La Svezia porterà al Mondiale un giocatore di futsal

by Alessandro Lunari

⁠Si chiama Taha Ali e ha 6 presenze con la Nazionale di futsal.
Tutto vero. Il classe ’98 ha giocato fino all’età di 22 anni a calcio a 5 arrivando fino alla Nazionale maggiore. Dopotutto i rifiuti di varie Academy di calcio a 11 lo avevano allontanato dal sogno di fare il calciatore professionista.

 

In 6 anni è cambiato tutto, ma con molta calma

Ha giocato in 4ª serie svedese fino al 2020. Poi un ‘salto’ al Sollentuna FK, in 3ª divisione: 10 gol in 29 gare. È l’inizio di tutto. Fra il 2021 e il 2022 gioca con l’Örebro e l’Helsingborg in massima serie (nel mezzo un prestito in B al Västerås SK).

Lui retrocede, ma Malmö ci crede. E per questo nel gennaio del 2023 lo acquista a titolo definitivo per 700mila euro. 20 gol e 19 assist in 132 presenze fin qui con tanto di 3 trofei. E dal 2024 è arrivata anche la chiamata della Svezia. Questa volta di calcio a 11.

 

Una sola presenza… ma sarà al Mondiale

Taha Ali ha giocato fin qui una sola gara con la Nazionale svedese: era il 12 gennaio 2024, un’amichevole vinta per 2-1 contro l’Estonia. Prima e ultima presenza, almeno fin qui.

Graham Potter lo ha convocato ai play-off senza lasciargli neanche un minuto. Il CT lo aveva chiamato in Nazionale a distanza di due anni dall’ultima volta. E ora lo porterà anche al Mondiale dove la Svezia nel girone affronterà Tunisia, Olanda e Giappone.

 

È nato in Svezia, ma i suoi genitori sono scappati dalla Somalia

E per questo Taha Ali si tiene stretto anche un primato: sarà il primo calciatore con origini somale della storia a disputare un Mondiale. I suoi genitori sono fuggiti dal Paese durante la guerra civile degli anni ’90 per trasferirsi nella periferia di Stoccolma.

⁠«Il calcio mi ha tenuto lontano dai guai». Taha Ali è cresciuto in uno dei quartieri più difficili di Stoccolma passando le notti lungo i binari della metro. «Ho avuto fratelli e sorelle che mi hanno aiutato a rimanere sulla retta via. Non sarei qui oggi se non fosse per loro».

 

Lo chiamano Mahrez

Di fatto, il suo stile di gioco ricorda per movenze e tecnica quella del campione di Leicester e Man City. E anche lui è stato seguito da alcuni club di Premier League in passato. In futuro chissà, ora testa al Mondiale: «È un sogno d’infanzia. Non ci credo».