

a cura di Giacomo Brunetti, inviato a Como
«Voglio diventare uno dei migliori. Ramos il mio modello e ammiro molto Sinner, la prima chiamata con Cesc…»
Intervista a uno dei talenti più promettenti della Serie A, una delle Future Stars su FC 27.
Jacobo Ramón è uno dei giovani più forti della Serie A. Cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid, ha firmato con il Como nella passata stagione, centrando subito la qualificazione in Champions League. Si è affermato a 21 anni come uno dei difensori migliori del campionato ed è una delle Future Star di FC 27: «Ho vissuto nel mito di Sergio Ramos. Tre stagioni fa giocavo la Youth League con Nico Paz, oggi siamo protagonisti nell’Europa dei grandi. Essere stato inserito tra le Future Stars è un orgoglio enorme: lo scorso anno è stato lui, quest’anno è toccato a me».
A testimoniare il suo exploit, Ramón ha ricevuto un videomessaggio speciale da parte di Guti: «Hai un grandissimo potenziale, complimenti per quello che stai facendo in Italia». E per il difensore del Como è un onore: «Non lo conosco personalmente, ma ho visto tantissimi video delle sue giocate. So perfettamente cosa faceva».
Il Como spagnoleggiante è una squadra da videogioco. Un calcio bellissimo da vedere, un progetto che prende forma e ormai ha smesso di sorprendere. Come i talenti in campo: «Nico è uno dei miei migliori amici a Como, abbiamo trascorso qualche estate insieme, in vacanza. In ritiro giochiamo insieme a FC, su Clubs. Abbiamo una squadra anche con Diao, Jesus Rodriguez, qualcuno dello staff… ma io non gioco in difesa: siamo tutti in avanti».

«La Nazionale è un obiettivo. Mi mancano ancora tante cose, devo migliorare in vari aspetti del mio gioco, con la palla e senza palla, ma anche fisicamente. Il mio sogno è segnare un gol con la Spagna, mi piace segnare proprio come piaceva a Sergio Ramos. So che mi manca ancora un po’». Ma l’ex difensore del Real non è il solo modello di riferimento: «Ammiro la mentalità di Sinner. Da noi Nadal è un idolo assoluto e seguo il tennis da tempo».
I ragazzi del Como vanno spesso in vacanza insieme. Sono un gruppo unito, che parla la stessa lingua, «nei giorni liberi andiamo a fare un giro sul lago, oppure più lontano. Diao mi riempie di scherzi…».
Merito anche di un allenatore che ha saputo trascinarli: Cesc Fàbregas. «È una persona che mi ha dato una fiducia enorme. Lo ringrazio perché grazie a lui sono il giocatore che sono oggi». La prima volta in cui Fàbregas lo ha chiamato, «per uno spagnolo come me, che l’ha visto vincere il Mondiale… è stato fantastico.
o. Mi ha detto la proiezione che aveva questo club, il progetto. Nessuno pensava che la crescita del Como fosse così veloce, perché l’anno scorso io, per esempio, ero tutto da valutare. Venivo dalla terza divisione spagnola, dal Real Madrid Castilla, ma il mister aveva tanta ambizione e tanta fiducia in me. Grazie a lui siamo la squadra che siamo e vogliamo diventare anche più forti». Lo stesso allenatore ha dichiarato che secondo lui Ramón è «di un’altra pasta».

«Non so se sono di un’altra pasta – racconta il difensore, una delle Future Stars di FC 27 – ma voglio continuare a migliorare e lavorare su tanti aspetti, io voglio essere il migliore e quindi devo continuare a impegnarmi come sto facendo da quando sono arrivato», seguendo i segreti del Como. Una squadra che ha fatto innamorare, «penso che Como sia già un posto in cui arrivare, sono venuti qui da società importanti: Kean, Chalobah, Ricci… il Como è già un punto di arrivo. Abbiamo iniziato bene, siamo una società seria che vuole diventare sempre più grande. I calciatori lo sanno e vogliono venire qui».
Anche se il vero segreto «è l’unione tra staff e giocatori, andiamo tutti nella stessa direzione». Una testimonianza è stato l’addio di Morata, ceduto al Leganés: tanti compagni si sono messi a piangere per il suo addio. A testimoniare i grandi legami dentro lo spogliatoio. «Per noi Álvaro era un leader, per tutti. Aiutava tutti, sempre per primo. Veniva da me prima delle partite per dirmi ‘Conosco questo attaccante, si muove così, stai attento a questo o a quello’. Vedere questa ambizione nel suo caso era uno stimolo in più. Morata ha lasciato un’impronta nel Como di oggi».
Ramón, invece, rappresenta il Como di domani. Un Como fatto di giovani talenti. Una squadra da videogioco, come su FC.
