Debutto con Mbappé, la fuga da Vieira: Daniliuc, il centrale che era un trequartista

by Alessandro Lunari
Daniliuc

La finale di Coppa di Francia del 7 maggio contro il Nantes potrebbe trasformarsi nel primo trofeo da professionista di Flavius Daniliuc, difensore austriaco di 21 anni che gioca nel Nizza e sta attirando intorno a sé l’interesse di club ben più importanti, a cominciare da quelli della Premier League. Un ragazzo cresciuto tra Real Madrid e Bayern Monaco, che ha sacrificato tutto per diventare un calciatore, anche il ruolo, il trequartista, con cui era arrivato così in alto, e che ha preferito la gavetta del Nizza alle parole degli altri.

Esordio complicato

Il fatto che la prima partita di Ligue 1 l’abbia giocata, nel settembre del 2020, contro il Paris Saint-Germain, entrando quando le stelle parigine erano già sul 3-0 e dovendo marcare proprio Kylian Mbappé ci dice molto sia del passato che del futuro di Daniliuc. Quanto è sempre stata complicata la sua strada, e quanta ancora ne ha davanti.

«Ho cercato di anticipare le sue mosse di uno o due secondi così da non farlo scappare» spiegava quella sera. Quest’anno ha già giocato 19 partite tra campionato e coppa, 90 minuti nei quarti di finale vinti da migliore in campo contro il Marsiglia e soltanto unidici in semifinale contro la favola Versailles, alla quale il Nizza ha chiuso le porte della gloria. Dividendosi nei ruoli di centrale e terzino.

In Germania con Alaba

«Ci è stato insegnato cosa significa giocare per il Real Madrid. Sono molto grato per quei momenti». Così Daniliuc saluta il Madrid nel 2015, tornando più vicino a casa (è nato a Vienna), grazie all’aiuto del connazionale David Alaba, che gli dà una mano per firmare col Bayern Monaco. Grazie a questa scelta la sua carriera decolla davvero, prendendo però una direzione inaspettata. È il tecnico Danny Schwarz, che lo impiega come difensore in una giornata in cui la squadra è a corto di giocatori, a consigliarli di togliere la 10, iniziare a lavorare sui contrati e sulla robustezza del fisico. Insomma, vuole trasformarlo completamente. Flavius gli ha creduto e alla fine ha vinto, da capitano, il titolo under 17, under 19 e ha giocato nella squadra riserve dei bavaresi, nelle serie minori tedesche.

La chiamata di Vieira

Ci vuol coraggio a lasciare una squadra come il Bayern quando i suoi dirigenti ti dicono che vorrebbero tu fossi il nuovo «Philipp Lahm o David Alaba». Ma prima di farlo esordire in Bundesliga, avrebbero voluto mandarlo a fare un po’ d’esperienza in prestito altrove. «Volevamo tenerlo, ma con un piano di sviluppo più conservativo» conferma Jochen Sauer, attuale direttore del settore giovanile del Bayern. Daniliuc non è molto convinto, secondo lui il momento del grande salto sarebbe già arrivato.

Nell’indecisione del momento si insinua Patrick Vieira, a luglio 2020 ancora sulla panchina del Nizza. Lo segue da tempo e gli promette che con lui sarebbe passato subito dalla teoria alla pratica. Succederà davvero, e proprio contro il Psg. Chi lo conosce assicura che mesi prima del suo trasferimento in Costa Azzurra aveva già iniziato a prendere lezioni di francese, quinta lingua che sa parlare dopo tedesco, inglese, rumeno e spagnolo. Per i trasferimenti futuri, allora, non avrà problemi, a meno che non lo cerchi un’italiana. In quel caso si rimetterà sui libri.