Chi è Schreuder, l’allievo di Nagelsmann e Koeman su cui punta l’Ajax

by Matteo Albanese

«Sono entusiasta di tornare, è un onore e una grande opportunità», dice Alfred Schreuder nella sua prima intervista da futuro allenatore dell’Ajax. Gli fa eco Edwin van der Sar: «Lo conosciamo, ha fatto esperienza e ora abbiamo molta fiducia in lui». Non tutti, fuori dalla società, invece conoscono Schreuder, un ex centrocampista che in Olanda descrivono abile nei calci piazzati. Tanta sfortuna: problemi fisici e la terribile scomparsa della figlia a causa di un brutto male. Poi il rilancio, in panchina. Tanti scossoni. Ha fatto da vice a Julian Nagelsmann all’Hoffenheim e a Ronald Koeman al Barcellona. Ha ragione van der Sar, ad Amsterdam conoscono bene Schreuder. Era qui nel 2018/19, quando il memorabile Ajax di de Ligt e de Jong ha vinto campionato e Coppa d’Olanda arrivando in semifinale di Champions League, con tanto di capolavoro al Bernabeu: 1-4 e gol da cineteca di Lasse Schöne. Sì, Schreuder è stato pure vice di Erik ten Hag. Poi s’è messo in proprio e ora prederà il suo posto: ten Hag guiderà il Manchester United la prossima stagione. Eredità pesante, non c’è che dire.

 

Alfred Schreuder, calcio e il dramma

Alfred Schreuder nasce il 2 novembre 1972 a Barneveld, 50mila abitanti in Olanda, una città celebre per la religiosità (calvinismo, of course) e l’allevamento di pollame. Inizia a Rotterdam, come centrocampista al Feyenoord, nel 1991. Gioca una sola partita di Eredivisie, poi RKC Waalwijk, NAC Breda, ancora Feyenoord, ancora RKC. È un periodo devastante per Schreuder, che perde la figlia a causa di un tumore. Supera il dramma grazie al calcio, ma subito si infortuna alla caviglia. L’ultima sua spiaggia si chiama Twente: è l’estate 2007, ma l’età avanza e la sfortuna non sembra abbandonarlo. Il marzo successivo, Schreuder torna a Barneveld, tra i dilettanti della sua città. Qui c’è una squadra, il SDV Barneveld, che curiosamente in quel periodo viene allenata da Jan-Dirk Schreuder, detto Dick. È il fratello di Alfred e ha da poco iniziato in panchina: lascerà Barneveld nel 2013, per seguire il connazionale Edgar Davids al Barnet Fc, poco fuori Londra.

Petrolio e Stekelenburg

Alfred Schreuder, invece, nell’estate 2008 prova a rilanciarsi col Vitesse, il club di Arnhem che ha affrontato la Roma in Conference League e che ha una storia fatta di petrolio e oligarchi russi. È la sua ultima spiaggia. A gennaio 2009, purtroppo, non gli resta che ritirarsi. Rimane al Vitesse e fa da vice all’amico Theo Bos. Bos è una leggenda qui: lo chiamano Mister Vitesse e ha dedicato ai gialloneri 19 anni da difensore e 6 in panchina. Quando scompare, nel 2013 a causa di un cancro, Schreuder allena al Twente. È qui dal 2009, come vice di Steve McClaren nello storico anno in cui il Twente vince il suo primo e unico campionato olandese. A febbraio 2013, McClaren se ne va, il Twente vuole affidare la squadra a Schreuder che però non ha il patentino. Così ufficialmente lui allena ad interim e il mister si chiama Michel Jansen. Cambia tutto a maggio 2014: Schreuder prende la licenza, dopo aver studiato con l’ex portiere della Roma, Maarten Stekelenburg, ed è lui l’allenatore. Jansen, ora, gli fa da vice. Quindi, a giugno 2015, Afred ha una grande occasione: il Twente gli affida le chiavi della squadra. Poteva essere il suo sogno, è stato un incubo.

La Juventus e il Cacciatore

Sì, perché Alfred Schreuder dura poco. Lo esonerano il 30 agosto: un punto nelle prime quattro partite. Lascia il Twente 16° in classifica, come nel 1983 quando a fine anno poi è retrocesso. Per paura, la testa di Schreuder salta. Lui però non perde tempo, si trasferisce a Hoffenheim per fare da vice di Huub Stevens. Quando Stevens lascia, per motivi di salute, Schreuder rimane. Accetta di fare da vice anche al nuovo tecnico, che si chiama Julian Nagelsmann e oggi allena il Bayern Monaco dopo aver fatto faville a Lipsia e riscritto diversi record di precocità. A gennaio 2018, Schreuder torna in Olanda, all’Ajax. Fa da vice a Erik ten Hag nel 2018/19, stagione storica in cui gli ajacidi vincono campionato e Coppa d’Olanda, out in semifinale di Champions col Tottenham di Lucas Moura – dopo aver fatto fuori la Juventus. Con de Ligt e de Jong, Schöne e van de Beek, Ziyech e Tadić più il Cacciatore Huntelaar. A fine anno, Schreuder torna all’Hoffenheim – visto che Nagelsmann è andato a Lipsia – ma non dura nemmeno un anno da allenatore. Si dimette a giugno 2021 con la squadra sesta in Bundesliga, trascinata dai 12 gol del croato Andrej Kramarić.

Schreuder, Belgio, Amsterdam

A questo punto, Schreuder riceve una chiamata da Barcellona. Il connazionale Ronald Koeman gli offre un posto nel suo staff. Alfred Schreuder accetta, e non solo perché in Catalogna ritrova l’amico Henrik Larsson, lo svedese con cui aveva giocato al Feyenoord tra 1995 e 1997. Dopo 23 anni, è tempo di ritrovarsi. Infine, tourbillon. L’autunno scorso, Koeman viene esonerato e pure Schreuder saluta. Arriva in Belgio, al Club Brugge dove allenava Paul Clement, che ha accettato l’offerta del Monaco e la panchina che era di Niko Kovač.

Il Bruges l’anno prima ha vinto il campionato grazie ai 16 gol dell’olandese Noa Lang, scuola Ajax, che per questo motivo Schreuder conosce bene. In squadra ci sono pure un altro olandese, Bas Dost (ex Sporting), l’ex spezzino Okereke oggi al Venezia e Denswil, in prestito dal Bologna. Dal Bologna a gennaio è arrivato pure danese Skov Olsen e Schreuder, nonostante l’ottima stagione della matricola Union Royale Saint-Gilloise (di cui abbiamo raccontato la storia fatta di Juventus e carbone) ha conquistato il titolo nazionale. Una cavalcata intensa, durata poco: è in Belgio da gennaio ma già sa di doversene andare. Direzione Ajax. Di nuovo.