Estupiñán, la storia: il petrolio, l’Udinese e quell’autogol col Liverpool

by Matteo Albanese
Pervis Estupiñán

Al 47’ di Liverpool-Villarreal, Pervis Estupiñán viene ammonito. Al 53’ devia sfortunatamente un cross di Henderson e beffa il portiere Rulli: autogol. Infine, al 72’ Unai Emery lo sostituisce con Aurier. Si è capito: Pervis Estupiñán è probabilmente l’mvp al contrario della semifinale d’andata di Champions League. Peccato: il suo Villarreal ha già eliminato Juventus e Bayern. Lui è un personaggio: lo chiamano la bala, “il proiettile”, per gli sprint a 24 km/h. Dalle strade ciottolose dell’Ecuador all’Europa League vinta il 26 maggio 2021 sul Manchester United, il club che tifava da bambino (e che è un filo rosso nella sua vita). A completare un 2021 da urlo, la Copa América: Estupiñán, oggi terzino sinistro di 24 anni, la gioca con Enner Valencia – miglior marcatore nella storia de La Tri, 35 gol in 70 gare – e a fine torneo finisce nell’undici ideale. Sogno.

 

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Estupiñán, tra empanadas e tennis

Pervis Josué Estupiñán Tenorio nasce nel gennaio 1998 a Esmeraldas, Ecuador settentrionale. Una città sull’Oceano Pacifico, nota per spiagge, raffinerie petrolifere e dal 27 marzo scorso – purtroppo – per un devastante terremoto di magnitudo 5.8 gradi Richter con epicentro a 12 km da qui. Suo padre, Pervis Estupiñán Quiñónez, è un calciatore semiprofessionista convertito alla carriera accademica: laureato in sociologia, è stato preside della facoltà di Agraria dell’Università Luis Vargas Torres. Sua madre, Dora Tenorio Guagua, cucinava invece empanadas de queso, che Pervis da piccolo vendeva per strada e, per arrotondare ulteriormente, recuperava le palline da tennis di un club della zona. Poi nella vita di Estupiñán arriva il calcio. Come detto, suo padre era calciatore. Ma è grazie allo zio Jorge Guagua, ex difensore con più di 60 presenze in Nazionale ecuadoregna – ha giocato i Mondiali 2006 e 2014 – che Pervis ce l’ha fatta. A 13 anni, è il 2011 e lo zio Guagua convince la Liga de Quito, una polisportiva della capitale, a tesserare suo nipote.

Giornalismo e Manchester United

Pervis Estupiñán cresce in fretta e gioca coi ragazzi più grandi. Ha 17 anni quando esordisce in uno stadio storico: il Rodrigo Paz Delgado. Storico perché porta il nome di un ex sindaco di Quito e perché da quando è stato costruito (1997) la Liga de Quito ha vinto 7 campionati. Per fare un paragone, prima del ’97 ne aveva vinti 4 in 67 anni di storia. Chi fa esordire Estupiñán si chiama Luis Zulbeldía, è argentino, s’è ritirato a 23 anni e voleva dedicarsi al giornalismo. Invece dal 2013 al 2015 allena la Liga de Quito, club nel 2008 ha sfidato in finale del Mondiale per Club il Manchester United di Cristiano Ronaldo. Ecco, il Manchester United. È una costante nella carriera di Estupiñán: gioca il Mondiale U17 in Cile nel 2015, segna due reti e addosso a lui ci sono gli occhi di Barça, Atlético Madrid e proprio Manchester United. Invece l’ecuadoregno finisce… in Friuli. A giugno 2016 firma infatti un quadriennale con l’Udinese, che lo acquista in comproprietà e lo cede subito in prestito al Granada. Qui Pervis gioca 21 partite nella squadra B e a fine anno completa il tris di squadre della famiglia Pozzo: va in prestito al Watford.

Ciclismo, Cruijff e sette anni

Ora, il 1° luglio 2017 Estupiñán è al Watford. Passano 16 giorni e torna in Spagna, in prestito all’Almería: gioca 26 partite in Serie B iberica. L’anno dopo è ancora in prestito, ma a Maiorca, sempre in Segunda División: meno presenze (19), più gol (3) e la promozione in Liga. Dove Estupiñán gioca, ma con un’altra neopromossa, l’Osasuna. È bizzarro che il suo trasferimento qui lo annuncia il ciclista suo connazionale Richard Carapaz, su Twitter. Ma il 2019 è l’anno che cambia la carriera di Pervis: gioca 36 partite di Liga, segna al Valencia e viene notato dal c.t. dell’Ecuador, che si chiama Jordi Cruijff, è figlio del leggendario Johan e ha giocato nello United. Il contrappasso per una vita di prestiti è un trasferimento a titolo definitivo, no? Ed è quel che accade a settembre 2020. Da un estremo all’altro: Estupiñán firma per ben sette anni col Villarreal, che ci investe almeno 15 milioni di euro. Nessun ecuadoriano, a parte Antonio Valencia pagato 19 dal Manchester United, è costato di più. Sette anni, dai 22 ai 29. Lui però al futuro non sembra pensarci: ¿Por qué no soñar? Perché non sognare?