Sigarette, scimmie, cartoline: il derby della Lanterna è pura magia

by Redazione Cronache
derby della Lanterna

Il pomeriggio di venerdì 13 settembre 2013, Luca De Prà non deve essere lì. E invece è lì. Indossa una tuta mimetica, ha tra le mani un binocolo. Mancano 48 ore al derby della Lanterna. Si trova sulla collina del Poggio, tra gli ulivi, sopra il centro sportivo Mugnaini. Sta spiando l’allenamento della Sampdoria. De Prà di professione fa il preparatore dei portieri della Primavera del Genoa. È il nipote di Giovanni, leggendario portiere genoano a cui è dedicata la via in cui si trova il Ferraris. Sta lì fin quando Giorgio Ajazzone, team manager della Sampdoria, lo scopre. La frittata è fatta. Il Doria emette subito un comunicato: «Non ce lo saremmo aspettato, è una missione segreta, come un novello Rambo». Il Genoa, visibilmente imbarazzato, deve rispondere: «È un’iniziativa personale». De Prà viene sospeso «con effetto immediato». La domenica è derby. Lo vince il Genoa, 0-3: in gol l’ex Antonini, Calaiò e Ciccio Lodi su punizione. Pochi giorni dopo, De Prà viene reintegrato dal patron Preziosi: «Una goliardata».

 

Il derby della Lanterna, tra stracci e geografia

Chissà come sarebbe finita se Liverani avesse perso (e De Prà il lavoro?). «A Genova conta solo il derby. Se non lo vinci è come rapinare una banca ed accorgersi di aver portato via una valigia piena di stracci», recita un adagio. In palio c’è la Lanterna, il faro più alto del Mediterraneo, che dal 1128 conferisce verticalità a una città orizzontale. Città trafitta al cuore il 14 agosto 2018, col crollo di ponte Morandi, ma già geograficamente polarizzata. Sia Genoa che Samp nascono nel centro storico. In via Palestro il Grifone, fondato nel 1893, con 9 scudetti e una Coppa Italia nel palmarès. In Galleria Mazzini il Baciccia, scaturito nel 1946 dall’unione di Sampierdarenese e Andrea Doria e ruggente negli anni Novanta: Coppa delle Coppe nel ’90, Scudetto e Supercoppa nel ’91, l’ultima delle quattro Coppe Italia nel ’94. Oggi sono separati, contingentati: il Genoa ha quartier generale a Pegli, a Ponente, mentre la Samp si allena a Bogliasco, a Levante. La distinzione netta riguarda anche i locali che frequentano i giocatori: i genoani abitano a ovest, da Arenzano in poi, i sampdoriani a est, a partire da Nervi.

 

Sigarette, gol olimpici e monetine

La grande storia del derby della Lanterna inizia nel 1899: Genoa batte Liguria 4-2… con quattro uomini in meno! L’anno dopo, ecco un 7-0 sulla Società Ginnastica di Sampierdarena. Solo nel 1946 nasce la Samp-Doria, rigorosamente col trattino in mezzo. Le scorie della guerra sono ancora palpabili quando, lo stesso anno, il presidente della Repubblica Enrico De Nicola è a Genova. Visita il cimitero di Staglieno, poi vira sullo stadio nel primo pomeriggio. Vince la Samp 3-0, davanti a 40mila tifosi. Il Genoa soffre: vince uno solo dei primi 14 derby e in un’occasione perde 5-1, con doppietta di José Curti arrivato a Genova soli tre giorni prima. Nel 1950 il Ferraris è un acquitrino ma si gioca, il Genoa perde e la colpa va a due svedesi arrivati da poco – Börje Tapper e Stellan Nilsson – a cui svaligiano casa. Il bottino? Una ventina di pacchetti di sigarette. L’anno dopo, un gol all’88’ manda il Genoa in Serie B. Anni duri. Nel 1966, sotto il diluvio, la Samp ha nel frattempo raggiunto i cugini in cadetteria. Il derby della Lanterna esordisce – primo in Italia – in Serie B. Torna in Serie A solo nel 1973. Nel dicembre 1980, poi, la forte tramontana accompagna un corner del doriano Gigi Delneri: è gol olimpico. Tre anni dopo, il Genoa vince con doppietta di Briaschi che manco doveva giocare: si era procurato un ematoma, colpito da una monetina.

 

Scimmie, carta igienica e vie dedicate

Nel 1984 è 0-0 ma, nel prepartita, i tifosi della Samp mandano in campo una scimmia vestita di rossoblù, “omaggio” a Elói, meteora brasiliana accolta da 5mila tifosi rossoblù all’aeroporto. Sfottò ricambiati il 25 novembre 1990: la punizione del brasiliano Branco diventa una cartolina spedita dai genoani ai sampdoriani per Natale. Pari e patta: derby al Genoa, ma a fine anno sarà Scudetto blucerchiato. Anni ’90, Notti Magiche e grandi coreografie: la caravella che solca la Gradinata Nord. Nel 1992 dalla stessa Nord piove carta igienica: protesta contro il presidente Spinelli, partita sospesa per 8′, maximulta al Genoa e derby perso 4-1. Dal 1995, la stracittadina della Lanterna riesce a tornare in Serie A nel 2007. Il 3 maggio 2009 è lo show di Diego Milito, tripletta con tanto di «due contro zero» in contropiede, assieme a Palladino, davanti al solo Castellazzi. L’8 maggio 2011, ecco un gol a tempo scaduto dell’argentino Mauro Boselli. Meteora, non fosse per quella zampata che contribuisce a mandare in B la Sampdoria. Apoteosi. Gli “dedicano” una via per questo. Basta un solo un gol per entrare nella storia: a chi toccherà domani, nel derby della Lanterna numero 124?