«Il mio viaggio dalla Juve all’Australia. Ho vinto e ora torno a casa. Diamanti…»

by Matteo Albanese

«Gli stadi sono molto belli, l’atmosfera mi piaceva. Mi ero detto “quando vai in Australia, poi non vuoi più tornare indietro“». E invece Francesco Margiotta indietro ci torna. È reduce da un anno a Melbourne, dove ha ritrovato Pucciarelli e incontrato Alessandro Diamanti: «È sempre bello beccare i connazionali, in giro per il mondo. Poi sai, a me piace viaggiare». Ora, i suoi tifosi già lo salutano sul suo profilo Instagram: «Penso di non restare, ho tanta voglia di ripartire, e giocare, e fare bene», racconta Margiotta a Cronache. «Il mister con cui ho fatto meglio è Fabio Celestini [svizzero, vice di Bernd Schuster al Malaga nel 2013/14, N.d.A], mentre il compagno che ricordo di più con affetto è Binous, a Lucerna». E tira dritto: «Calcio giocato? Preferisco l’Europa».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Francesco Margiotta (@francescomargiotta19)

 

Margiotta, da Immobile alla Lega Pro

Nel 2010/11, la Juventus Primavera saluta Ciro Immobile, partito in prestito al Siena. Con lui, se ne va anche Massimiliano Maddaloni, che abbiamo intervistato parlando proprio dell’attaccante napoletano. In panchina ora c’è l’ex difensore Giovanni Bucaro, in campo Francesco Margiotta: «Per me, che sono nato a Torino, giocare alla Juve è stato un onore. Sono migliorato tanto, mi hanno insegnato l’importanza della disciplina», racconta ora Margiotta a Cronache. In squadra con lui c’è un altro recente campione d’Europa, Leonardo Spinazzola. E mica solo lui. In difesa i due nordici – il danese Sörensen, l’islandese Magnússon – a centrocampo Schiavone, Giandonato e Marcel Büchel. Davanti, il tridente: Giannetti, Libertazzi e Margiotta. Che l’anno dopo vince il Torneo di Viareggio e nell’estate 2012 inizia a girare l’Italia: «Tanti prestiti. Carrarese, Venezia, Monza, Vicenza, Santarcangelo. Ai brianzoli sono molto legato, ma ci ho giocato solo sei mesi. In Romagna invece ho giocato la migliore stagione in Italia, 9 gol in campionato (Lega Pro, ndr)». E una sconfitta il 16 novembre 2013 a Savona. Era il Venezia di mister Dal Canto e Bocalon…

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Francesco Margiotta (@francescomargiotta19)

 

Calcio e cantoni: «In Svizzera…»

Luglio 2016, tempo di cambiare aria. Dopo i 9 gol al Santarcangelo, Francesco Margiotta accetta un prestito in Svizzera, al Losanna neopromosso in Super League: «La Svizzera è calcisticamente stata la miglior esperienza della mia carriera, sono davvero contento di essere andato lì. Mi è servito molto, sono migliorato tanto» ammette Margiotta a Cronache. Mica solo gioie: si rompe il legamento crociato, la Juventus lo lascia un altro anno in prestito qui, il Losanna retrocede, Margiotta rimane in Serie B elvetica, poi va al Lucerna e segna 11 gol nel 2019/20 – il suo record personale – e si svincola a fine anno. Calcio e cantoni: «Mi ha fatto venir voglia di continuare all’estero. Perché no, magari tornare in Svizzera…». E invece a ottobre 2020 Margiotta firma col Chievo, in Serie B. Gioca con Michael Fabbro, Obi, Manuel Pucciarelli, Giaccherini e Garritano, l’ex laziale Djordjevic e l’attuale genoano Adrian Šemper: «Sono stato un solo anno a Verona, ma sarei voluto rimanere. Speravo di continuare qui, ora penso che il Chievo è fallito e mi fa male al cuore pensare non ci sia più. Spero possa tornare presto dove merita».

 

Diamanti e Australia: «Che fatica»

E poi? E poi l’Australia. Lo sorso 20 ottobre 2021, Margiotta firma coi Melbourne Victory. In Australia trova Pucciarelli – con cui è derby: lui è al Melbourne City – e soprattutto Alessandro Diamanti, che a luglio 2019 era andato al Western United debuttante in A-League e che oggi, tre anni dopo, ha vinto il campionato d’Australia con Diamanti capitano. Una bella storia. Per Francesco Margiotta invece è dura: «Ho fatto fatica a trovarmi, lo stile di vita è tanto diverso – prosegue a Cronache – è molto diverso giocarci, non so se mi spiego. Penso sia comunque stata una bella esperienza, ma non tornerò lì». Al primo anno tra i canguri, 4 gol in 23 presenze. In campo con lui l’ex Udinese Kelava, Roderick Miranda (ex Olympiakos e Wolves), Luka Pršo nipote di Dado, Nick D’Angelo da poco convocato in Nazionale. Il capitano è Joshua Brillante, ex Empoli e Fiorentina: «Lui una gran persona, un vero capitano. I compagni sono tutti bravissimi, c’è davvero un bel gruppo, abbiamo vinto la Coppa. Gli auguro il meglio per il prossimo anno».