Cagliari, Carli: «Sarri ieri ha detto la verità. Nainggolan non ha mai creato problemi»

by Redazione Cronache
nainggolan

Marcello Carli, direttore sportivo del Cagliari, ha rilasciato una lunga intervista a TMW Radio.

CORONAVIRUS – «Per tutti noi è stata una cosa devastante, al di là di allenatore, presidente e me stesso, che sono dovuto stare più di un mese qua in Sardegna, e forse sulla sicurezza sono stato fortunato, ma lontano dalla mia famiglia. Anche i ragazzi, senza le loro fidanzate. Questa cosa ci ha sconvolto e deve farci migliorare in ogni atteggiamento. Io so di essere tra i fortunati, e lo sono anche stavolta, perché c’è chi ha vissuto momenti drammatici, perdendo persone care rimaste da sole in ospedale. Purtroppo è successo, ora rivediamo la luce e godiamocela».

FINALE DI STAGIONE – «Questo sarà un altro campionato, il primo è durato venticinque partite, ora si ricomincia tutti da zero. Tra dieci giorni inizierà questa nuova cosa per tutti, e ci mette alla pari. Andiamo a giocare ogni tre giorni, e per me e le squadre medio-piccole è un aspetto nuovo, ci vorrà grande determinazione: sarà difficile allenarsi, giocheremo molto e ci sarà da recuperare. Ai ragazzi ho spiegato che anche chi aveva fatto meno bene può cambiare tutto in queste ultime dodici partite. Credo ci saranno grandissime sorprese, e specialmente nelle prime partite ci saranno risultati inaspettati».

CRISI DI RISULTATI – «Mi sono fatto tante domande, io poi faccio questo lavoro temendo sempre di sbagliare molto: non penso mai in positivo, ma mi sento addosso le responsabilità totali. Mi sono dato anche delle risposte personali, due-tre partite ci hanno condizionato e fatto vivere con troppa esasperazione emotiva il fatto di voler fare un campionato straordinario, sopra tutti. Penso ad esempio alla Lazio e alla rimonta subita: non è una colpa, ma ci ha tolto un po’ di passione. Non abbiamo avuto una grandissima reazione, e questo è quanto. Serve trovare la leggerezza cercando di scrivere una bella pagina per questo club. Tra centenario e cinquantesimo dello Scudetto avevamo talmente tanta voglia che qualche risultato in meno ha portato a questo».

MARAN E ZENGA – «Per noi Maran è stato e rimarrà importantissimo, ci ha dato tanto: professionalità e modo di lavorare, già dall’anno scorso. Ha qualità morali, ma anche tecniche: è la prima volta che cambio allenatore così, e mi è dispiaciuto tantissimo. Una scelta difficilissima, dolorosa e presa assieme al presidente: lo stimo e risentirlo mi fa star male, ma dovevamo dare una scossa. Quindi abbiamo visto in Walter come uno capace di dare la svolta, ha avuto meno di quanto avrebbe potuto. A volte ha avuto atteggiamenti un po’ leggeri, ma ha girato il mondo e fatto un grande lavoro in altre esperienze. Se farà bene in questa seconda parte, nel campionato nuovo, si può giocare il grande rilancio della sua carriera, e noi da lui ci aspettiamo che veda queste partite con enorme determinazione e gioia di giocarle: gli si può aprire un mondo».

PAVOLETTI – «Il suo è stato un problema grosso: uno come lui al Cagliari non può che mancare, lo scorso anno è stato determinante. Eppure i gol davanti li facciamo: Joao Pedro, ma anche Simeone che è un generoso e spende tanto, magari a volte è meno lucido. O Nainggolan. Però ecco, perdere un ragazzo in modo sciocco e quasi incredibile, vedendogli rompersi il crociato a una settimana dal rientro il gruppo, ci ha dato un forte dispiacere, ha portato tristezza».

NAINGGOLAN – «Giocatore forte e ragazzo di livello, a noi non ha creato mezzo problema. Lui è generoso e si dà a tutti, non chiude la porta. Purtroppo non si rende conto che dando ascolto e confidenza a tutti, ciò che dice viene riportato in ogni singola parola. Questa è una cosa che mi fa anche un po’ incazzare: è attaccato al Cagliari, nella testa ha di finire bene queste partite. Poi ha un contratto con l’Inter e farà la sua strada, vedranno cosa fare. Adesso però pensa solamente al Cagliari, ma non so ancora dirvi cosa potrebbe succedere. Ora tra l’altro ha un piccolo problemino al polpaccio e non so se ci sarà subito. Comunque vada ci sente in maniera forte per questa piazza, e siamo molto felici di lui. A volte viene strumentalizzato: basta dica una cosa e subito tutti a scrivere che vuole tornare alla Roma. Si vedrà quando finirà il campionato: sicuramente il ragazzo è dell’Inter, dipende da cosa riterranno sarà meglio. Noi direttori abbiamo parlato persino troppo del Coronavirus, attaccando persino Spadafora in modo gratuito: eppure lui ha fatto ciò che serviva, secondo me ha agito bene, e ora si può ricominciare. Ora però il vero problema è sui prestiti e nuovi contratti. Non si può ripartire senza avere delle regole chiare su questo. Abbiamo preso Nainggolan, il presidente Giulini ha fatto un investimento importante, e per trentotto partite, non venticinque. Idem Pellegrini, lo valorizziamo per la Juventus e poi magari dopo il 30 giugno non potrà giocare. Non si può far finta di niente su queste cose».

ASSEMBLEA – «Ci sono squadre con otto-nove prestiti, e non è giusto: fino al 31 agosto deve andare tutto in automatico, non si può operare diversamente o si rischia di falsare il campionato. Non è giusto e sarebbe una follia, si va ad inficiare la parte più bella di questo sport, che non sarebbe più vero».

SARRI – «Per me ieri ha detto cose giuste. Se alleni in Interregionale, non è che vinci la Coppa Campioni. Se per arrivare lì hai dovuto vincere tutti i campionati, è un valore aggiunto. In Serie A ha allenato l’Empoli, stra-vincendo il suo campionato con la salvezza anticipata, poi a Napoli ha fatto cose straordinarie, 91 punti e sfiorata un’impresa epica, poi al Chelsea ha vinto. Il suo bilancio è ottimo, poi chiaro che alla Juventus devi vincere. Sta facendo un lavoro importante con una squadra non del tutto adatta al suo modo di fare calcio, gli manca un po’ di palleggio e poi devo dire che non li ha potuti neanche mai allenare granché, visto che ha perso all’inizio probabilmente il mese più importante per dare la sua mano alla squadra, dopo è più difficile, giocando ogni tre giorni. Per lui la partita, a prescindere dal Napoli, è importantissima. Per me non è neanche troppo giusto che sia giocata ora: se vince la Juve non cambia niente, ma se vince il Napoli poi gli togli motivazioni importanti. Poi ovvio, hanno un allenatore fortissimo e ragazzi straordinari, ma fossero sicuri di andare in Europa League, qualcosa in meno avranno. Comunque la finale è bella, ridà entusiasmo al movimento».

JOAO PEDRO – «Dico sempre che in tanti ruoli a volte si ha fretta, mentre sugli attaccanti bisogna stare attenti. A volte arriva l’annata giusta anche quando non sei più un ragazzino, seppure Joao non sia vecchio. Gli è scattata la scintilla, e ha iniziato a segnare in ogni modo. Per me ha preso consapevolezza di poter giocare in attacco ad altissimo livello. Lui secondo me è forte anche di testa e dentro l’area, mentre negli ultimi anni forse veniva fatto partire un po’ troppo da lontano. Ora è una prima o seconda punta molto forte».

ROSA – «Ci sono ragazzi, Rog, Nandez, Simeone, Joao Pedro, che sono tutti di proprietà del Cagliari, e questa è una cosa importantissima. Siamo riusciti a reinvestire tutto sul mercato dalla vendita storica di Barella. Rog ha grandi margini di crescita, Nandez è arrivato in Italia dopo aver fatto un giorno di ferie. Vogliamo essere seri, con i conti a posto. Non so ancora cosa faremo sul mercato, davvero. Per portare via qualcuno di questi ci vorranno offerte importanti, e l’abbiamo dimostrato anche con Barella. Se venderemo, sarà per crescere».