Che fine ha fatto Tiberio Guarente?

by Andrea Sperti

di Andrea Sperti 

A volte non tutti decidono di vivere una vita standard, comune, come quella degli altri. Capita che il successo, la notorietà, il fatto di essere riconosciuti quotidianamente dopo un po’ stanchi e si voglia tornare al passato, quando non si era nessuno ed era più facile camminare per strada.

Tiberio Guarente, ex centrocampista di Siviglia, Chievo, Bologna, Atalanta ed Empoli, ha deciso di lasciare presto il mondo del calcio e di trasferirsi nella sua isola felice, a Capraia, un luogo incantato nel quale, insieme alla famiglia Guarente, vivono altre sole 400 persone:

«Faccio il pescatore professionista con mio cugino Giorgio e anche per passione. Proprio oggi ho catturato un dentice di 4 chili. Poi trekking sui sentieri, mare e aria buona. Insieme agli amici di sempre: siamo solo in 400 e ci conosciamo tutti. Sono anche consigliere comunale. Mio padre Gaetano è stato sindaco per 14 anni».

Ha parlato così l’ex centrocampista degli orobici durante un’intervista. Certo,  a Guarente sarebbe piaciuto tirare calci al pallone ancora per qualche anno, ma il suo ginocchio malconcio l’ha pensata diversamente.

Lui è nato calcisticamente nell’Atalanta e si è trasferito a Bergamo all’età di 13 anni, giocando con tutte le giovanili nerazzurre:

«Non c’è il mare ma Bergamo è una città fantastica. Dopo il prestito a Verona, sponda Hellas, mi sono preso la maglia da titolare della Dea. Un gruppo fantastico con Montolivo, Doni e Cigarini col quale ho giocato anche in Spagna. A Siviglia volevo dare molto di più ma i problemi al ginocchio mi hanno martoriato: quando ho smesso ho dovuto applicare una protesi. Sarri mi chiamò all’Empoli, ho fatto una sola presenza e ho dovuto dire stop».

Ora ha altri progetti in mente ed ha accantonato il calcio, sebbene giuri di vedere ancora partite e di interessarsi alle sorti delle squadre nelle quali ha giocato. Il piano, però, è quello di aprire un luogo per fare aperitivi a Capraia e la prossima estate questo sogno potrebbe diventare realtà:

«Oltre a fare il pescatore la prossima estate, Covid permettendo, aprirò con mia moglie un ritrovo per aperitivi e cocktail. Non lasciando naturalmente la pesca. apraia è un luogo dell’anima, un posto ideale anche per Enea. Poi quando è necessario andiamo in continente, mia moglie è di Lucca»

Insomma la famiglia Guarente ha deciso di vivere una vita diversa dagli altri ma è felice così e questo è quello che conta. Chissà se Tiberio, tra un dentice e l’altro, pensa ancora a quando giocava a calcio e l’unica preoccupazione era come fermare l’attaccante avversario.