Auxerre, dall’oratorio al ritorno in Ligue 1. Col tecnico più longevo di sempre

by Matteo Albanese
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Quattro punti in tre giornate, non male. Nel 2010 l’Auxerre incontrava il Milan in Champions League, oggi invece è tornato in Ligue 1 dopo un decennio esatto di purgatorio. Lo ha fatto dopo anni difficili, la terza serie evitata per poco. Lo ha fatto arrivando terzo in Ligue 2 – grazie a 14 gol di Gaëtan Charbonnier, ex PSG e Montpellier – e battendo ai rigori in un infuocato playoff il Saint-Étienne di Romain Hamouma. Se dopo 18 anni i verdi retrocedono, contemporaneamente dopo 10 l’Auxerre trova la Ligue 1. E grazie anche alla presidenza cinese – James Zhou è qui da ottobre 2016, due mesi dopo l’arrivo a Nizza dei connazionali Lee e Zheng – si rifà il look: dal Bordeaux arrivano Benoît Costil e M’Baye Niang. Esatto, proprio l’ex milanista…

Auxerre, religione e Deschamps

Quando l’Auxerre gioca la sua prima partita, 5 novembre 1905, non è ancora ufficialmente nato. Qui però gioca anche Charles Simon, dirigente cattolico francese scomparso in battaglia a Calais nella prima guerra mondiale (a Simon dedicheranno poi, nel 1917, la Coupe de France). Ma l’AJA, Association de la Jeunesse Auxerroise, conserva i legami con la religione: viene fondato nel 1905 per mano di un abate di nome Deschamps, come l’attuale c.t. francese campione del Mondo 2018. L’abate affitta un pezzo di terra, usato da oratorio, che però viene confiscato alla fine della prima guerra mondiale. Deschamps non si perde d’animo, acquista altri appezzamenti di terreno lungo il fiume Yonne e nel 1918 inaugura il primo stadio dell’Auxerre. Nel 1930 arriva la prima tribuna, 150 posti. Quando scompare l’abate, nel 1949, lo stadio si adegua e porta il suo nome: da allora, si chiama Stade de l’Abbé-Deschamps, “lo stadio dell’abate Deschamps”. Nel frattempo c’è stato un nuovo conflitto mondiale, ma nel 1946 l’Auxerre torna nel campionato della Borgogna, la regione della Francia, dunque colleziona promozioni e retrocessioni, con difficoltà finanziarie nel mezzo.

Legna, Coppa UEFA e Mexès

Per dirne una, negli anni Sessanta, l’Auxerre deve procurarsi la legna per scaldare gli spogliatoi, invece del carbone. Nel 1974 i biancazzurri ripartono addirittura dai dilettanti, ma nel 1980 è promosso all’ultima giornata in Division 1, l’attuale Ligue 1. Una piccola favola: nel 1984, a dieci anni dal baratro, gioca la Coppa UEFA. Fa ancora meglio nel 1993, quando esce in semifinale col Borussia Dortmund dopo aver fatto fuori l’Ajax campione in carica. Nel 1994 invece l’Auxerre vince la Coupe de France, nel 1996 campionato e Coupe de France, nel 1997 la Coppa Intertoto, nel 2003 la terza Coupe de France. In campo ci sono Philippe Mexès, Boumsong e Djibril Cissé (gli ultimi due in gol), di fronte c’è il PSG di Pochettino, Heinze e Ronaldinho. Il tecnico di quella formazione vincente è Guy Roux, una leggenda: 13° di 23 figli di una famiglia di contadini, lavora da orticoltore e dopo la seconda guerra mondiale guida l’Auxerre. Resta dal 1961 al 2005, dal dilettantismo al campionato francese vinto: in totale, 894 partite alla guida dei biancazzurri.

Lucarelli, Birsa, Milan

Anche nel 2005 l’Auxerre vince la Coppa di Francia, sempre con Roux in panchina. Poi lascia, 44 anni dopo: è il tecnico più longevo nella storia del calcio. Chi prende il suo posto, Jacques Santini, viene esonerato dopo un anno. Nel 2006, solo il Livorno di Cristiano Lucarelli elimina l’Auxerre dalla Coppa UEFA, ma nel 2010 è Champions. Ultimo posto nel girone con Real Madrid, Milan e Ajax. In quella rosa ci sono Willy Boly e Benoît Pedretti, Le Tallec e Sammaritano, Yaya Sanogo e soprattutto Valter Birsa, sloveno, protagonista al Mondiale 2010 che a gennaio 2011 firma col Genoa e arriva in Liguria in estate. Espulso all’esordio, doveva essere il trequartista di Malesani, ha finito per girare l’Italia – Torino, Milan, Chievo e Cagliari – prima del ritiro l’estate scorsa. La storia dell’Auxerre non finisce però con Birsa e la Champions. Dopo 32 stagioni di fila, nel 2012 il club retrocede in Ligue 2, da dove però raggiunge la finale di Coppa di Francia persa in finale col PSG di Cavani. Cresce talenti, tipo Seb Hallér. E nel 2018, c’è persino una rissa tra due compagni di squadra: l’Auxerre perde 4-1 in trasferta, Polomat e Barreto vengono alle mani. A dividerli? Ci ha pensato un avversario…