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Cronache di spogliatoio
di Giulio Converti Carlo Ancelotti è un simbolo del calcio italiano. Difficile pensare il contrario, specie se si dà un’occhiata ai trofei che colleziona...

di Giulio Converti

Carlo Ancelotti è un simbolo del calcio italiano. Difficile pensare il contrario, specie se si dà un’occhiata ai trofei che colleziona in bacheca: 3 Champions League, record alla pari con Bob Paisley e Zidane, 2 Coppe del mondo per club e 3 Supercoppe UEFA, anch’esso record al pari con Guardiola, sono solo alcuni degli incredibili risultati di questo maestro. Il suo calcio è una filosofia che si è evoluta negli anni, richiestissima da tutto il panorama calcistico internazionale. Non è un caso, infatti, che Ancelotti abbia militato nella maggior parte dei più grandi club europei. Tuttavia, come molti non sapranno, la sua avventura da allenatore è cominciata con la Reggiana nel lontano 1995. Ripercorriamo insieme, dunque, il magico percorso di Carlo Ancelotti, l’allenatore che ha cambiato la storia del calcio italiano

Reggiana

Il mentore di Ancelotti fu un altro allenatore dallo spessore non indifferente: Arrigo Sacchi. Carlo, infatti, inizia la carriera di allenatore come vice di quest’ultimo nella nazionale italiana, tra il 1992 e il 1995. Il suo esordio ufficiale arriva proprio nel ‘95, quando appena compiuti i 36 anni gli viene offerto un posto nella panchina della Reggiana. L’inizio non è dei migliori, ma grazie a sei successi consecutivi riesce ad ottenere la vetta della Serie B al termine del girone di andata. Il girone di ritorno vede la Reggiana smarrirsi, almeno temporaneamente, e di conseguenza perdere il vertice della classifica. Tuttavia, grazie ad una netta ripresa e alla vittoria per 1-0 contro l’Hellas già promosso, Ancelotti riesce a centrare il quarto posto, riportando la squadra calabra in Serie A al suo primo anno da allenatore

Parma

Nel 1996 diventa allenatore del Parma, applicando il 4-4-2 di Sacchi e convincendo la società emiliana ad acquisti coerenti con il suo gioco. Arrivano a Parma Enrico Chiesa, Crespo e Thuram, che diventeranno simboli di quella squadra. Le prestazioni nel girone d’andata sono discutibili, e a dicembre i crociati si trovano ad aver vinto solo 3 partite. Nella seconda parte del campionato, però, si assiste ad una rinascita. I crociati perdono solo a Napoli, e dopo una striscia di vittorie incredibile terminano la stagione al secondo posto. Questo piazzamento è tutt’oggi un record per la squadra emiliana. Non solo, perché si tratta della prima qualificazione della storia del Parma ai preliminari di Champions League. Seconda esperienza, secondo centro. Nella stagione successiva, tuttavia, i risultati cambiano: eliminazione ai gironi in Champions, sesto posto in classifica ed eliminazione in semifinale di Coppa Italia portano alla conclusione della sua avventura a Parma.

Juventus

Nel febbraio 1999 Ancelotti subentra a stagione in corso a Marcello Lippi alla guida della Juventus. Bastano pochi mesi per convincere la dirigenza bianconera, specie grazie all’approdo in semifinale di Champions League, persa poi contro il Manchester United. La nuova stagione vede la Juve impegnata in Coppa UEFA, dove i bianconeri vengono eliminati agli ottavi di finale dagli spagnoli del Celta Vigo. In campionato il percorso è vincente: nel marzo del 2000 la Juventus è prima a 9 punti dalla Lazio seconda. Malgrado ciò, dopo una serie di prestazioni non brillanti e la clamorosa sconfitta contro il Perugia all’ultima giornata, la squadra di Ancelotti termina il campionato al secondo posto. L’allenatore viene riconfermato sulla panchina bianconera anche per la stagione 2000/01. Anche questa volta la Juve si piazza al secondo posto, nuovamente alle spalle di una squadra romana, che questa volta però è la Roma. In Champions League si osserva una vera e propria disfatta. La squadra torinese non passa nemmeno la fase a gironi, finendo all’ultimo posto del proprio raggruppamento. Nel giugno 2001 Ancelotti termina la sua avventura in bianconero, specie a causa degli scarsi risultati ottenuti nell’ultima annata. 

Milan

Il vero e proprio trampolino di lancio della sua carriera sarà il Milan, squadra in cui ha militato da protagonista quando era giocatore. Il 5 novembre 2001 è chiamato a sostituire in corso d’opera l’allenatore Fatih Terim sulla panchina rossonera. Chiude la stagione al quarto posto, aggiudicandosi la possibilità di partecipare ai preliminari di UEFA Champions League. Approda inoltre alle semifinali di entrambe le coppe, subendo l’eliminazione contro la Juventus in Coppa Italia e contro il Borussia Dortmund in Coppa UEFA. La stagione successiva Ancelotti vince la sua prima Champions League, dopo la famosa lotteria dei rigori all’Old Trafford contro la Juventus. Quel momento magico viene da lui stesso ricordato come uno dei più belli della sua carriera, una rivincita sui bianconeri con cui si era salutato l’anno prima. Sfiora anche il triplete, vincendo la Coppa Italia ma terminando terzo in campionato. La stagione 2003/04 sarà anch’essa positiva. L’annata si apre con la vittoria della Supercoppa UEFA ai danni del Porto di José Mourinho, e si chiude con la vittoria del campionato con largo anticipo (2 maggio). Quella stagione porta con sé alcuni rimpianti, come l’eliminazione dalla Champions a causa della rimonta subita contro il Deportivo La Coruna. Nella stagione seguente il Milan vince la Supercoppa italiana contro la Lazio, ma non riesce a ripetersi in campionato e deve accontentarsi del secondo posto. Quell’annata si caratterizza per l’amaro ricordo di Istanbul, dove il Milan perde la finale di Champions ai rigori nonostante conducesse per 3-0 a fine primo tempo. L’anno successivo Ancelotti sfiora nuovamente la vittoria della coppa dalle grandi orecchie, perdendo in semifinale contro il Barcellona futuro campione. Passiamo dunque alla fatidica stagione 2006/07, che molti milanisti ricorderanno bene. Dopo la vicenda Calciopoli il Milan viene penalizzato di 8 punti, che lo costringono a rincorrere i cugini dell’Inter per tutto il campionato. La Serie A la vincono i nerazzurri, ma la Champions la vince il Milan. Ad Atene, il 23 maggio 2007, Ancelotti alza al cielo la sua seconda Coppa dei Campioni ai danni del Liverpool, una rivincita per quanto accaduto ad Istanbul. Le successive due stagioni non avranno questi rendimenti, e nel giugno 2009 l’allenatore comunica la sua decisione di lasciare il Milan. Un addio consensuale, con la consapevolezza di aver riscritto la storia del club.

Chelsea

Proprio nel giugno 2009 Ancelotti diventa il nuovo allenatore del Chelsea. Il 9 agosto, alla sua prima partita ufficiale sulla panchina inglese, conquista il trofeo Community Shield, battendo ai rigori il Manchester United. L’eliminazione in Champions contro l’Inter viene dimenticata solamente il 9 maggio, quando il Chelsea vince la Premier League. Ancelotti diventa così il primo allenatore italiano a vincere il campionato inglese. Inoltre, con la vittoria della FA Cup, diventa il primo allenatore della storia dei Blues a vincere sia campionato che quest’ultima nella stessa stagione. La sua avventura termina alla fine della stagione successiva, a causa di un’annata inferiore alle aspettative.

Paris Saint Germain

Il 30 dicembre 2011 Ancelotti viene ingaggiato dal Paris Saint-Germain sostituendo Antoine Kombouaré. Con un ingaggio da 13,5 milioni di euro lordi l’anno, diventa il secondo allenatore più pagato al mondo dopo José Mourinho. La prima stagione vede sfumare l’obiettivo principale, ossia la vittoria del campionato. Il Monaco, infatti, si laurea campione di Francia a +3 sui parigini. Ancelotti si rifà la stagione successiva, vincendo la Ligue 1 con due giornate d’anticipo. È il terzo titolo per la squadra della capitale francese, conquistato 19 anni dopo il precedente.

Real Madrid

Il 25 giugno 2013 il Real Madrid ufficializza l’ingaggio di Ancelotti, che firma un’intesa triennale con il club spagnolo. Il 16 aprile 2014 mette in bacheca il suo primo trofeo da madridista, battendo il Barcellona per 2-1 nella finale di Coppa del Re. Quella stagione si conclude con la vittoria della sua terza Champions League, dopo una finale al cardiopalma contro i rivali dell’Atlético. Tuttavia, il triplete sfuma: in campionato la squadra non va oltre il terzo posto, fermandosi dietro l’Atletico Madrid e il Barcellona. La stagione 2014/15 consente all’allenatore italiano di aggiungere alla bacheca altri due trofei: Supercoppa europea e Coppa del mondo per club. Tuttavia, dopo un finale di stagione deludente, viene esonerato nel maggio 2015.

Bayern Monaco 

Nel 2016 prende il posto di Guardiola sulla panchina del Bayern Monaco, firmando un contratto triennale. Il 14 agosto vince il primo trofeo alla guida dei bavaresi, la Supercoppa di Germania, battendo per 2-0 il Borussia Dortmund. Il 25 febbraio 2017 colleziona la sua millesima partita da allenatore. Con la vittoria del campionato tedesco, entra nella stretta cerchia di allenatori capaci di vincere il titolo in quattro paesi diversi (nel suo caso Italia, Inghilterra, Francia e Germania). Viene esonerato nel settembre 2017 a causa dell’eliminazione in Champions League e il non brillante avvio di stagione in Bundesliga.

Napoli

Una volta esonerato Sarri, il Napoli sceglie Ancelotti come sostituto per la stagione 2018/19. Quell’esperienza non gli riserverà grandi soddisfazioni. Quell’anno termina secondo in campionato alle spalle della Juve, e non riesce a centrare la qualificazione agli ottavi di Champions (specie a causa di un girone particolarmente ostico). L’avvio della seconda stagione con i partenopei è piuttosto deludente e, nel dicembre 2019, viene esonerato.

Everton

Il 21 dicembre 2019 viene ufficializzata la sua nomina a tecnico dell’Everton, con cui firma un contratto di quattro anni e mezzo. Termina la stagione al dodicesimo posto in Premier League, con dieci punti di distacco dalla zona utile per la qualificazione all’Europa League. La stagione successiva inizia col botto: 6 vittorie consecutive nelle prime 6 partite di Premier. L’Everton non vinceva le prime sei gare stagionali dal 1938-1939, e Ancelotti viene eletto Premier League Manager of the Month per il mese di settembre. Tuttavia, termina il campionato al decimo posto con 59 punti, mancando per tre punti la qualificazione alla UEFA Conference League. Nonostante ciò, lascia alcune grandi soddisfazioni ai tifosi, come la vittoria contro i cugini del Liverpool ad Anfield dopo 22 anni che non accadeva. Il primo giugno scorso è stato ufficializzato il suo ritorno al Real Madrid a distanza di 6 anni dalla sua ultima esperienza, sostituendo Zidane. Questo magnifico percorso, dunque, è ancora tutto da scrivere.

Giulio Converti

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