«Fa tardi? Chi se ne frega!». Il Lilla si gode David, il bomber dei college

by Francesco Pietrella

L’unico duemila che segna quanto Haaland è nato a Brooklyn, ha vissuto ad Haiti, è esploso in Belgio, segna in Francia e gioca per il Canada. Si chiama Jonathan David e l’ha messa dentro pure ieri sera, nell’1-0 del suo Lilla al Salisburgo. Freddo giustiziere d’area: 12 gol in 20 partite. Jon è un crocevia di culture grazie ai genitori, haitiani di Port-au-Prince volati a Ottawa nel 2006, l’anno dell’Italia sul tetto del Mondo. Oggi il figlio è uno dei bomber più forti d’Europa, trascinatore del Lilla e della nazionale canadese, che dopo anni di esclusioni, mazzate e sconfitte sogna un posto in Qatar in prima fila. 

Tutto per sua madre

Stavolta si parla di David però, il «nuovo Osimhen» pescato dal Lilla. Soldi ben spesi. Anzi, reinvestiti. Estate 2020, giro d’affari: Viktor va a Napoli per 70 milioni, Jon sbarca al Pierre Mauroy per circa 30. Il nigeriano segna 10 gol alla prima annata in A, ma si fa male alla spalla e resta fuori per tre mesi. David, invece, diventa Campione di Francia con 13 reti in campionato. «Il sogno di una vita» dedicato alla madre scomparsa due anni prima, e che purtroppo non ha fatto in tempo a dire addio. Il 6 dicembre 2019, dopo aver concluso l’allenamento con il Gent, riceve una telefonata da Ottawa. È il padre. Gli dice che sua madre, malata da tempo, sta peggiorando. Jon decide di tornare in Canada, fa un biglietto al volo e in tempo record arriva in aeroporto, ma non fa in tempo. Quando atterra a Londra per fare scalo gli dicono che lei non ce l’ha fatta. Da quel giorno David gioca per lei. Ogni partita, ogni momento. «Vedermi fare il calciatore era il suo sogno». 

David è un self made man. Da ragazzino ha giocato solo nei college, nessun settore giovanile di alto livello tipo Chelsea, Ajax, Atalanta. A 16 anni, lo nota Nick Mavramara, il suo futuro agente. Il siparietto di come l’ha scovato è storia nota, e si rifà alla classica scena in cui una persona si abbassa/toglie gli occhiali per vedere meglio quello che ha davanti, soprattutto perché ciò che sta guardando ti rapisce, richiama attenzione, strega. Tipo Jonathan David.

Ritardo… fortunato

Un paio di provini vanno male – Stoccarda e Salisburgo, a cui ha segnato in Champions -, uno no: a 18 anni lo prende il Gent, che dopo qualche mese lo aggrega tra i grandi. Al primo allenamento, però, rischia di farsi subito cacciare. Buca la sveglia, arriva in ritardo e si scusa a più riprese, corricchiando a testa bassa durante il giro di campo di punizione. Yves Vanderhaeghe, allenatore del Gent, ha già capito tutto: «Quel ragazzo è un talento, il ritardo è stato un incidente». Tradotto: non importa. Avrà ragione lui: 14 gol il primo anno e 23 il secondo, con 10 assist. David fa il trequartista, l’esterno alto, il centravanti, la seconda punta. Da quando gioca a Lilla si è stabilizzato come 9 di movimento, ruolo ricoperto anche con il Canada di Herdman, primo nel girone di qualificazione verso Qatar 2022 (18 gol in 24 partite). 

Dopo aver vinto la Ligue 1 punta al grande bis, anche perché David resta un incubo dei tifosi del Psg. L’anno scorso, al Parco dei Principi, segnò il gol vittoria del Lilla nel match ball per la corsa al titolo, mentre a inizio stagione ha vinto la Supercoppa di Francia giocando dall’inizio, e sempre contro Neymar. Predestinato. Se ne sono accorti tutti.