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Cronache di spogliatoio
Andrea Carboni è il futuro difensore centrale della Nazionale italiana? Andrea Carboni è il futuro difensore centrale della Nazionale italiana?
di Luca Anastasio Se il Cagliari è uscita dallo stadio Diego Armando Maradona con un punto, il merito è anche di Andrea Carboni, giovanissimo... Andrea Carboni è il futuro difensore centrale della Nazionale italiana?

di Luca Anastasio

Se il Cagliari è uscita dallo stadio Diego Armando Maradona con un punto, il merito è anche di Andrea Carboni, giovanissimo difensore centrale che è risultato uno dei migliori in campo.
Il classe 2001 ha dovuto affrontare due clienti scomodi come Lozano prima e Politano poi, uscendo quasi sempre vincitore da ogni duello. Le statistiche parlano di 7 contrasti vinti su 8 (nessuno come lui in tutta la partita) e 10 recuperi palla (nessuno come lui in tutta la partita). Carboni è stato anche il 3° calciatore della partita a correre di più, dietro solo a Demme e Nandez, due calciatori che fanno della corsa la loro peculiarità (fonte: Mondo Calcistico).
Andiamo però a conoscere meglio questo giovane difensore sardo.
Andrea Carboni nasce a Sorgono (Nuoro) il 4 febbraio 2001, salvo poi trasferirsi a Tonara, nella stessa provincia, paese nel quale è cresciuto anche Marco Sau. Da bambino ottiene diversi risultati importanti con il ju-jitsu, del quale è anche cintura nera.

«Ho iniziato a 4 anni e nel frattempo giocavo a calcio, a 10 sono diventato cintura nera. È un’arte che mi ha insegnato tanto a difendermi, ma soprattutto a rispettare gli avversari».

La passione di famiglia è, però, il calcio, e anche Andrea incomincia a praticarlo. A scoprirlo, in un torneo estivo, è Gianfranco Matteoli, ex-direttore dell’area tecnica del Cagliari e ora osservatore per l’Inter, che lo raccomanda allo staff del club. Da qui prima il passaggio all’Academy rossoblù di Arborea e poi il salto definitivo con il Cagliari dall’Under 16.

Idoli

Ed è durante una delle tante gare a cui partecipa come raccattapalle che conosce Radja Nainggolan. Conosce, si fa per dire. Il Ninja diventa subito un suo idolo e non avrebbe mai immaginato, ma forse solo sperato, che un giorno avrebbe condiviso il campo assieme a lui. Ma questa è un’altra storia, ci arriviamo dopo. Se Nainggolan è per lui un esempio da seguire anche e soprattutto per aver giocato nel Cagliari, il giocatore che osserva sicuramente di più per migliorare sul terreno di gioco è il difensore del Liverpool Virgil van Dijk.
Tra gli idoli, non si può non citare anche Davide Astori, altro difensore, anch’esso cresciuto nel Cagliari, che Andrea aveva conosciuto proprio prima della sua scomparsa.

«Davide giocava a Cagliari quando ero nei Giovanissimi. Era un difensore centrale mancino come me e lo prendevo da modello. Ha fatto grandi cose qui, una persona stupenda. Radja invece lo stressavo da quando ero piccolo, è sempre stato il mio idolo perché in campo dava l’anima. Quando ci siamo incontrati mi ha regalato una sua maglia della Roma, ma la più importante me l’ha data in Cagliari-Torino dopo aver giocato insieme. Mi ha sempre aiutato, giocare col proprio idolo non succede tutti i giorni».

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Stagione 2019-2020, l’esordio in Serie A

Facciamo ora un salto alla stagione 2019-2020: Andrea Carboni gioca in Primavera e, assieme a Salvatore Boccia, anch’esso classe 2001, forma una delle coppie difensive più forti di tutto il campionato. Prima dello stop causa Covid, il Cagliari si trovava secondo in classifica, dietro solo alla fortissima Atalanta, con ben 7 clean sheets registrati in 20 partite.
Appena prima dello stop forzato il presidente Giulini aveva optato per un cambio alla guida: fuori Rolando Maran che, sebbene avesse iniziato benissimo la stagione, veniva da una serie di 12 partite consecutive senza vittorie, dentro Walter Zenga. L’Uomo Ragno dovrà però aspettare più di due mesi prima di potersi sedere finalmente sulla panchina del Cagliari. Tempo che l’ex portiere sfrutterà per conoscere la rosa e, specialmente, i talenti della Primavera. Saranno infatti 8 i giocatori under-21 che si alleneranno con la prima squadra per tutto il finale della passata stagone.Tra questi c’è ovviamente anche Andrea Carboni che, in pochissimo tempo, si ritroverà titolare nella squadra della sua regione.

«In un periodo difficile ho avuto fortuna. La Primavera era stata sospesa e mi hanno chiamato in prima squadra, quindi mi sono allenato con l’ex preparatore Allegra perché volevo farmi trovare pronto. Zenga mi ha visto subito e gli sono debitore, ha sempre parlato bene di me».

L’esordio in Serie A arriva in Spal-Cagliari il 23 giugno, ma gioca solo 2 minuti. La data che sicuramente Carboni non dimenticherà è il 27 giugno, in un Cagliari-Torino 4-2, dove il giovane difensore partirà titolare e giocherà per tutti i 92 minuti la partita. Il Cagliari troverà, alla fine, una salvezza tranquilla e Carboni giocherà ben 5 gare da titolare (7 in tutto), nelle quali riuscirà a ricevere ben due cartellini rossi.

«Se hai giocatori validi nel settore giovanile è giusto farli giocare. Carboni è quello più pronto, sicuramente è stato favorito dalla situazione che si è venuta a creare in difesa. Poi io guardo chi può far giocare al meglio la squadra, a prescindere dalla carta di identità». Walter Zenga.

Stagione 2020/2021, Carboni non è più una sorpresa

La stagione successiva dovrebbe essere quella della consacrazione, ma non sarà proprio così: Zenga non viene confermato e, al suo posto, arriva Eusebio Di Francesco, reduce dalla fallimentare esperienza di Genova con la Sampdoria. Il mercato porta in Sardegna Diego Godìn che va a rafforzare un reparto difensivo che poteva già contare su Ceppitelli, Pisacane, Klavan e Walukiewicz, oltre allo stesso Carboni. Tantissima concorrenza per Andrea che, inizialmente, non trova moltissimo spazio. Gioca infatti solo 6 partite consecutive nelle 22 dove l’allenatore è stato l’ex allenatore della Roma, tra l’8° e la 13°, dalle quali il club sardo ottiene solo 4 punti.
Il 22 febbraio il Cagliari annuncia di aver esonerato Di Francesco e di aver raggiunto l’accordo con Leonardo Semplici, ex allenatore della Spal. Dopo aver saltato qualche partita causa positività al Covid-19 e qualche panchina, Carboni si è finalmente preso la titolarità come terzo centrale di sinistra, ruolo che ha ricoperto, da titolare, nelle ultime 5 partite. Il bilancio è di 10 punti (3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta) grazie ai quali il Cagliari si è momentaneamente allontanato dalla zona caldissima, pur rimanendo a rischio retrocessione.

«Sono soddisfatto di tutti oggi. I giovani vanno aspettati e appoggiati. Vanno criticati, ma deve essere una critica costruttiva. Sono convinto che Carboni avrà una carriera importante, se lavorerà con umiltà». Eusebio Di Francesco

Presente e futuro

Il 15 aprile è arrivata l’ufficialità del rinnovo di contratto che legherà Andrea Carboni al Cagliari fino al 2025. I rossoblù hanno così blindato il giocatore che, secondo Transfermarkt, ha un valore di mercato pari a 3 milioni di euro. Valore che non rispecchia però il grandissimo potenziale di Andrea, che può anche vantare una presenza con la Nazionale under-19.
Carboni è dotato di 185 centimenti di altezza, un’ottima velocità e un bel piede mancino che lo rende abile nell’impostazione del gioco (324 passaggi riusciti su 412 tentati, il 78,6%) e nell’1 contro 1, ha una media superiore ai 3 contrasti vinti a gara. Può e deve ancora migliorare tanto nei duelli aerei (ne vince meno di uno su 3). Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, si è anche rivelato un difensore correttissimo, avendo commesso solo 6 falli senza essersi visto sventolare nemmeno un cartellino.
Gli occhi di tanti top club si sono già posati su di lui, vista anche la sua grandissima duttilità (può giocare da difensore centrale ma anche da terzino sinistro) e i suoi 20 anni appena compiuti. Noi siamo sicuri che abbia un grande futuro davanti a sé, sta al Cagliari cercare di valorizzarlo al massimo.

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Luca Anastasio

Sono Luca, ho 20 anni e faccio parte della redazione di Cronache di Spogliatoio. Frequento il secondo anno di Ingegneria Gestionale a Genova. Il calcio è da sempre la mia più grande passione. Dopo averlo giocato per qualche anno ho deciso di cambiare punto di vista, entrando a far parte dell'AIA. Sono arbitro a fine 2018 e ora dirigo le partite di Terza Categoria Ligure.

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