Caso Suarez, l’Avvocato Turco: «L’ho messo in contatto con Perugia, ma nessun favoritismo»

by Redazione Cronache
suarez

L’Avvocato Maria Turco, una delle protagoniste delle intercettazioni relative al caso Suarez, ha scritto una lettera relativa per spiegare la propria posizione nella vicenda. La Turco, che collabora con l’Avvocato Luigi Chiappero, ha ammesso di aver messo in contatto lo staff dell’attaccante del Barcellona con l’Università per Stranieri di Perugia. Ma ha anche precisato di non aver mai chiesto trattamenti di riguardo per Suarez. All’epoca l’uruguaiano, oggi ad un passo dall’Atletico Madrid, era nel mirino della Juventus.

IL TESTO DELLA LETTERA – «Nelle mie funzioni di legale, ho messo in contatto lo staff del calciatore Luis Suarez con l’Università per Stranieri di Perugia. Tale contatto faceva seguito alla verifica dei requisiti necessari per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Questa attività di contatto è riscontrata dalle mail intercorse tra l’entourage del calciatore e l’ente universitario, nelle quali per pura cortesia, la sottoscritta è in cc ma non destinataria. In altre comunicazioni, dello stesso tenore, ho interloquito con il Servizio Relazioni Internazionali Erasmus e Mobilità della stessa università per avere e trasmettere le indicazioni burocratiche circa l’erogazione del corso on line e l’eventuale successiva iscrizione all’esame in oggetto.

Preciso che le mie parole, captate con intercettazioni telefoniche, sono state oggi, evidentemente per necessità di sintesi, riportate fuori contesto e in maniera incompleta. Proprio nel corso di quelle conversazioni telefoniche, infatti, ho espresso chiaramente la richiesta che la procedura di esame avvenisse, come previsto, “in presenza” e senza alcun tipo di trattamento di riguardo rispetto a qualsiasi altro candidato. Presumo che l’analisi attenta di tali conversazioni potrà dimostrarlo senza ombra di dubbio.

Quanto al riferimento ad “altri calciatori”: è del tutto evidente che, trattandosi della prima volta che seguito una vicenda collegata alla certificazione di conoscenza della lingua italiana, le mie parole siano da interpretare come un bagaglio di conoscenza procedurale da utilizzare per cari futuri, solamente laddove ce ne fosse la necessità. Nessun accordo dunque. Nessuna trattativa. Semplicemente una presa d’atto.

Come noto alle cronache, peraltro, il calciatore non è stato tesserato in Italia e la società che, in quella fase, si era interessata a lui, aveva poi esplicitamente cambiato obiettivi di mercato».