Dnipro, l’ultima scommessa

by Redazione Cronache

DNIPROPETROVSK, UKRAINE - SEPTEMBER 20: FC Dnipro Dnipropetrovsk team group taken prior to the UEFA Europa League group stage match between FC Dnipro Dnipropetrovsk and PSV Eindhoven on September 20, 2012 at the Dnipro Arena in Dnipropetrovsk, Ukraine. (Photo by Genya Savilov/EuroFootball/Getty Images)

Nell’universo calcistico accade spesso che la squadra meno blasonata, meno attrezzata, meno dotata, riesca a smentire i favori del pronostico. Una sorta di stuzzicante invito al quale il pallone non sa opporsi, troppo allettante per resistervi, troppo invitante per non cedervi. E in fondo ci troviamo di fronte a uno dei pochi sport in cui il debole può battere il forte, in cui l’impossibile diventa possibile, il sogno realtà. In cui ognuno prova a scrivere la sua favola.

Quando però, nell’arco di una stessa memorabile stagione, questo suggerimento viene ripetutamente colto dallo stesso gruppo di ragazzi, allora con tutta probabilità siamo di fronte a qualcosa di più concreto e fondato, seppur altrettanto romantico.

Il cammino europeo del Dnipro inizia il 20 agosto 2014, dai playoff di Europa League, che supera a fatica. Da quel momento sarà idealmente inserita, dai pretendenti al trofeo, sotto la voce “Eminlfex”

Eppure qualcosa avrebbe dovuto destare l’interesse di addetti ai lavori e non, già negli anni precedenti: nella stagione 2012/2013 supera Napoli e PSV, qualificandosi come regina del girone e l’anno successivo cede il primato solamente alla Fiorentina. Poco importa se il suo cammino si sia poi interrotto prematuramente; la capacità di smentire i pronostici l’avevano già dimostrata e come spesso accade, era stata colta come un banale tormentone estivo.

Ma la mente del giocatore non funziona così, le menti dei giocatori non funzionano così, gli strumenti dell’orchestra, perfettamente sincronizzati, riescono a riprodurre suoni e melodie che nemmeno i profani possono permettersi di non ascoltare.

Da quel 20 agosto sono passati più di nove mesi, in cui, tra gli atri, i campioni in carica di Grecia e Olanda hanno peccato di presunzione, termine mai fuori moda nel calcio, al quale nemmeno il nostro Napoli è scampato. Ma sarà davvero così? C’è la possibilità che formazioni di questo livello possano commettere lo stesso errore, contro lo stesso avversario, con le stesse modalità?

Il Siviglia è detentore in carica del trofeo, ha la possibilità di diventare la prima squadra ad alzarlo per la quarta volta e parla la lingua europea ormai da molti anni. Difficile possa fallire. Ma il Dnipro ha demolito ripetutamente ogni pronostico, nella speranza che la tendenza prima o poi si invertisse, o forse no. Forse c’è ancora spazio per uno di quegli stuzzicanti inviti, giusto il tempo di scrivere una favola.