Il braccino del tennista è un termine utilizzato per definire una condizione psicologica che colpisce i giocatori nei momenti decisivi, in particolare quando la vittoria è vicina. La tensione e la paura di sbagliare irrigidiscono il braccio, aumentando gli errori.
Anche l’Arsenal ne è vittima
Nelle ultime settimane, quando hanno avuto l’occasione, i Gunners hanno sempre mancato l’allungo in classifica. In questo momento, la più grande minaccia per la vittoria del titolo da parte dell’Arsenal… è l’Arsenal stessa.
Le ultime tre giornate parlano chiaro: il 7 gennaio il Man City pareggia col Brighton, ma l’Arsenal non riesce ad approfittarne e pareggia 0-0 contro un Liverpool pieno di riserve. E il copione non cambia nel weekend successivo.
Sabato 17 i Citizens perdono 2-0 il derby, ma qualche ora più tardi i Gunners non vanno oltre lo 0-0 in casa del Forest. Nell’ultima giornata il City torna alla vittoria con i Wolves e 24 ore più tardi l’Arsenal risponde cadendo in casa con lo United.
Imbattibilità terminata
Il ko di domenica è il 1° in casa nel 2025/26 ed è anche la 1ª volta in stagiona in cui l’Arsenal perde dopo aver sbloccato il match. Dall’arrivo di Arteta, i Gunners hanno perso solo 2 partite in cui hanno segnato 2 gol, entrambe contro il Man United di Carrick.

Lo diciamo da inizio stagione
Questo deve essere l’anno dell’Arsenal. Mentre il City sembra essere ancora una squadra work in progress, colpita da tanti infortuni, i Gunners hanno tutto per essere una macchina perfetta. Soprattutto sui calci piazzati. Eppure, per il momento non sembra bastare.
Nell’ultimo periodo gli attaccanti sono in grossa difficoltà. Saka non fa gol da 13 partite, nelle ultime 11 in Premier Gyökeres segna solo su rigore. Non basta? Martinelli è a digiuno in campionato da 13 gare, Madueke da 25. Per Trossard una rete nelle ultime 11.
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La salvezza dell’Arsenal sono i calci piazzati… e gli autogol. Dell’abilità dei Gunners di segnare da palla ferma vi abbiamo già parlato. Quello che sorprende è il dato sugli autogol a proprio favore: sono ben 6 tra tutte le competizioni, più di ogni altra squadra di Premier.

I mindgames di Pep
Guardiola lo ha ripetuto più volte: «Oggi l’Arsenal è la più forte del mondo». Un modo per mettere ulteriore pressione ad Arteta: attenzione a tenere in vita il City. Senza dimenticarsi dell’Aston Villa, 2° col City a -4 dal 1° posto.
Ma se non vincerà il campionato, l’Arsenal e Arteta dovranno ammettere che è solo colpa loro. Il fantasma dei tre secondi posti consecutivi in Premier League e di un titolo che manca da 22 anni aleggia sulla testa dei Gunners.
Il problema per l’Arsenal è che siamo ancora a gennaio. Se il braccino del tennista è venuto fuori così presto, cosa succederà a marzo o aprile quando la pressione sarà ancora più alta? A Mikel Arteta il compito di trovare una risposta a queste domande.
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