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Cronache di spogliatoio
La Repubblica Ceca all’Europeo schiererà uno dei top imprenditori under-30 del proprio Paese. Sì, è proprio il centrocampista della Sampdoria. Jakub Jankto non è...

La Repubblica Ceca all’Europeo schiererà uno dei top imprenditori under-30 del proprio Paese.
Sì, è proprio il centrocampista della Sampdoria.

Jakub Jankto non è solo quell’esterno macina-chilometri che abbiamo conosciuto in campo. No, dietro al centrocampista ceco c’è molto, molto di più. Kuba è pittore e gamer. Sì, Kuba, così viene chiamato attualmente da mister e compagni. Ma attenzione, non è il suo unico soprannome: i genitori e gli amici più stretti lo chiamano Sampi, in onore di Sampa Lajunen, uno dei più grandi combinatisti nordici della storia, con 3 ori alle Olimpiadi e 3 Mondiali.

Ma che c’entra Jankto con uno sciatore finlandese? Beh, nulla in realtà. Il problema stava nel fatto che, nella prima squadretta in cui ha iniziato a giocare, c’era un problema di… omonimia. L’allenatore urlava «Jakub!» e accorrevano una dozzina di bambini. Ruoli completamente diversi ma tutti con lo stesso nome di battesimo. Così, un bel giorno, suo papà ha deciso di distinguerlo dalla massa affidandogli questo soprannome.
Soprannome che diventerà, con l’andare avanti degli anni, un brand vero e proprio: ‘Team Sampi’ è infatti il nome della squadra e-sports che ha fondato. Jankto ha trasformato una passione in un vero e proprio business: non ha solo creato un team di giocatori di Fifa (i più forti della Repubblica Ceca), ma ha anche comprato una villa dove ospitarli, farli allenare e partecipare ai tornei.
Questo centro sportivo è ormai attivo da un anno e ospita i primi 10 ragazzi arruolati ufficialmente. Si tratta di un edificio di oltre 500 metri quadrati che Jakub ha acquistato e ristrutturato vicino a Praga, in un quartiere nella zona dell’aeroporto. Secondo i giornali locali ha investito circa 30 milioni di corone (circa un milione e 200mila euro) nell’edificio che punta a diventare tra le Academy migliori e tecnologicamente più avanzate non solo del suo Paese ma di tutta Europa.

«Al piano superiore ci saranno sale e strutture per dieci giocatori, mentre al piano inferiore ci saranno sale computer e una palestra dove i nostri giocatori si alleneranno regolarmente con il nostro allenatore. Ottengono tutto ciò di cui hanno bisogno, incluso il loro chef» ha spiegato Jakub Faul, amministratore delegato e direttore generale di ‘Team Sampi’.
Questo il programma della giornata, che inizia rigorosamente alle 8 di mattina: 2 ore per svegliarsi e prepararsi all’analisi video del giorno precedente. Quindi il primo, breve allenamento prima di pranzo. Seguono 8 ore di gioco, divise in 2 parti e un’ora di pausa. La giornata termina verso le 22, anche se alcuni sono ancora disposti a prolungare la loro formazione.
«Chi vuole può fermarsi a dormire. Chiediamo ai giocatori di dormire almeno dalle 7 alle 8 ore al giorno, perché ci rendiamo conto che il sonno e il buon cibo sono le cose più importanti per il funzionamento degli atleti», descrive sempre Faul.

Nel centro sportivo, dove sono presenti anche il ping pong, una vasca idromassaggio e una palestra con diverse macchine e tapis roulant, sono assolutamente vietati gli alcolici e il fumo. A disposizione dei giocatori, il classe ’96 ha pure messo a disposizione un team di allenatori e psicologi. Per il progetto del ‘Team Sampi’, Jankto è stato inserito da Forbes nei migliori imprenditori under-30 della Repubblica Ceca. Non male, per uno che di mestiere fa il calciatore in Italia.

Quella per gli e-sports non è però l’unica passione di Kuba: l’esterno blucerchiato ha infatti un’innata indole artistica. Fin da quando era un bambino si è ispirato ai grandi pittori cechi per dipingere poi numerosi quadri raffiguranti sportivi, calciatori, cantanti e attori. Protagonisti delle sue opere sono stati anche Dybala, e il duo formato da Gomez e Petagna ai tempi dell’Atalanta.
Non solo calciatori però: ad un anno dalla sua scomparsa, infatti, Jankto ha dipinto un meraviglioso quadro raffigurante Kobe Bryant. L’opera è stata messa all’asta dalla Sampdoria e venduta per poco più di 400 euro: il ricavato è stato interamente donato all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.
Come raccontato dallo stesso giocatore in un’intervista, ha inoltre una certa predisposizione per… le lingue. Ne parla infatti ben 4 e ne sta imparando un’altra: oltre alla lingua madre, il ceco, conosce alla perfezione l’inglese, l’italiano (sta studiando per il C2, ossia livello madrelingua), spagnolo (ha il B1) e, prima del Covid, frequentava 3 lezioni a settimana di russo.

Predispozione che, però, ha bisogno di costanza e impegno per essere attuata. Luca Mattiussi, suo ex-allenatore ai tempi della primavera dell’Udinese, ha raccontato che questi non mancavano nemmeno allo Jankto 18enne: «Quando è arrivato in squadra, il primo giorno in cui l’ho allenato, non sapeva una parola d’italiano. Tempo 3 mesi, parlava già correttamente, meglio di tanti altri: sapeva già così giovane che non avrebbe potuto crescere, senza capire tutto della lingua, anche le piccole sfumature. È un professionista nato, e un gran perfezionista. Lo ricordo arrivare nello spogliatoio il dizionario di italiano sotto braccio, un’ora prima degli altri».

Insomma, dietro a quel viso da bravo ragazzo si nascondono qualità importanti come intraprendenza, costanza, perseveranza e tanto, tanto impegno. Perché il calciatore della Sampdoria è tanto decisivo e determinante in campo quanto coraggioso e determinato fuori. Repubblica Ceca, Jakub Jankto, olio su tela.

di Luca Anastasio

Luca Anastasio

Sono Luca, ho 20 anni e faccio parte della redazione di Cronache di Spogliatoio. Frequento il secondo anno di Ingegneria Gestionale a Genova. Il calcio è da sempre la mia più grande passione. Dopo averlo giocato per qualche anno ho deciso di cambiare punto di vista, entrando a far parte dell'AIA. Sono arbitro a fine 2018 e ora dirigo le partite di Terza Categoria Ligure.

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