Chi è Ceide? «Haiti e basket, vi racconto il mio Emil. E al Sassuolo dico…»

by Matteo Albanese

Il sostituto di Jérémie Boga, trasferitosi all’Atalanta per 22 milioni, ha 20 anni spaccati e parla norvegese. Si chiama Emil Konradsen Ceide e c’è chi non si sorprende affatto: «Ne ero certa. Sapevo che lui e Mikkel sarebbero diventati professionisti da quando avevano 6/7 anni». A parlare è Ingvill Konradsen, la madre di Emil e Mikkel, fratello gemello della nuova ala del Sassuolo. Entrambi nati il 3 settembre 2001, il primo attaccante, il secondo difensore: «Ma gioco anche da mediano. Non so come siamo finiti così, a entrambi piaceva avere il pallone – racconta lui a Cronache. – A Emil piace dribblare, ma siamo bravi entrambi nel controllo di palla. Quando siamo tornati in Norvegia, il pallone tra i piedi ci rendeva felici. È stato bello crescere assieme».

E continua: «Sì, che io ricordi abbiamo sempre giocato a calcio assieme, a scuola, vivevamo nel nord della Norvegia. E quando giochi per strada, devi giocare smart. Sai che c’è chi è più forte di te, chi è più grande, più fisico o più veloce. Devi dribblare di più e devi giocare velocemente, trovare un modo di pensare velocemente. E nelle partite è lo stesso, quindi a conti fatti ci ha aiutato molto».

 

I Ceide, tra Haiti e la Norvegia

La storia dei Ceide non è solo Norvegia. Lo racconta Ingvill: «Finnsnes è la mia città natale. Ora viviamo a Trondheim, ha quasi tanti abitanti come Modena [che i Ceide hanno da poco visitato, N.d.A]. Prima eravamo ad Haiti». Ingvill infatti, laureata in diritti umani a Londra, opera nel sociale: «In un viaggio in Ecuador, ho conosciuto Edwin, il mio ex marito. Ci siamo trasferiti a Haiti e assieme abbiamo lanciato Prosjekt Haiti nel 2000 [una ONG che promuove educazione e imprenditoria nel paese più povero dell’emisfero occidentale, N.d.A]». Poi si sono separati, spiega a Cronache: «Oggi Edwin è sindaco di St. Louis du Sud, ha frequentato l’accademia militare in Ecuador ed era commissario della polizia haitiana». Così nel 2009 la famiglia Ceide è a Haiti, compresi Emil e Mikkel: «Siamo partiti per la Norvegia tre settimane prima del terremoto, la nostra casa è stata distrutta. Nei 4 anni a Haiti, Emil e Mikkel giocavano per strada, tra le case, coi vicini. Tutti adulti. Vincevano sempre loro due [ride, N.d.A]. Questo li ha fatti crescere. E sono contenta: il Champions FC, la squadra di Haiti dove giocavano, otterrà dei soldi dal trasferimento di Emil al Sassuolo».

 

Sole di Mezzanotte, Google e gol

Galeotta è una foto. La Midnattsol Cup, «Coppa del Sole di Mezzanotte», è un torneo che si gioca tra sole squadre dentro il circolo polare artico, dove appunto si osserva il fenomeno astronomico. Emil e Mikkel lo giocano, in una squadra mista, con delle ragazze: «Sono tutti ragazzi di Finnsnes», racconta Ingvill Konradsen a Cronache. Lei non è solo la madre di Emil e Mikkel, ma pure il “primo” agente: «Nel 2017 i ragazzi vengono rifiutati dal Tromsø FC, ho googlato il Rosenborg a cui ho chiesto di far fare un provino ai miei figli. Hanno accettato. Il resto è storia». Storia davvero, i due gemelli a 19 anni assieme nel club più titolato di Norvegia, 26 campionati e 12 coppe nazionali. Emil, 5 assist in 28 partite l’anno scorso, quest’anno fa il botto: 5 reti e 3 assist in 24 partite di campionato. Il 1° agosto scorso, il Rosenborg vince 11-1 in Coppa di Norvegia, Emil fa 3 gol e 4 assist. Il mister è il leggendario Åge Hareide, che di qui in poi dà fiducia a Ceide. E il 22 agosto Emil si ripete con un gol che molti ricordano: «Tutto Lerkendal [lo stadio del Rosenborg, N.d.A] stava gridando a pieni polmoni. E c’è un momento speciale quando Emil corre dietro a Mikkel per festeggiare…», racconta Ingvill a Cronache. La interrompe Mikkel: «Prima della partita, gli ho detto: «Quando segni, esultiamo assieme». Lui ha segnato, io ero sicuro segnasse ma non pensavo un gol così bello. Però s’è dimenticato di festeggiare con me, si è limitato a correre verso di me. Eravamo felicissimi ugualmente», sorride.

 

Playstation, zero alcool e maglie

E ora l’Italia. Come hanno reagito al trasferimento di Emil in neroverde? «Mikkel è un fratello gemello molto premuroso. C’è un terzo fratello più grande, Odin. Tutti al settimo cielo, Emil non credeva alle sue orecchie quando il suo agente gli ha detto che il Sassuolo lo seguiva da un po’», spiega Ingvill a Cronache. Motivazione: «Emil non beve alcool, in Italia non berrà vino. Vuole imparare l’italiano e ha già iniziato a frequentare le lezioni di lingua al Sassuolo. Ovviamente gli piace il calcio, ma pure il basket. Gioca alla Playstation coi suoi amici». E qui Mikkel interrompe di nuovo: «Sì, abbiamo le stesse passioni. Ci piace giocare alla Playstation. Emil pensa di essere migliore di me in ogni gioco, ora lo è ma solo in NBA 2K. A FIFA vinco io, col Real Madrid, lui di solito usa Liverpool o Bayern». E sorride.

Quanti sacrifici, a partire dalle scuole medie: «Niente alcool né dolci. Da piccoli, mamma e papà ci dicevamo sempre di rincorrere i nostri sogni. Ci hanno sempre insegnato a fare sacrifici, pur di farcela. Ora non penso a queste tentazioni, abbiamo rinunciato a lungo. Non so neanche che mi sto perdendo». Se gli chiedi cosa aspettarsi dal gemello Emil, però, Mikkel torna serio: «Lo conosco molto bene, in allenamento si fa vedere. Tutti quanti direte: «Ehi, questo ragazzo è davvero molto bravo». A volte in Italia non arrivano gran giocatori dalla Norvegia, ma lo vedrete. Gli ho dato la mia maglia dell’Odd, da portarsi appresso in Italia. Lui mi ha dato la sua, del Sassuolo. Anche se non saremo più sempre assieme, lui mi avrà vicino e io avrò lui». Da buoni fratelli.