Dal pub all’Europa, la storia dei Bruno’s Magpies: «Se vinciamo birre per tutti»

by Francesco Pietrella
Bruno's Magpies

Trecento passi per andare in ufficio e sognare un po’. Immaginare inni e stadi. Un momento, ma qual è l’ufficio dei Bruno’s Magpies? Il bar di famiglia fondato dai nonni o la scrivania con vista sul campo? Louis Perry se la ride: «Beh, dov’è c’è il pallone». 

Da un pub all’Europa

Il presidente dei Bruno’s Magpies risponde dal pub in cui è nato tutto.  Sono le tre di pomeriggio, il via vai di clienti sta per iniziare, i camerieri non hanno ancora l’aria stanca. Louis ha i piedi sul tavolo e il sorrisetto di chi ha passato la mattinata a fare interviste: «Mi hanno già chiamato due o tre giornalisti, la nostra storia ha incuriosito le persone». Ecco come mai: i Bruno’s Magpies, squadra di Gibilterra, il paese arroccato in Spagna con le scimmie sopra la montagna e la guida a destra, si sono qualificati al primo turno di Conference League. Il 7 luglio giocheranno contro i nordirlandesi del Crusaders. Ordinaria amministrazione, no? Tutt’altro, perché parliamo di una squadra di amici fondata in un pub nove anni fa. Il punto di ritrovo è il “Bruno’s Bar & Restaurant”, a duecento metri dal Victoria Stadium, dove a Gibilterra si gioca il campionato. 

La qualificazione festeggiata… così

A fine chiacchierata Louis ci gira due o tre foto significative. In una di queste c’è mezza squadra a torso nudo, un po’ alticcia, che sta festeggiando la qualificazione in Europa. «Impensabile – racconta a Cronache, emozionato – L’anno scorso è toccato ai Lincoln Red Imps, quest’anno a noi. Vogliamo raggiungere i gironi, sognare non costa nulla tanto». I Magpies hanno centrato la CL dopo aver raggiunto la finale di Coppa, persa 2-1 contro i Red Imps. «Un’altra impresa», dice Louis. «Ho 29 anni e ho giocato a calcio in Inghilterra per un po’. Da giovane facevo la punta, ma la mia prima partita ‘seria’ l’ho giocata in difesa, come terzino sinistro. Ho segnato due gol e mi hanno rimesso avanti. I miei nonni avevano fondato il ristorante diversi anni fa, così mi sono detto ‘perché non creare una squadra di calcio partendo dal nulla?’». 

Impiegati, spedizionieri, assistenti… ecco i Bruno’s Magpies

Step by step. Nel 2019 erano in seconda divisione, oggi in prima. Il co-proprietario è Haig Oundjian, ex presidente del Watford e pattinatore inglese tra gli anni ’60 e ’70 (bronzo agli europei del 1971 e settimo all’Olimpiade invernale di Sapporo l’anno successivo). «Manifesto di crescita e continuità. Qualche anno fa cercavo gli sponsor su internet, mi occupavo della ricerca delle maglie e dei palloni, ora siamo in Europa. Ed è tutto nato in un pub, quasi per gioco». Louis condivide la presidenza con Jansen Dalli, presente al sorteggio per il primo turno: «Il duro lavoro ha pagato». Molti dei giocatori svolgono altri lavori. Il volto più importante è Kyle Casciaro, 34 anni, esterno della nazionale. Nel 2014 ha deciso la sfida con Malta regalando la prima storica vittoria di Gibilterra in una gara ufficiale. Quando non gioca lavora come spedizioniere nella Cory Brothers. I suoi fratelli, Lee e Ryan, sono poliziotti. Il primo ha 40 anni e gioca ancora, punta del Lincoln, l’altro si è ritirato la stagione scorsa. Jamie Coombes invece, 26 anni, attaccante, combatte i reati finanziari. Il messicano Paco Zúñiga è un assistente di produzione, Jeremy Lopes è un impiegato e così via. 

«E se vinciamo tutti al pub!»

Una squadra di amici: «Realizzerò sul serio cosa abbiamo fatto quando saremo in Irlanda del Nord. A Gibilterra giochiamo a due passi dall’aeroporto. Sentiamo il rumore degli aerei che atterrano, spesso gli allenatori non riescono a farsi sentire per colpa dei motori. Per noi è una grande opportunità per farci conoscere. Non abbiamo nulla da perdere. Vogliamo stupire». Con una promessa scontata: «Se dovessimo vincere, offrirò birre per tutti». E quindi forza Magpies.