Yacht, macchine di lusso e acquapark: la caduta dell’Anzhi dai milioni all’oblio

by Francesco Pietrella

Vediamo se siete sul pezzo. Cos’hanno in comune uno yacht da 90 metri, Cristina Aguilera e Samuel Eto’o? Di sicuro il lusso, e fin qui ok, ma se tirassimo fuori il nome di Suleiman Kerimov? Vi dice qualcosa? 

Forse qualcuno ricorderà gli anni d’oro del piccolo Anzhi, il club che avrebbe dovuto far tremare il mondo ma è finito in terza divisione. Kerimov è rimasto ricco – è tra i 135 uomini con più soldi al mondo -, ma il suo vecchio gioiellino raschia il fondo del barile ai confini del pallone. Ha un altro presidente, lo stesso stadio, nessuna stella e altri obiettivi. Un paio di anni fa ha dichiarato bancarotta e non si è iscritto alla seconda serie. Colpa dei debiti. Nel 2011 non erano un problema. 

Gli anni d’oro dell’Anzhi

C’è stato un tempo in cui l’Anzhi spendeva 25 milioni per Eto’o, 35 per Willian, 15 per Zhirkov, 19 per Kokorin e 300mila euro per comprare una Bugatti a Roberto Carlos.  Regalo di Kerimov, amante del lusso e della bella vita: in occasione dei suoi quarant’anni pagò un milione di euro per avere sul suo yacht Cristina Aguilera e Shaqira. Un happy birthday con voci speciali. Nel 2004 provò ad acquistare la Roma dai Sensi. Era tutto fatto, accordi bozzati, penne pronte per le firme, ma alla fine non se ne fece nulla. Pare che Rosella, figlia di Franco, avesse chiesto delle garanzie fideiussorie. Soltanto voci però. Anche se altri ancora raccontano di una chiamata di Berlusconi – allora Presidente del Consiglio – al suo amico Vladimir Putin, sulla scia di «questo matrimonio italo-russo non s’ha da fare». E infatti non si fece. 

Kerimov avrebbe voluto regalare un sogno a una regione problematica. Dici Anzhi e pensi al Daghestan infatti, Oblast russo abbastanza complesso con una forte identità. Un posto in cui le bandiere locali vengono prima di quelle dello Stato, come nel Tatarstan o in Cecenia. Nei tre anni in cui si è parlato dell’Anzhi i giocatori hanno visto Makhachkala, capitale del Daghestan, solo il giorno delle partite. Per il resto si sono allenati e hanno vissuto a Mosca, a 1500 chilometri da lì, lontani dai tifosi. Questo per problemi di «sicurezza e di ordine pubblico». L’Anzhi è l’estensione dei suoi tifosi, tant’è che quando si parlava di fallimento si era mobilitato anche Khabib Nurmagomedov, ex campione di arti marziali per la categoria pesi leggeri. Uno del posto, daghestano doc. «L’Anzhi è un sogno per moltissimi ragazzi». Come lui, che a 12 anni girava intorno allo stadio alla ricerca di un biglietto: «Nel 2001 non avevo soldi e volevo entrare. Ci riuscii grazie a un amico ma non c’erano posti a sedere, così sono stato in piedi a cantare per 90 minuti».

Quante difficoltà

L’annata più difficile è stata la 2018/19. Il club è retrocesso in seconda divisione e non è riuscito a pagare gli stipendi. Yuri Dyupin, portiere, descrisse così la situazione. «Non so come pagare il mutuo e mantenere la mia famiglia, tornando indietro non accetterei mai». Niente aerei durante le trasferte poi, si va in treno. L’Anzhi aveva chiesto alla Federazione Russa di poter evitare le gare fuori casa per sostenere i costi di gestione. Richiesta respinta. Kerimov aveva ridimensionato la nave nel 2013 per «problemi di salute», ma anche per un mandato di cattura da parte dell’Interpol nei suoi confronti e delle sanzioni. I risultati migliori restano il terzo posto nel 2013 e i due ottavi di finale di Europa League raggiunti nel 2012/13 e 2013/14, dove si sono tolti lo sfizio di battere il Liverpool ai gironi (con l’Udinese). 

Nel 2014, dopo nessun trofeo e una coppa di Russia persa in finale, Kerimov chiude i rubinetti: «Il budget verrà ridotto. I giocatori più costosi lasceranno il club. Venderemmo le stelle». Lassana Diarra, Diego Tardelli, Jucilei, Zhirkov, Roberto Carlos, Eto’o e Kokorin, la cui permanenza all’Anzhi durò appena un mese. Il club viene ridimensionato, ma non ingrana lo stesso. Nel 2014 retrocede in Serie B. La minaccia di Kerimov non servì a nulla: «Se dovessimo andare in seconda serie, costruirò un acquapark al posto dello stadio». Cosa mai fatta. Il patron ha lasciato la presidenza nel 2016. Mentre scriviamo l’Anzhi è al quinto posto del gruppo 1 in terza serie. Ha pareggiato 0-0 con il Maykop ed è a 5 punti dal primo posto. Il giocatore più anziano si chiama Magomed Magomedov e ha 24 anni. La policy dei giovani non c’entra nulla: l’anno scorso, non potendo fare mercato a causa della bancarotta e della mancanza dei fondi, hanno tesserato come professionisti i giocatori della primavera. Per questo sono tutti giovani. Il sogno di Kerimov è finito da un pezzo.