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Cronache di spogliatoio
Dal 7 a 1 alle parole di Solskjaer: la Roma è pronta per la notte della vendetta Dal 7 a 1 alle parole di Solskjaer: la Roma è pronta per la notte della vendetta
In Europa, soprattutto da un certo punto in poi, le partite sono quasi tutte equilibrate e difficilmente si vedono risultati tennistici. Il 10 aprile... Dal 7 a 1 alle parole di Solskjaer: la Roma è pronta per la notte della vendetta

In Europa, soprattutto da un certo punto in poi, le partite sono quasi tutte equilibrate e difficilmente si vedono risultati tennistici. Il 10 aprile 2007, però, non è andata esattamente così e la Roma di Luciano Spalletti ha subito un 7 a 1 umiliante, in un quarto finale di Champions League giocato ad Old Trafford contro il Manchester United. 

totti

La partita infinita

La formazione capitolina era in grande fiducia in quel periodo. Giocava un calcio veloce, entusiasmante ed all’andata avevo battuto i Red Devils per 2 a 1, grazie alle reti di Taddei e Vucinic. In Inghilterra, per il ritorno di quel match, 5000 tifosi avevano accompagnato la squadra giallorossa e nessuno aveva il sentore che potesse finire così male. Dopo appena 19 minuti Totti e compagni erano sotto di 3 gol, senza capire bene nemmeno come fosse possibile. I giocatori della Roma in campo sembravano imbambolati, travolti dalla furia degli avversari, che volevano solo fare più reti possibili per vendicare la gara d’andata. Sul 6 a 0 una perla di De Rossi ha regalato un accenno di sorriso ai tifosi romanisti, ma il settimo gol di Evra ha reso la serata davvero un incubo, con i minuti che sembravano non voler più passare.

Francesco Totti, capitano giallorosso, subito dopo il match ha parlato in conferenza stampa, raccontando la profonda amarezza di quel momento:

«È la serata più triste della mia carriera, sette gol in Champions non li avevo mai presi. Al Manchester è girato tutto bene, ogni tiro è andato in porta. Abbiamo provato a rialzarci, ma in quelle condizioni era davvero difficile. Non ci abbiamo capito più nulla. Peccato, eravamo arrivati con grande fiducia. Vorrei rigiocare questa partita, sono convinto che non finirebbe mai così. Mi dispiace molto per i tifosi, erano tanti e per venire quassù hanno anche sostenuto una spesa non indifferente. Hanno dato una grande dimostrazione di amore per questa squadra. Non mi sento di chiedere scusa, perché ci siamo impegnati, anche perdendo 7-1».

fonseca roma

Le parole degli allenatori e le provocazioni degli avversari

14 anni dopo quella notte, la Roma si ripresenta ad Old Trafford. In quell’occasione erano quarti di finale di Champions League, mentre adesso le due squadre si giocheranno le semifinali di Europa League, di certo un traguardo altrettanto prestigioso. Giallorossi e Red Devils sono due squadre completamente diverse dalla sfida di 14 anni fa. I primi hanno puntato sull’Europa visto che in campionato hanno perso quasi tutti gli scontri diretti con le big, abbandonando presto l’ambizione di vincere lo Scudetto. Gli inglesi, invece, stanno disputando una Premier League di tutto rispetto, sebbene abbiano 10 punti in meno rispetto alla capolista Manchester City, e sono al secondo posto in classifica, con 5 punti di vantaggio su Leicester terzo.

Ole Gunnar Solskjaer, al termine della sfida contro il Granada nei quarti di Europa League, ha infiammato il match con delle dichiarazioni pesanti, che a Roma sono state percepite in maniera molto negativa:

«Non li conosco bene, non li ho visti giocare. So che hanno disputato due buone partite contro l’Ajax. Tutti sanno quanto è forte Dzeko, e hanno anche Mkhitaryan e Smalling. Non vediamo l’ora di affrontarli, hanno storia e tradizione».

Queste parole non hanno fatto piacere ai tifosi della Roma, che hanno spinto ancor di più sul pedale delle motivazioni per incitare i loro giocatori a dare tutto per vincere questa partita e battere l’allenatore norvegese. Di certo, Solskjaer avrà studiato la formazione capitolina, che al suo interno può contare su giocatori di grande qualità ed esperienza, ed avrà anche saputo della suscettibilità dei tifosi italiani, che si sentono feriti nell’orgoglio non appena si deride la loro squadra del cuore. La Roma, di contro, sa già di dover disputare una partita perfetta, sfruttando i punti di forza e cercando di limitare al massimo gli errori. Paulo Fonseca, tecnico giallorosso, in conferenza stampa ha detto proprio questo, augurandosi che i suoi ragazzi interpretino la partita proprio come l’hanno preparata:

«È una gara importantissima. Non si gioca una semifinale tutti i giorni, capiamo quanto sia importante il momento. Il sostegno dei tifosi ci fa bene: lotteremo per loro e per il club. Affronteremo una grande squadra, forse la favorita per vincere la competizione. La partita l’abbiamo preparata bene. Ho parlato con Smalling e Mkhitaryan, così come con tutta la squadra, ed i ragazzi hanno l’esperienza giusta a questo punto del torneo. Sappiamo che non sarà facile, rispettiamo il Manchester ma le nostre ambizioni restano. L’attacco del Manchester è forte e veloce, noi però ci siamo preparati bene. Mancini non c’è ma ci sarà Smalling, i giocatori che ho a disposizione mi danno tanta fiducia. La questione difensiva non riguarda solo i centrali ma l’intera squadra. Ora non conta il futuro di Fonseca ma quello della Roma, siamo pronti per affrontare al meglio questa partita».

Formazioni e tattiche

La Roma punterà sull’abitudine a giocare queste sfide di Edin Dzeko. L’attaccante è molto temuto dalle parti di Old Trafford, se non altro per aver indossato per diversi anni la maglia dei rivali di sempre dei Red Devils. Edin può calamitare su di sé i centrali avversari, aprendo spazi interessanti per i suoi compagni. Questa sera, poi, sarà importante anche il lavoro di Pellegrini e Veretout. I due dovranno agire da collanti tra centrocampo ed attacco, garantendo equilibrio alla squadra, anche perché subire parecchi gol già nel match d’andata pregiudicherebbe la sfida dell’Olimpico.

Il Manchester United, dal canto suo, si affiderà alla forza fisica di Cavani ed alla rapidità di Rashford, ispirati da Bruno Fernandes, al quale bisogna negare libertà di pensiero. Il centrocampo sarà tanto fisico quanto tecnico, con Pogba e Fred a garantire qualità e quantità nella zona nevralgica del campo. Dietro Shaw e Wan-Bissaka spingeranno come forsennati sulle loro fasce di competenza e la Roma potrà sfruttare gli spazi che inevitabilmente lasceranno.

Ecco di seguito le probabili formazioni dell’incontro di questa sera:

MANCHESTER UNITED (4-2-3-1): Henderson; Wan-Bissaka, Lindelof, Maguire, Shaw; Fred, Pogba; Greenwood, Bruno Fernandes, Rashford; Cavani.

ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Smalling, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

Insomma, per cancellare definitivamente il 7 a 1 e sognare di giocare nuovamente una finale europea, la truppa di Fonseca dovrà disputare una partita attenta ed organizzata, senza sbavature. Il Manchester United ha qualche punto debole e i giallorossi dovranno essere abili a colpire proprio lì. La Roma rappresenta l’Italia in Europa attraverso un calcio poco italiano, fatto di verticalizzazioni ed un continuo attacco allo spazio. Il tecnico portoghese ha cambiato mentalità alla squadra giallorossa, ma senza un trofeo in bacheca il prossimo anno potrebbe non allenare più i capitolini. Questa sera, dunque, è la sera giusta per vendicare quel 7 a 1 e scrivere una pagina di storia, di quelle che poi rimangono negli anni.

Andrea Sperti

Redattore. Ho 24 anni. Vengo da Lecce.

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