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3 memorabili precedenti storici tra Italia e Spagna

by Giulio Converti

di Giulio Converti

Italia-Spagna sarà la prima semifinale di questi EURO 2020. Gli azzurri sfideranno le furie rosse allo stadio Wembley di Londra martedì 6 alle 21. L’ansia comincia a salire, le aspettative sono alte e l’ipotesi di rivedere l’Italia in finale di un Europeo comincia a farsi più concreta partita dopo partita. Tra gli azzurri e la Spagna i precedenti sono incredibilmente bilanciati, in quanto in 37 partite si sono verificati 15 pareggi e 11 successi per parte. Questa volta, però, il pareggio non è un’opzione. Queste due squadre negli anni hanno regalato spettacolo, emozionando gli amanti del calcio in delle sfide testa a testa destinate a rimanere nella storia. Oggi cercherò di riportarvi nel passato, rivivendo con voi 3 memorabili precedenti storici tra Italia e Spagna.

Mondiali USA ‘94

Stati Uniti d’America, Foxsboro Stadium, 9 luglio 1994. Italia e Spagna si danno appuntamento per un quarto di finale pesantissimo, presentandosi come due delle squadre favorite per la vittoria del Mondiale. Gli azzurri schierano tra i pali l’ormai certezza Pagliuca, poi Tassotti, Benarrivo, Albertini, Maldini, Costacurta, Conte e Dino Baggio. Per l’attacco Sacchi non può fare a meno dell’altro Baggio, Roberto, affiancato da Massaro e Donadoni. Dall’altra parte la Spagna schierava giocatori del calibro di Ferrer, Goicoechea e Luis Enrique, che martedì guiderà le furie rosse dalla panchina. Al 25esimo la partita si sblocca grazie ad un siluro di Dino Baggio dai 20 metri su assist di Donadoni, Italia in vantaggio. La Spagna non ci sta, e torna a dominare la partita costringendo gli azzurri a difendersi e cercare opportunità in contropiede. Tuttavia, ogni occasione dell’Italia che passa per i piedi del Divin Codino diventa magicamente molto più insidiosa, e anche gli azzurri riescono ad impegnare il portiere avversario in diverse occasioni. Al minuto ‘58, però, tutto si complica. Un’autorete di Benarrivo rimette gli spagnoli in corsa, riportando la partita sulla parità. Passa mezz’ora, esattamente mezz’ora, e ormai l’idea dei supplementari si fa molto concreta. Per tutti, tranne che per Roberto Baggio. Minuto ‘88, Signori apre il campo al Divin Codino libero di avanzare fino alla porta avversaria, dove dribbla il portiere e riporta avanti gli azzurri. La parte italiana del Foxsboro Stadium esplode. Se pensate che le sorprese siano finite, però, vi sbagliate. Nel recupero Luis Enrique viene inquadrato sanguinante, con il naso apparentemente rotto. L’arbitro non vede nulla, e di conseguenza non fischia nulla. Solo dopo si scoprirà che ha ricevuto una gomitata in pieno volto da Mauro Tassotti. La prova tv, utilizzata per la prima volta, farà squalificare il difensore del Milan per 8 turni. Non importa però, passano gli azzurri, grazie ancora una volta all’infermabile Roberto Baggio

EURO 2012

Se il ricordo precedente è certamente un ricordo felice, questo lo è un po’ meno. Il primo luglio 2012, allo Stadio Olimpico di Kiev, si tenne la finale degli EURO 2012. La Spagna veniva dalla conquista di due titoli, l’Europeo 2008 e il Mondiale 2010. L’Italia, dal canto suo, dopo il naufragio ai Mondiali sudafricani, era stata affidata a Prandelli per una ricostruzione. Gli azzurri, inoltre, dopo le vittorie sull’Inghilterra ai rigori e sulla Germania grazie alla doppietta di Balotelli, godevano di un’autostima altissima. Da una parte Vicente del Bosque schierava Casillas, Jordi Alba, Ramos, Piqué, Arbeloa, Xabi Alonso, Busquets, Xavi, Iniesta, Fàbregas e David Silva. Gli azzurri, invece, scendevano in campo con Buffon, Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Pirlo, Marchisio, Montolivo, De Rossi, Cassano e il solito Mario Balotelli. Già al 14′ gli iberici passano in vantaggio, con David Silva a segno di testa su cross di Fàbregas. A 5 minuti dalla fine del primo tempo arriva il raddoppio timbrato Jordi Alba, realizzato su un assist di Xavi. Nella ripresa l’Italia perde Thiago Motta per infortunio ed è costretta a rimanere in 10 visto che tutti i cambi erano già stati effettuati. La superiorità numerica mette ko gli azzurri, che subiscono in seguito anche le reti di Torres, entrato da poco, e di Mata. 4-0 secco, pesante, che rendeva gli spagnoli Campioni d’Europa per la seconda volta consecutiva. 

EURO 2016

4 anni dopo, in Francia, l’Italia incontra la Spagna agli ottavi di finale, con la possibilità di vendicare la sconfitta in finale nell’Europeo precedente. Da una parte gli azzurri schierano Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Florenzi, Parolo, De Rossi, Giaccherini, De Sciglio, Pellè ed Eder. Del Bosque risponde con De Gea, Juanfran, Piquè, Sergio Ramos, Jordi Alba, Fabregas, Busquets, Iniesta, David Silva, Morata e Nolito. La Spagna è favorita, ma non è più quella squadra tanto temibile quanto instancabile di 4 anni prima. L’Italia non si sarebbe fatta sottomettere, se la sarebbe giocata, sicuramente di più rispetto all’Europeo precedente. Lo si capisce sin dall’inizio, quando su un calcio di punizione Pellè impatta di testa costringendo De Gea al miracolo. Pochi minuti dopo una bellissima rovesciata di Giaccherini si stampa sul palo, certificando il predominio azzurro. Al minuto ‘33 la partita si sblocca: calcio di punizione da posizione centrale, siluro di Eder non trattenuto da De Gea e Chiellini sul tap-in fa 1-0. Nella ripresa gli equilibri non cambiano. L’Italia contiene le furie rosse e in velocità è devastante, come testimonia la discesa di Eder che poi si conclude con una parata di De Gea. A parte un po’ di sofferenza nel finale, la gestione del match da parte degli azzurri è impeccabile. Durante il primo minuto di recupero l’Italia la chiude: cambio di gioco visionario di Insigne, Darmian entra in area dalla destra e sul cross rimpallato arriva Graziano Pellè, 2-0, Italia ai quarti. 

In attesa di EURO 2020

La partita di martedì non sarà affatto facile, questo è scontato. Difficile stilare delle favorite, specie perché in queste semifinali molto spesso l’aspetto psicologico fa la differenza. Una cosa, però, è certa: i ragazzi di Mancini hanno già provato di essere un gran gruppo, che funziona e gioca bene, poco o nulla gli si può rimproverare fino a qui. Adesso non ci resta che attendere, prepararci, e sperare che la sfida assomigli un po’ di più al precedente del 2016 che a quello del 2012.

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