Non avete ancora visto la cartina delle squadre del prossimo campionato portoghese

by Giacomo Brunetti

Se pensate che la Serie A sia monopolizzata dal centro-nord Italia, dovete assolutamente conoscere la storia del Portogallo, dove campionati e giocatori sono frutto di due macro-aree che si sviluppano intorno alle città principali, ovvero Oporto e Lisbona.

 

 

A inizio giugno, una mappa della prossima Serie A è diventata virale: evidente lo squilibrio tra nord (allargando, centro-nord) e sud. Una diatriba sollevata anche dal presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, con questo post: «Salgono in serie A Parma, Como e Venezia (complimenti!), tre città del nord, tre proprietà straniere. La serie A ormai è in maggioranza espressione di “società straniere” e con il Lecce unica squadra sotto Napoli. Stiamo facendo, insieme alla nostra gente, qualcosa che è in totale controtendenza rispetto al calcio moderno e sentirsi quasi degli “intrusi” è lo stimolo più grande per giustificare qualsiasi sforzo per esserci comunque, a modo nostro…».

Ma guardate qui.

 

 

È quella del prossimo campionato portoghese, per la stagione 2024/2025. Ecco, se quella dell’Italia vi sembrerà poco ben distribuita, quella portoghese è un vero e proprio manifesto di come due città abbiano polarizzato il calcio e non solo. Vedendo la mappa del prossimo campionato portoghese – per completezza, qui in basso, anche quella della seconda divisione, che mostra ancor più il fenomeno – in vista di EURO2024 vogliamo analizzare il Portogallo da un’altra prospettiva. E lo abbiamo fatto con l’aiuto di Giuliano Adaglio, giornalista che da anni si occupa di questioni lusitane.

Il calcio portoghese si sviluppa quasi esclusivamente intorno a Oporto e Lisbona. Soltanto 3 squadre sono fuori da questa orbita: il Farense, di Faro; il Nacional, sull’isola di Madeira; il Santa Clara, nelle isole Azzorre. Soltanto dentro la zona di Lisbona ci sono 5 squadre, se vogliamo comprendere l’Estoril. Perché così tante zone e regioni non sono rappresentate a livello calcistico, soprattutto quelle che non hanno sbocco sul mare? In Portogallo, l’economia si è sviluppata tardi rispetto ad altri stati europei principali. Inoltre, molte aree del Paese sono perlopiù rurali, con una scarsa densità abitativa, che le rende quindi poco appetibili alla formazioni di grandi società sportive. Al Sud, poi, ci sono aree come l’Algarve che sono attrattive per i turisti ma poco abitate fuori stagione.

Calciatori nati sulla costa ed evoluzione socioeconomica

Spulciando la rosa dei convocati a EURO2024, soltanto 3 giocatori (tolti coloro che sono nati fuori dai confini portoghesi) sono nati in zone non costiere del Portogallo. Sinonimo che non soltanto i club, ma il calcio stesso è una prerogativa delle regioni più sviluppate, che oltre a essere demograficamente più sviluppate, offrono maggiori opportunità sportive. Il contesto calcistico portoghese ricorda quello greco, dove ci sono due aree molto sviluppate (Atene e Salonicco) con due polisportive che hanno egemonia in gran parte del tessuto sociale, compreso quello sportivo. Ad aver resistito a Oporto e Lisbona, oltre alla lontanissima e meridionale Faro, ci sono squadre di due arcipelaghi lontani dalla madrepatria: il Nacional a Madeira e il Santa Clara nelle Azzorre.

La genesi del calcio portoghese passa anche da loro. Il Portogallo si è evoluto socioeconomicamente negli ultimi 30 anni, ma le isole sono sempre state legate alla storia, che ci parla di un popolo di navigatori e conquistatori, con colonie sparse nei secoli. Madeira (che oltre al Nacional schiera anche il Maritimo, oggi in seconda divisione) sarà legata per sempre e indissolubilmente al calcio locale per aver dato i natali a Cristiano Ronaldo. Partendo quindi dalla polarizzazione da parte del centro-nord della nuova Serie A, abbiamo analizzato il calcio portoghese, che non riesce a frammentarsi ma che, seppur concentrato nella due città principali e in poche macro-aree, è riuscito a creare un talento di altissimo livello ed essere un riferimento su scala mondiale.