Pepa ci racconta il calcio portoghese: «Occhio a Quenda, ma Pietuszewski è una macchina»

by Redazione Cronache

Ma quanti talenti ci sono nel campionato portoghese? La Liga Portugal è un campionato che ospita allenatori di livello internazionale: Farioli, Mourinho, Rui Borges… Questo significa solo una cosa: una lega competitiva e tanti talenti da tenere d’occhio.

Partiamo dallo Sporting. Al momento è 2° in classifica e continua a mettere in mostra molti giocatori interessanti. João Simões (2007), Geny (2001) e ovviamente Quenda.

«Quenda, Geny – un giovane dal potenziale enorme – e João Simões stanno vivendo una stagione eccellente», ci ha raccontato Pedro da Costa Filipe (o più semplicemente ‘Pepa’), allenatore portoghese ed esperto di Liga Portugal. Pepa è un allenatore portoghese apprezzato per il suo approccio moderno e pragmatico. Nel corso della carriera ha guidato squadre come Tondela, Paços de Ferreira e Vitória Guimarães, affermandosi in Portogallo, prima di fare esperienze anche all’estero con Al-Tai in Arabia Saudita e Cruzeiro in Brasile. Il suo calcio è intenso, organizzato e fondato su disciplina tattica, adattabilità e valorizzazione dei giocatori.

Il primo lo ha già acquistato il Chelsea per 48 milioni di euro, lasciandolo però allo Sporting fino al termine della stagione. Esterno destro, mancino. Per stile ricorda il primo Leão, che ha già parlato bene di lui.

«Ricordatevi il suo nome, ne vedrete delle belle».

In testa alla classifica c’è però il Porto di Farioli, che gioca un calcio iper moderno grazie anche ai suoi interpreti.

«Oskar Pietuszewski è chiaramente una macchina, lo stesso Samu Omorodion sta giocando bene in supporto e sta migliorando grazie a Farioli nella fase difensiva» ci dice Pepa.

«Si sta dimostrando un’ottima opzione per il Porto, che prima non aveva queste caratteristiche. Con la sua statura fisica e il lavoro quotidiano, sta mostrando segni di grande crescita in questo senso».

Non possiamo non parlare del Benfica. I risultati di Mourinho generano pareri contrastanti, ma il lavoro delle giovanili (con conseguente arrivo in Prima Squadra) non è secondo a nessuno.

«La rete che utilizza per ‘catturare’ i migliori giocatori in Portogallo e nel mondo le consente di selezionare i ragazzi sin da piccoli. Il Benfica ha un ampio raggio d’azione in termini di ricerca e scouting di talenti ed è in grado di convincerli, con grande facilità e potere finanziario, a rappresentare il club».

João Félix, Enzo Fernández, João Neves e Álvaro Carreras: ogni anno ne esce fuori uno (ed entrano diversi milioni).