Lasciare casa a 19 anni non è facile. Lo è ancora meno se devi cambiare continente e affermarti in uno dei club più famosi d’Europa. Kaio Jorge è arrivato alla Juventus nel 2021 e ha avuto tempo di mostrare solo lampi del suo talento in un’esperienza che è stata segnata da un gravissimo infortunio.
Oggi ha 24 anni ed è un pilastro del Cruzeiro, dove è diventato capocannoniere del campionato brasiliano lo scorso anno. E ha raccontato a Cronache di volersi riprendersi tutto: «Sogno di tornare in Italia: mentalmente e fisicamente mi sento pronto».

Intervista a Kaio Jorge: «La Juve un sogno, pensavo non sarei più tornato dopo l’infortunio»
«Sono arrivato molto giovane, è stato un sogno. Quei calciatori li vedevo solo nei videogiochi». Era la Juve di Chiellini e Bonucci, di Dybala e soprattutto di Cristiano Ronaldo, idolo di Kaio. Ha avuto solo pochi mesi per allenarsi con lui, ma ne ha fatto tesoro. «Uno dei motivi che mi ha spinto ad andare era il fatto di essere suo compagno di squadra. Al secondo giorno di allenamento arrivo in campo e lui mi chiama per fare passaggi e possesso palla. Io sono rimasto fermo a fissarlo con gli occhi spalancati».
Il sogno è rimasto tale per qualche mese: pochi minuti, zero gol e tanta panchina. «Promesse non mantenute? Diciamo che prima di andare nella Juve ho parlato con Allegri, ho parlato con Nedved. Loro mi volevano. Hanno detto che ero un giovane di talento, con la prospettiva di giocare anche in prima squadra. Io mi sono fidato, ma dopo 5 mesi di allenamento avevo giocato pochissimo. Speravo di avere almeno 20-25 minuti ogni tanto per dimostrare il mio valore in campo.
In Italia invece i giovani fanno un po’ fatica, devono aspettare di più. Le cose non sono veloci come vorrebbero. Adesso che ho qualche anno in più lo capisco meglio. Avrei meritato di più? Sì. Mi allenavo bene ogni giorno. In ogni amichevole di preparazione facevo 2-3 gol, ma non arrivava mai l’opportunità di giocare davvero».

L’opportunità stava per arrivare: era febbraio 2021 e Allegri era pronto a dare spazio a Kaio Jorge. Ma la storia prende la piega peggiore. «L’allenatore mi aveva detto che alla partita successiva avrei giocato 20-30 minuti. Ero molto contento. E appena prima ho subito l’infortunio peggiore della mia vita.
Allegri mi aveva mandato un po’ a prendere minuti nell’Under 23. In quella partita mi sono lesionato il tendine rotuleo». Tempo di recupero: 1 anno e 6 mesi di dolore, paure e pensieri.
«Dopo 4-5 mesi sentivo ancora un dolore incredibile al ginocchio, era sempre gonfio e infiammato. Pensavo che non sarei più tornato a giocare. Immaginate di vivere un infortunio del genere a 20 anni e a migliaia di chilometri da casa, dalla famiglia. In quel periodo ho imparato ad avare più pazienza, a non mollare, a cavarmela da solo. Ho iniziato a lavorare con un fisioterapista personale che collaborava con lo staff della Juventus per aiutarmi a guarire.
La Juve mi ha messo tutto a disposizione. Quando parlo del club ne parlo con l’affetto per chi mi ha fatto realizzare un sogno. Ho molto rispetto. Volevo solo giocare un po’ di più».
Kaio Jorge: «Juve, mi piacerebbe tornare. Sogno la Serie A».
L’affetto si vede nelle parole e nei sorrisi che Kaio fa quando parla della Juventus, il club che gli ha concesso di realizzare un sogno. «Non ho rimpianti. Ho fatto tutto quello che potevo fare, in allenamento, in partita quando avevo pochi minuti. Se un giorno avessi la chance di tornare, sono sicuro che farei molto meglio».
«Dall’istante dell’infortunio sapevo che sarebbe stato difficile tornare alla Juve, perché è un club che vuole vincere, non aspettare i calciatori giovani. Ma dentro il mio cuore sentivo di avere una piccola possibilità di tornare.
Adesso mi sento pronto a tornare. Sogno di tornare in Italia: mi piace la lingua, la conosco già e mi piace la cultura del calcio italiano. Tornare in A sarebbe un sogno per tutto quello che è successo. Ho avuto poche chance per colpa dell’infortunio, quindi sarebbe bello chiudere il cerchio.
Tornare alla Juve? Sì, mi piacerebbe», ci racconta. «Ho visto da vicino come funzionano le cose lì, come si lavora, come ci si allena. Ho sentito cos’è la Juve. Non sono riuscito a giocare molto per l’infortunio, ma Dio sa tutto e quindi se dovrò tornare un giorno, ci andrò con felicità».

«Ho scelto il Brasile per tornare Kaio»
L’infortunio ha lasciato strascichi anche a livello mentale. E così la scelta più logica era una: tornare a casa per riaffermarsi in Brasile. «Pensavo fosse il modo migliore per tornare il giocatore che sapevo di essere. Ho parlato con mio papà e il mio procuratore e abbiamo scelto di tornare a casa per giocare e stare tranquillo. Volevo sentire l’amore dei tifosi, l’ambiente di casa, un’atmosfera conosciuta.
Non penso di aver lasciato il Brasile troppo presto. Se non ci fosse stato l’infortunio sarei rimasto in Italia. Volevo fortemente giocare nella Juve, ma dopo l’infortunio la mia testa è andata al ritorno in Brasile».

Al Cruzeiro è un giocatore fondamentale: quest’anno ha segnato 11 gol, l’anno scorso 25, chiudendo da capocannoniere. Eppure la chiamata della Nazionale non è arrivata: niente Mondiale. «Mi aspettavo di andarci perché avevo fatto una bella stagione l’anno scorso. Ci ho sperato fino all’ultimo. Quando Ancelotti mi ha convocato la prima volta abbiamo avuto un dialogo molto positivo. Ero tra i possibili convocati, poi sono rimasto molto triste. Però c’erano tanti giocatori di alto livello che giocano in Europa.
Ancelotti mi ha detto che rientro nei piani futuri. Vorrà dire che aspetterò il prossimo». Di questo passo, non c’è dubbio che ci possa arrivare. Magari riprendendosi anche prima la Serie A: Kaio Jorge ha voglia di tornare a sognare.
