Dominic Vavassori si racconta: «Inzaghi mi ha detto che devo segnare 15 gol in B, io ci credo!»

by Redazione Cronache

Stiamo parlando di Dominic Vavassori, classe 2005 arrivato in prestito dall’Atalanta. Filippo Inzaghi a Palermo gli ha dato fiducia e lui la sta ripagando: con la prima doppietta in Serie BKT arrivata sabato contro il Padova, è salito a 3 gol e 2 assist in Coppa Italia.

«A Palermo mi sto trovando molto bene. I compagni di squadra e lo staff sono fantastici, mi stanno insegnando molto sia a livello calcistico che a livello umano. La piazza è calda, ha ambizioni importanti e guarda molto in alto insomma. Mi stimola a dare tutto me stesso». Ma, oltre ai tifosi, anche la società ha influito molto: «Ho scelto Palermo per la forza della Società. Grazie al City Football Group il Palermo tornerà presto dove merita. La spinta dei tifosi rosanero è incredibile».

«Essere il 9 di Inzaghi è una sensazione incredibile».

Come dargli torto? «Il mister ha detto che devo fare 15 gol? Speriamo, io ci credo! Ma la mia priorità è l’obiettivo di squadra. Possiamo dirlo? Meglio tenerlo segreto… ma ci potete arrivare facilmente». Il rapporto con il tecnico è ottimo e infatti, prima dell’esordio, gli ha dato un consiglio molto importante: «Mi ha detto di chiudere la porta e sfruttare ogni occasione… infatti ho segnato. Avere a che fare con un attaccante come lui è strepitoso».

Che giocatore è Dominic Vavassori

Ce lo ha spiegato direttamente lui, in collegamento da Palermo: «Innanzitutto un giocatore che ha bisogno di divertirsi per esprimersi, a cui piace fare l’uno contro uno e creare superiorità numerica. Mi trovo bene a giocare sia come esterno ma anche dietro la punta quando ci sono partite un po’ chiuse. Di sicuro l’uno contro uno penso che sia una parte di me, quindi penso che posso togliermi grandi soddisfazioni con questa dote».

Viene da una stagione da 9 gol e 5 assist in Serie C. Ha giocato con l’Atalanta Under 23, ma si è allenato anche in prima squadra e Palladino lo ha anche fatto esordire. Si è meritato il passaggio in B e ora punta ancora più in alto. «Giocare in Under 23 mi ha preparato a giocare ad alti livelli, mi è servito tantissimo. Ho iniziato a giocare tra i grandi due anni sotto età… ma non ho avuto difficoltà! Poi spesso mi allenavo con la prima squadra, quindi fisicamente ero preparato a quei ritmi. Per un giovane è un’esperienza incredibile, infatti tutti i miei compagni sono già tra A e B. E anche mister Modesto, ora allena il Mantova».

Doppia nazionalità… o forse tripla!

A Bergamo ha avuto riferimenti importanti: Gasperini e Palladino in prima squadra, Modesto in U23: «Ascolto e cerco di imparare da tutti e loro tre sono stati fondamentali per la mia crescita». Ma non solo: «Ho un ottimo rapporto con Scamacca, Zalewski e Raspadori, che mi hanno sempre aiutato tanto soprattutto nel ragione negli ultimi 20 metri. In chi mi rivedo di più? In quell’Atalanta, con le dovute proporzioni, credo Lookman».

Ha già esordito in Nazionale U21, ma le sue origini sono un mix. «Mio papà è brasiliano ed è stato adottato da una famiglia bergamasca, mentre mia mamma è polacca. Diciamo che spero di esprimere un calcio un po’ da brasiliano, speriamo… La mia passione per il calcio suppongo che nasca principalmente da lì».

Ma quindi è cresciuto guardando solo le stelle della Seleção? «No dai, entrambi. Il mio stile di gioco è un po’ più brasiliano, però qua in Italia ci sono state delle leggende e tuttora ci sono dei grandi campioni che bisogna apprezzare». E in infanzia c’è stato spazio per due grandissimi idoli: «Il numero uno è sicuramente Messi, ma quando ero piccolo anche Neymar era nel prime. Paragoni? Assolutamente no, non sono ancora nella posizione».

di Davide Fonda