Le settimane da sogno di Reggiani: «Gol, esordio in UCL e primo contratto con il Dortmund»

by Giacomo Brunetti

Viaggiare verso l’Italia per vestire la maglia della Nazionale è un orgoglio per Luca Reggiani, che nelle ultime settimane ha visto la sua vita cambiare di netto. È tornato proprio nel suo Paese, per gli impegni dell’u19, dove i compagni lo hanno accolto con stupore: «Per i miei amici di Nazionale è stato strano vedermi segnare, erano molto felici per me. Vestire l’azzurro è anche un modo per parlare italiano e sentirmi a casa, oltre che un onore e una bellissima esperienza». Obiettivo Europeo di categoria (che l’Italia ha vinto nel 2023), con l’entusiasmo di Catanzaro e Cosenza che ha trascinato l’Italia. Gli Azzurrini, che hanno superato la prima fase a novembre in Sicilia, hanno affrontato Ungheria, Slovacchia e Turchia staccando il pass che li porterà giugno in Galles, puntando nuovamente all’oro europeo.

Il mondo di Luca Reggiani si è ribaltato nel giro di un paio di settimane. «Sono state travolgenti», ci racconta dal ritiro della Nazionale u19 a Catanzaro. Il Borussia Dortmund gli ha dato fiducia, e lui li ha ripagati, «mi hanno aggregato alla prima squadra solamente un mese e mezzo fa e sì, il mister mi ha fatto subito debuttare. È successo tutto molto velocemente: l’esordio in Champions, il primo gol tra i professionisti. Il primo contratto da pro. Sto cercando di godermi ogni attimo». Un momento da film.

Dal Sassuolo alla prima in UCL in Germania

Anche perché Luca è solamente del 2008, e così come il connazionale e coetaneo Samuele Inacío, sta sognando a tinte giallonere. Insieme a loro anche un altro italiano, Filippo Mane. Tutti e tre vestono la maglia delle under azzurre e hanno già esordito precocemente con il club tedesco. Reggiani lo hanno scovato nel Sassuolo, «grazie anche alla visibilità che mi ha dato la Nazionale. Ho fatto 8 anni in neroverde, un bel percorso. Quando mi hanno detto che il Borussia mi voleva, praticamente avevo già deciso, e sono felicissimo di questa scelta. Non mi sarei certo aspettato che le cose sarebbero cresciute così velocemente, ringrazio anche la società che ci ha creduto tantissimo».

Ma torniamo alle ultime settimane. L’esordio in Champions è arrivato proprio contro un’italiana, l’Atalanta. «È stato speciale – ci racconta Reggiani – e non è stata un’esperienza facile perché ero abbastanza agitato, ma i compagni mi hanno supportato veramente per tutta la gara, in particolar modo Anton che era il calciatore più vicino a me in difesa. Mi spiegava continuamente cosa dovevo fare, spronandomi a giocare semplice e fare ciò che sapevo fare meglio». Dall’altra parte, un altro 2008 compagno in azzurro: «Prima della partita ho parlato con Ahanor, ci siamo sentiti e mi aveva chiesto se avessi giocato: quando gli ho detto di sì, non poteva crederci, era stupito e non se lo aspettava».

Il gol sotto al Muro Giallo e la standing ovation

Reggiani non se l’è fatto bastare. Infatti ha segnato anche la prima rete tra i grandi, in Bundesliga: «Dopo il gol contro l’Augsburg, Schlotterbeck mi ha preso da parte spingendomi contro il Muro Giallo per prendermi tutto l’applauso, è stata un’emozione da brividi perché lo stadio del Dortmund è il più bello del mondo, tutta la curva urlava il mio nome ed è stato unico. E poi c’è una cosa strana: in ritiro, ero in camera con Samuele Inacio, l’altro italiano. Prima della partita mi dice: ‘Mi sento che domani segni. Se succede davvero, vieni da me a esultare’. Così è stato, ci siamo abbracciati, è stato bellissimo». E ora inizia a essere famoso, sia in Germania che in Italia: «I tifosi stanno iniziando a fermarmi per strada e sono sempre imbarazzato perché mi sento in soggezione, non so cosa fare. Mi fa un grande piacere, anche se è strano». Profilo basso, però: «Devo ringraziare il mister, sono anche stato fortunato perché c’è stata una serie di infortuni in prima squadra che mi ha permesso di salire dalla Primavera, mi sono allenato bene e mi è stata data fiducia. C’è stato grande clamore intorno al mio gol, mi ha fatto piacere, ma sono consapevole di essere all’inizio e devo rimanere umile, senza pensare troppo agli elogi. Ovviamente è tutto bellissimo, ma è adesso che devo allenarmi ancor più duramente».

A Dortmund gli impegni sono tanti e le giornate scorrono velocemente. Il campo, ma anche gli impegni di un 18enne qualunque: «Mi piace molto il basket, sia da praticare che da guardare. E in generale lo sport. Adesso sto facendo la patente e continuo a frequentare la scuola italiana, ovviamente online. Tre volte a settimana invece ho lezione di tedesco, anche se in squadra praticamente si parla inglese». Senza dimenticare quella voglia d’Italia che è sempre travolgente: «Io, Samuele e anche Mane ci troviamo molto bene. Filippo ha già il proprio appartamento, quindi ci vediamo al campo, ci aiutiamo a vicenda ed è nata un’amicizia speciale. Nel tempo libero troviamo il nostro angolo d’Italia in una pizzeria, si chiama “60 secondi di Napoli”, è la nostra comfort zone. Ci capita spesso di sentir parlare italiano in centro, è pieno di emigrati. Anche allo stadio, a volte mi sento chiamare in italiano dagli spalti e sorrido». Adelante.