Ferguson continua a stupire e a segnare. Motta lo ha reso un centrocampista dominante

by Lorenzo Lombardi

Centrocampista verticale e fiuto del gol. Ferguson è il leader del Bologna e non smette di stupire. Nel match contro la Juventus ha dominato la mediana bianconera, con corsa e qualità, segnando il vantaggio e sfiorando il gol del raddoppio. Non è più una sorpresa ormai, dopo la scorsa stagione (7 gol), ma sta alzando ulteriormente l’asticella delle sue prestazioni e non può passare inosservato.

Sempre in movimento

Classe 1999, fisico imponente, tanta corsa e freddezza sottoporta. I suoi gol in Serie A sono la prova delle sue qualità. Tiri a giro, inserimenti e guizzi da numero 9. Le sue caratteristiche, abbinate al ruolo ‘ibrido’ che Motta gli ha cucito addosso, lo hanno proiettato tra i migliori centrocampisti del campionato. Può giocare come centrocampista centrale, come mezzala e come trequartista, adattandosi alle esigenze della squadra.

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L’intuizione del Bologna

È arrivato in Italia grazie all’intuizione degli scout del Bologna, che hanno convinto la società a sborsare 2,5 milioni di euro per prelevarlo dall’Aberdeen. In Scozia aveva già giocato 128 partite, realizzando 23 gol e 21 assist. Numeri importanti, che testimoniavano la sua capacità di contribuire in ‘zona gol’.

Il calcio nel sangue

All’Aberdeen è stato il secondo Ferguson più noto nella storia del club; impossibile superare il primo. Figlio d’arte, cresciuto in una famiglia di calciatori, papà Derek e zio Barry erano professionisti, e fin da piccolo ha trascorso gran parte della sua vita sui campi da calcio. Anche il suo agente, Billy McMurdo (classe 1942) è una figura storica, che in passato fu il procuratore anche di George Best. Il calcio evidentemente è nel suo destino.