Tre anni fa in Serie B, ora a 1 punto dal Psg: è arrivato il Lorient Express

by Francesco Pietrella
Lorient

Il «Lorient Express» va veloce e non si ferma. Nessun refuso, bensì un gioco di parole tra la squadra bretone che sta stregando la Ligue 1 e il famoso treno passeggeri che partiva da Parigi e arrivava a Istanbul, attraversando mezza Europa. Il Lorient di Le Bris procede spedito sui binari del pallone, in una città nota per il porto, il mercato del pesce e un soprannome storico, «i merluzzi», portato avanti fin dalla fondazione. La città fu rasa al suolo dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale e poi ricostruita. Lo stadio di casa, il Moustoir, gioiellino di quindicimila posti messo in piedi negli anni Cinquanta, in tutta la sua storia ha festeggiato una Coppa di Francia e nulla più.

Il comico imbucato in finale

A proposito: vi ricordate Remi Gaillard? Il comico francese protagonista di diversi scherzi su YouTube e simili. Nel 2002, l’anno in cui il Lorient vinse la Coppa battendo il Bastia, riuscì a imbucarsi in campo durante i festeggiamenti e ad alzare il trofeo insieme alla squadra. Ora il Lorient è secondo a un punto dal Psg. Nel 2019/20 giocava addirittura in seconda serie. Fin qui vinto sei partite di fila e vanta una sola sconfitta in campionato contro il Lens. Merito di un coach con una laurea in biomeccanica, i gol di una punta nigeriana e i guizzi di un parente stretto dell’allenatore. 

L’allenatore laureato

Tutto vero: Theo Le Bris, fantasista ventenne nato e cresciuto a Lorient con un gol in 8 presenze, è il nipote di Regis, in panchina da quando ha 27 anni: «Ho smesso a causa di un brutto infortunio, così non ho perso tempo e mi sono messo subito ad allenare». Partendo dai ragazzi. La prima esperienza nel 2004, al Wasquehal, prima guida dell’Under 12. In seguito ha allenato l’U15 e l’U16 del Rennes, rivale del Lorient. Nel frattempo, tra un allenamento e l’altro, Regis si è laureato all’Università con una tesi sullo studio biomeccanico della corsa, presente tuttora in rete. 

Le stelle del Lorient

Nell’elaborato, ovviamente in francese e pieno di riferimenti, vengono analizzate le variazioni della tecnica di corsa in ogni sfaccettatura. Le Bris è un self made man: ex centrale difensivo di corsa e nulla più, ha vinto tre trofei giovanili con Rennes e Lorient, tra cui la Coppa Gambardella del 2008 con i rossoneri, una sorta di Viareggio francese. In finale c’erano l’ex Inter M’Vila, l’enfant prodige mai sbocciato Damien Le Tallec, Yacine Brahimi e Le Marchand. Nel Bordeaux, sconfitto 3-0 allo Stade de France, il polacco Krychowiak, Saivet e Obertan. La storia l’ha portato a Lorient, presa in mano in estate dopo sette anni nella squadra riserve. Inizio al top: 8 vittorie, un pareggio e una sconfitta, con 21 gol segnati e 14 subiti. Il top scorer è Terem Moffi, ventitreenne nigeriano con 6 gol. In nazionale è la riserva di Osimhen. Un paio di anni fa giovava in Lituania con lo Zalgiris. La spalla dell’anno scorso era Armand Laurienté, oggi al Sassuolo, 20 gol in due. 

Un pizzico d’Italia in Bretagna

Altri da segnalare: Dango Ouattara, esterno del Burkina Faso con quattro squilli in 9 partite, il fantasista Enzo Le Fée, cresciuto in casa, e il nipote del mister Theo Le Bris. L’età media è di 24 anni, con due soli over 30 in rosa. Si tratta del terzino sinistro Vincent Le Goff, classe ’89, veterano del Moustoir con 284 presenze in nove anni, e del nostro Vito Mannone, 34 anni, portiere giramondo con un passato in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Danimarca. Dopo un paio di stagioni a Monaco ha scelto la Bretagna. Sempre come riserva. L’ultima curiosità riguarda la famiglia Kalulu: Gedeon, fratello di Pierre, è il terzino destro titolare. Ha quattro anni in più del jolly rossonero e fin qui le ha giocate tutte. Tre assist in nove partite. Una delle tante rivelazioni di questo angolo di Bretagna, dove si sogna in grande.