L’Inter di Andorra, il vichingo che fermò Messi e altre storie: è tornata la Champions

by Matteo Albanese
Champions league

Dov’eravamo rimasti? Parigi, 28 maggio. Finale di Champions, zampata di Vinícius Júnior e 14° successo del Real Madrid – il 4° di Carlo Ancelotti! – a spese del Liverpool di Klopp. Bene, non è passato manco un mese (24 giorni) e si ricomincia. Torna la Champions League, si parte dai playoff estivi. Martedì 21 giugno ci sono stati due appuntamenti, il primo alle 15: i sammarinesi de La Fiorita hanno perso 2-1 contro andorrani dell’Inter de Escaldes. Mica Rimini: si gioca in Islanda, a Reykjavík, e i campioni del Titano – al loro undicesimo turno preliminare di fila – non riescono a vendicare l’eliminazione, due anni fa, subita dall’Engordany in Europa League. Cos’è l’Engordany? È una squadra andorrana che perdipiù l’anno prima aveva già battuto una sammarinese, La Folgore. Lo stesso anno, a vincere la Primera Divisió – la Serie A di Andorra – è stato l’Inter Escaldes. Che è la squadra nerazzurra (difatti si chiama Inter…) contro cui il La Fiorita gioca oggi. Corsi e ricorsi. Partiamo da qui.

«San Marino sta crescendo»

Nel 2017, l’Inter de Escaldes vince la Serie B di Andorra. Nel 2020 festeggia lo storico primo campionato di Serie A e non si ferma più: tre successi in tre anni, inarrestabili. Nascono nel 1991, 31 anni fa. Meno dei 36 di Danilo Ezequiel Rinaldi, il capitano de La Fiorita: è un centrocampista argentino che nel 2012 arriva sul monte Titano e non se ne va più via. Ha vinto 4 campionati e nel 2017 è stato premiato col Pallone di Cristallo: è come il Pallone d’oro, ma può vincerlo solo un sammarinese. Nel 2021 lo stesso premio è finito a Gianluca Vivan, 38enne portiere de La Fiorita che nel 2015 ha condiviso il campo con Stefano Sensi (sì, proprio l’ex interista). Il mese scorso, Vivan era titolare quando La Fiorita vince il suo sesto campionato sammarinese, 18° titolo nella storia. Ma non è mai facile per La Fiorita, la squadra di un paese di soli 800 abitanti, Montegiardino. Qualche anno fa aveva in rosa Adrián Ricchiuti, che a Cronache ha detto: «Il calcio sanmarinese è tranquillo, ma sta crescendo molto ultimamente».

 

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Champions League e Islanda

Fate largo, arrivano i vichinghi. Non è uno scherzo. Nella seconda gara, alle 21.30, sono andati in scena i campioni di Serie A islandese, la Pepsideild, e di Serie A estone, la Meistriliiga. I nordici sono appunto i Víkingar – nome completo Knattspyrnufélagið Víkingur –, esistono dal 1908 e nel 2021 sono tornati a vincere il campionato dell’isola dopo trent’anni di attesa. Hanno battuti gli avversari del Levadia 6-1. Vestono rossonero e hanno appena salutato il difensore e capitano Kári Árnason, una leggenda qui. Inizia al Víkingur nel 1999, gioca in Svezia, Scozia, Cipro e Turchia, poi nel 2019 torna al club in cui è cresciuto, lo porta a vincere campionato e Coppa, quindi saluta tutti da eroe. Gioca Euro 2016 e il Mondiale 2018, ma soprattutto ottiene una laurea in economia, discutendo una tesi sulla corruzione nel calcio inglese. Nel tempo libero suona la batteria. Animo rock: Artic Monkeys, Kasabian, Muse. Di recente, poi, il Víkingur ha tesserato un altro islandese famoso, il portiere Hannes Halldórsson: «Chiedi di lui a Reykjavík, è quello che parò il rigore a Messi…», ci ha raccontato Martin Montipò.

Un italiano in Estonia

Il fondatore del Rumori Calcio, il club di italiani in Estonia, l’ha predetto: «Il Flora è sicuramente il club più popolare e più forte. Sono la Juventus d’Estonia…». Eppure, nel 2021, la Juve d’Estonia ha fallito. Il campionato però lo vince il Levadia Tallinn, che con 10 scudetti e 10 coppe è la seconda squadra più titolata del Paese. Il Levadia nasce nel 1998 grazie a un’azienda metallurgica. Mica per caso si chiamano “gli acciaieri“, no? In rosa hanno due serbi, due ucraini, un brasiliano e un italiano, Maximiliano Achille Uggé. Difensore, 30 anni, cresciuto nelle giovanili dell’Inter, ha già giocato in Lituania ed Estonia e l’estate scorsa è tornato a Tallinn. Tifa Atalanta e ha origini dell’Est da parte di madre. Prima il nuoto, poi il calcio. È stato compagno di squadra di Florenzi, Balotelli, Destro e Santon, oggi Uggé va in scena col Levadia. Altre latitudini, altro calcio. Oggi in scena, sognando la Champions.