5 giocatori che non sapevi avessero giocato in Serie A con il Treviso

by Andrea Sperti

di Andrea Sperti 

Ricordate il Treviso in Serie A? Si, i veneti hanno disputato un torneo nella massima serie italiana nella stagione 2005/2006, classificandosi all’ultimo posto con soli 21 punti. Alla fine la formazione biancazzurra non è arrivata ultima, a causa della retrocessione d’ufficio che ha declassato la Juventus fino al ventesimo posto della graduatoria. In ogni caso in quel Treviso hanno giocato 5 giocatori che hanno poi vissuto, chi più chi meno, carriere importanti ed oggi vogliamo rinfrescarvi la memoria indicandoveli.

Marco Borriello

L’attaccante centrale ex Roma e Milan da giovane ha girovagato in lungo ed in largo per tutta la penisola, cercando la piazza che potesse permettergli di esplodere definitivamente e mettere in mostra tutto il suo talento. Il centravanti napoletano è cresciuto nella fila della squadra veneta, con la quale ha anche esordito tra i professionisti. Nella stagione in esame Borriello è arrivato nel mercato di gennaio, disputando in totale 20 partite e segnando anche 5 gol, tra cui una doppietta all’Udinese nell’ultima giornata di campionato. Dopo l’avventura con il Treviso, la sua carriera ha preso il volo ed il classe ’82 ha indossato le prestigiose maglie di Roma, Milan, Juventus, Genoa, Atalanta e Spal, prima di finire ad Ibiza, dove ora, dopo il ritiro, è diventato il direttore sportivo e l’ambasciatore nel mondo della formazione iberica.

Samir Handanovic

Il portiere dell’Inter ha appena vinto lo Scudetto con i nerazzurri ma lo sloveno è uno di quelli ad aver fatto la gavetta vera, partendo dal basso ed arrivando in cima. L’estremo difensore aveva appena 21 anni quando ha difeso la porta del Treviso, scendendo in campo a San Siro e subendo una tripletta da un incontenibile Adriano. Handanovic ha parato solo per le prime 3 gare e dopo l’espulsione contro la Lazio è stato relegato in panchina. A gennaio, poi, la società veneta ha deciso di cederlo proprio ai biancocelesti, con i quali ha disputato solo una partita, l’ultima di campionato contro il Parma. In ogni caso, il portiere sloveno ha poi dimostrato negli anni di avere talento, prima con la maglia dell’Udinese e poi con quella nerazzurra. Adesso a quasi 37 anni riesce ancora ad essere decisivo ed a guidare la sua difesa con autorevolezza. L’Inter è in cerca di un suo possibile sostituto per gli anni a venire, ma Handanovic è ancora una certezza della formazione allenata da Antonio Conte.

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Christian Maggio

Il terzino destro a 39 anni galoppa ancora allegramente in Serie B, nelle fila del Lecce, ed in questa stagione ha anche disputato 8 partite in Serie A con la maglia del Benevento. Maggio è un laterale di spinta, che fa della sua corsa un marchio di fabbrica. L’esperienza di Treviso, da gennaio a giugno del 2006, gli è servita per maturare, crescere e conoscere il campionato di Serie A. Dopo quella stagione l’esterno di difesa è passato alla Sampdoria ed è diventato un calciatore di livello, capace di essere decisivo anche in zona gol. Antonio Cassano, in una recente intervista alla Bobo Tv ha parlato del rapporto con Maggio e di quanto sia migliorato grazie alle sue palle geniali:

«Quando sono arrivato alla Sampdoria Maggio ha segnato undici gol in stagione, mentre nel resto della sua carriera non ha superato i sette. Nei primi mesi penso di avergli messo un centinaio di palle davanti al portiere, ma Christian non segnava. Un giorno lo chiamai e gli dissi che non ci sarebbero stati ulteriori bonus. Dovevamo trovare l’alchimia giusta. Dopodiché ci fu una partita, credo contro la Fiorentina, che sbloccò tutto. Segnò molto, aveva fiducia in me. Mi trovavo bene con gente così, corrispondevano alla mia idea di calciatore intelligente che si lancia senza palla. Con Maggio ho poi trovato l’alchimia di cui parlavo prima e che diventò notevole, imbucavo sempre per lui, ha sventrato tutti i difensori, sia contro le grandi che contro le piccole».

Reginaldo

A 37 anni compiuti, il brasiliano ha ancora la voglia e la forza di giocare nel Girone C di Serie C, indossando la gloriosa maglia del Catania e provando a portare gli etnei in cadetteria. Il classe ’83 è arrivato in Italia proprio grazie alla società veneta e con questa ha disputato in totale 102 partite in campionato, segnando anche 19 gol. Alla fine del campionato in esame ha disputato 31 gare, con all’attivo 5 reti, un bottino niente male per un ragazzo di 22 anni che si affaccia per la prima volta ad un torneo del genere. Le buone prestazioni fornite con il Treviso lo hanno fatto entrare nel mirino della Fiorentina, che lo ha acquistato in estate per 1.5 milioni di euro. Dopo l’avventura viola, Reginaldo ha indossato le maglie di Siena, Parma, Vasco da Gama, Monza, Trapani, Paganese, Reggina, Pro Vercelli ed adesso quella degli etnei siciliani. In tutte queste piazze hanno sempre conservato un buon ricordo del centravanti brasiliano, uno di quei giocatori che dà tutto per il bene della sua squadra.

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Gianni Guigou

Il centrocampista uruguaiano ha vinto un campionato ed una Supercoppa italiana con la maglia della Roma, seppur non da protagonista assoluto. Dopo 3 anni in giallorosso, però, ha deciso di cambiare aria, approdando dapprima a Siena e Fiorentina ed in seguito al Treviso, club con il quale ha poi chiuso la sua esperienza calcistica in Italia. I veneti lo hanno acquistato nel mercato di gennaio del 2006, puntando sulla sua esperienza ma, nonostante il suo arrivo, la squadra non è riuscita ad evitare una scontata retrocessione. Guigou ha comunque scelto di sposare il progetto dei biancoazzurri rimanendo poi per altre 3 stagioni, diventando uno degli idoli della tifoseria trevigiana. La sua ultima stagione da calciatore, invece, ha voluto disputarla con il Nacional in Uruguay, il club nel quale è cresciuto professionalmente.

Insomma, sebbene i veneti potessero contare su questi 5 ottimi calciatori, alla fine la salvezza non è arrivata ed il Treviso è dovuto ripartire dalla Serie B. I veneti adesso sono scivolati in basso, militano nel campionato di Promozione e sono lontanissimi dai grandi palcoscenici del calcio italiano. L’augurio è che presto possano tornare tra i professionisti, anche perché storia e blasone non possono essere dimenticati, così come quella pazza stagione vissuta in Serie A.