Enner Valencia, dal West Ham a re di Turchia. E quella fuga dalla polizia…

by Matteo Albanese
Enner Valencia

Tre doppiette nelle prime tre gare, espulsione diretta alla quarta. Senza mezze misure. Benvenuti nel mondo di Enner Valencia, 32 anni, capocannoniere della Süper Lig turca col suo Fenerbahçe e miglior marcatore nella storia della Nazionale dell’Ecuador (35 reti in 72 gare). Gioca a Istanbul da fine agosto 2020: 13 gol il primo anno, 13 il secondo. Sette anni fa, al West Ham, mica segnava così: «Conoscevo il club per qualche film», ammetteva candidamente al Guardian. Riferimento a Green Street, o meglio, col titolo con cui è uscito in Italia, Hooligans: «I tifosi in Inghilterra sono molto passionali. In Sudamerica, se perdi una partita non puoi manco uscir di casa». Sudamerica. In Ecuador, Enner Valencia doveva mungere le mucche di prima mattina per i soldi con cui s’è comprato il primo paio di scarpe da calcio. Storia di povertà: famiglia d’origine afro-ecuadoriana, dormiva in una stanza di fortuna dentro lo stadio dell’Emelec, il George Capwell, perché non poteva permettersi altro. A volte persino faticava a comprarsi il cibo. Proprio all’Emelec, però, l’allenatore Gustavo Quinteros sposta Valencia: da ala, al centro dell’attacco. E tutto cambia.

 

Enner Valencia, Sampaoli e Inter

Enner Remberto Valencia Lastra nasce nel 1989 a San Lorenzo, nella provincia ecuadoregna di Esmeraldas, che dà sul Pacifico, dov’è cresciuto pure Pervis Estupiñán: «A volte, saltavo la scuola per giocare a calcio». Inizia al Caribe, club famoso per aver lanciato un altro Valencia: Antonio, del Manchester United. Ma Enner nel 2008 si trasferisce a Guayaguil, seconda città per abitanti dell’Ecuador, all’Emelec. È qui nel 2009, quando si presenta il nuovo tecnico Jorge Sampaoli. È l’oggi allenatore dell’OM a far debuttare Enner Valencia in un evento di nome Explosión Azul – un’amichevole in cui ogni anno l’Emelec presenta la nuova squadra – e in Copa Libertadores. Valencia lascia l’Emelec solo nel 2014, dopo aver vinto il campionato d’Ecuador – in rosa con Denis Stracqualursi, ex Taranto – e 23 gol in quattro anni. Parte per il Messico e se ne va al Pachuca, che forse ricorderai perché nel 2010 ha partecipato al Mondiale per club vinto dall’Inter di Rafa Benítez (senza sfidare però i nerazzurri). In Messico Valencia gioca solo sei mesi, tempo di segnare 18 gol in 23 gare di campionato. Sì, perché nell’estate 2014 c’è il Mondiale in Brasile.

 

Zárate, West Ham e 98 km/h

In Brasile, nel 2014, l’Ecuador è al suo terzo Mondiale di sempre, dopo il 2002 e il 2006. Esce nel girone con Francia e Svizzera, ma segna tre gol e tutti li segna Enner Valencia. Per questo, dopo il Mondiale, il West Ham offre 10 milioni di euro al Pachuca e porta in Inghilterra Valencia, che in teoria doveva far coppia con Mauro Zárate. E invece? In due anni, Valencia segna 8 gol in Premier e si rompe un legamento crociato. «Il West Ham sembra si sia dimenticato del mio infortunio, non vogliono che mi faccia visitare da un medico non del club», tuona a una radio ecuadoregna. Poi nell’estate 2016 finisce in prestito gratuito all’Everton: 3 gol in 21 partite, delusione. Lascia l’Inghilterra nell’estate 2017 e torna in Messico, stavolta al Tigres per 4 milioni di euro. Ed è un grosso peccato. Col West Ham, del resto, Valencia ha esordito in Coppa con un rigore sbagliato e in Premier League con un gol stupendo: una sassata a 98 km all’ora contro l’Hull City. Questa qui.

 

Superman, polizia e un mandato d’arresto

In tutti questo, il 6 ottobre 2016, mentre Enner Valencia è in prestito all’Everton, si giocano le qualificazioni al Mondiale di Russia e l’Ecuador batte 3-0 il Cile. Dov’è la notizia? Al minuto 82, a Enner Valencia viene somministrato dell’ossigeno ed esce in barella scortato dalla polizia. Pare che su di lui ci fosse un mandato d’arresto per non aver pagato l’assegno di mantenimento dei figli. Così avrebbe simulato l’infortunio, per uscire dal campo evitando i poliziotti. Non andrà in carcere, grazie al suo avvocato. Oggi in compenso è capocannoniere del campionato turco, vinto l’anno scorso dal Trabzonspor di Cornelius (oggi al Copenhagen). Ne ha passate tante, Enner Valencia. Ma ora ha ripreso a segnare. Pure per questo l’hanno soprannominato Superman, no?