Braithwaite, dai provini con Reggina e Newcastle, al Barça. Con 1500 appartamenti a New York

by Matteo Albanese
Martin Braithwaite

Domenica 4 settembre, Martin Braithwaite debutta con l’Espanyol al San Mamés, Bilbao. Decide la partita all’83’ poi esce dal campo. Era in lite col Barcellona, ha rescisso il suo contratto due anni prima della scadenza, ottenuto 150mila euro di buonuscita (chiedeva 5 milioni) e si è accasato gratis all’Espanyol. «La gente non sa la verità, in blaugrana ho tanti bei ricordi», dice. Che roba. Da una parte all’altra di Barcellona, debutto con gol. Martin Braithwaite parte da un porto sul Mare del Nord e arriva al Camp Nou, al fianco di Messi. Con un cognome diverso: suo padre Keith è originario della Guyana e ha incontrato sua madre Heidi, danese, negli Stati Uniti. In caraibico è Brathwaite, l’ufficio immigrazione degli USA ha aggiunto una “i”. Braithwaite. Lo zio di Martin è invece Gareth Roger James Smith, gestore di 1500 appartamenti a New York. Anche l’attaccante danese è nel business: attività di famiglia.

 

Braithwaite, Danimarca e Reggina

Martin Christensen Braithwaite nasce il 5 giugno 1991 a Esbjerg, nello Jutland, il secondo porto di Danimarca per merci movimentate. Cresce in una piccola squadra, il Sædding Guldager IF, dai 3 ai 13 anni. Poi va all’Esbjerg, in prova al Midtjylland, di nuovo Esbjerg. Fa provini con Reggina e Newcastle, debutta in Superliga danese nel 2009. Quando lascia, è il 2013: Braithwaite ha giocato 33 partite su 33 in campionato, segnato 9 reti – il capocannoniere quell’anno è Cornelius, l’ex Atalanta e Trabzonspor – e vinto la Coppa di Danimarca, ultimo trofeo nella storia dell’Esbjerg. Braithwaite viene poi convocato in Nazionale e debutta il 5 giugno 2013, il suo 22° compleanno. Nell’estate 2013, di conseguenza, viene accostato a tanti club. La spunta il Tolosa per 15 milioni di corone danesi, 2 milioni di euro. È la miglior cessione dell’Esbjerg (ma oggi lo superano l’ex genoano Peter Ankersen e Anders Dreyer). Braithwaite lascia i biancoblù e lascia la Danimarca.

 

Tolosa e il “tradimento” nel derby

Al Tolosa, Martin Braithwaite gioca quattro stagioni. Condivide il campo con Jonathan Zebina e Wissam Ben Yedder, con Serge Aurier e Mauro Goicoechea. Le performance del danese sono un crescendo: 40 gol in quattro anni, 22 negli ultimi due in Ligue 1. Fa doppietta sia al Bordeaux nel Derby de la Garonne che al Monaco di Kylian Mbappé, campione di Francia nel 2017. Poi a luglio 2017 Braithwaite va in Championship, al Middlesbrough appena retrocesso dalla Premier. Trova Garry Monk e Tony Pulis, Adama Traoré e Bamford. Segna 6 gol in mezza stagione. A gennaio, se ne torna in Francia al Bordeaux. Ma a Tolosa non gli perdonano il “tradimento“, del resto era stato capitano dei biancoviola. A maggio 2018 c’è un altro Derby de la Garonne, Braithwaite stavolta lo gioca col Bordeaux. Come finisce? Altra doppietta, stavolta al suo vecchio club, oggi di proprietà di Gerry Cardinale di RedBird (e del Milan). Quanto a Braithwaite, torna al Middlesbrough, gioca mezza stagione e a gennaio 2019 chiede di partire. Stavolta va in Spagna, al Leganés di Mauricio Pellegrino. Segna 6 gol in mezza stagione, uno al Real in Copa del Rey, uno al Barcellona al Camp Nou. A fine anno il Leganés lo conferma, ma il Barça sarà la tappa successiva.

 

Barcellona, Bendtner, 300 milioni

Il 4 febbraio 2020, Ousmane Dembélé riporta una lesione muscolare: sei mesi di stop. Il mercato in Spagna si è chiuso da poco, ma il Barcellona chiede – e ottiene – da La Liga il permesso di un acquisto extra grazie a una norma (la numero 124) che tutela i club in caso di infortuni gravi. Il 20 febbraio, dunque Martin Braithwaite firma col Barcellona. I catalani pagano i18 milioni di clausola rescissoria al Leganés (che non può acquistare un sostituto) e ne appiccicano una di 300 milioni all’attaccante danese. Oggi la norma 124 non esiste più, ma Braithwaite debutta in Liga (in un 5-0 all’Eibar) e in Champions League. Il 24 novembre 2020, sul campo della Dynamo Kiev, fa doppietta. È il quarto danese a riuscirci, prima di lui Jon Dahl Tomasson, Nicklas Bendtner e Lasse Schöne. In Catalogna, inoltre, Braithwaite vince la Copa del Rey nel 2021. Lascia da indesiderato, dopo 10 gol e 5 assist in 58 partite. Un vero peccato. Ma fa parte del gioco. Tra videogiochi e libri sul mental coaching. Del resto, come Martin ha detto al Guardian, «siamo esseri umani, e il calcio è pieno di emozioni». Proprio vero.