prezzo dell’operazione per un classe ’95 è decisamente pesante: 40 milioni di € più bonus. Probabilmente questa cifra si può considerare come un lauto anticipo per una successiva trattativa ben più importante. Ma c’è di più. Lo scorso giugno la UEFA aveva annunciato che il Porto non era in regola col requisito di pareggio di bilancio, perciò le regole del Fair Play finanziario stavano stringendo nella morsa il club che necessitava di rientrare nei costi con una eccellente cessione. La soluzione? Chiedere a Jorge Mendes di piazzare il gioiellino Silva, cercando un club disposto a “salvare” le finanze della squadra lusitana.

Tribunali
Non è certo un segreto che Cristiano Ronaldo sia da tempo sotto il rigido controllo della tributaria spagnola. L’accusa di aver dirottato 150 milioni di € verso noti paradisi fiscali sta facendo perdere la pazienza all’asso portoghese che più volte ha dichiarato alla stampa: “Mi stanno facendo questo solo perché mi chiamo Cristiano Ronaldo.” Forse si, ma fa parte del gioco. L’azienda CR7 non si può racchiudere unicamente entro i confini del rettangolo verde. Il brand da anni si sta espandendo a livello mondiale in molteplici direzioni che toccano ristorazione, fitness, moda, accomodation, entertainment e chi più ne ha più ne metta. Ecco perché il ‘business Ronaldo’ non può conoscere intoppi e non può essere rallentato.

La n.7
Dal primo giorno di mercato il Milan si è dimostrato molto elastico in merito alla numerazione dei propri tesserati. Vero, ma non verissimo. Il club ha sempre e solo chiesto ai nuovi arrivati e ai calciatori già presenti in rosa di non considerare un numero nell’ampio ventaglio di scelte messo a disposizione dalla società: il n.7. Che infatti ancora oggi risulta essere libero dopo la scadenza del prestito del giovane Deulofeu.

Campagna abbonamenti
È partita da pochi giorni e sta facendo registrare numeri molto buoni. Di certo i 10 nuovi acquisti hanno fatto la loro parte, considerando anche la massiccia risposta che il popolo milanista ha dato alla prima ‘convocazione’: 65mila spettatori per l’esordio a S.Siro il 3 agosto è certamente un dato da non sotttovalutare. 40mila abbonati è un obiettivo ambizioso ma non impossibile, che si può raggiungere (e superare) mettendo nel motore il calciatore più decisivo degli ultimi anni. L’acquisto di CR7 porterebbe 15-20mila abbonamenti extra che garantirebbero un S.Siro praticamente sempre tutto esaurito. E nell’ottica espansionistica cinese, avere lo stadio pieno in ogni match risulterebbe importantissimo per la spinta mediatica che si otterrebbe di riflesso per gli sponsor nel Paese del Sol Levante.

Fair Play Finanziario
Ci sono pochissimi club che oggi possono permettersi di acquistare il cartellino di Cristiano Ronaldo e di pagarne il lauto ingaggio. Ma, tra questi ricchissimi club, sono ancora meno quelli che hanno libertà d’azione non essendosi macchiati negli anni scorsi di comportamenti al limite del Fair Play finanziario. Per essere più chiari: per operazioni di mercato ‘monstre’ occorre avere importanti garanzie e la fedina penale pulita. Il Milan sta mettendo a bilancio pesanti debiti ma durante incontro con l’UEFA fissato il prossimo ottobre porterà a referto un piano di risanamento (il cosiddetto voluntary agreement) su base quinquennale per la cui accettazione filtra un moderato ottimismo. Questo accordo è ancora passibile di modifiche, ma non potrà subire cambiamenti nei prossimi anni. In parole povere, ora o mai più.

I costi
Per il cartellino di Cristiano occorrono 100 milioni di €, cifra sotto la quale la dirigenza madrilena non è disposta ad andare, seppure si stia parlando di un calciatore di 32 anni. L’attuale ingaggio non supera i 20 milioni di € all’anno, ma un ritocco verso l’alto è inevitabile: la base della trattativa è un quadriennale a 25 milioni annui (200 lordi complessivi). In più ci sono le commissioni per l’agente Jorge Mendes (da valutare anche in seguito all’operazione André Silva). 300 milioni di € (e oltre) di spesa, che però sarebbero da subito ammortizzati grazie alle leve finanziarie legate ai soli ricavi provenienti dal merchandising.

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