a cura di Cosimo Bartoloni, Giacomo Brunetti, Andrea Consales, Matteo Lignelli e Francesco Pietrella

Cinque storie della Francia.

La Francia vuole difendere il trono in un girone “quasi-fotocopia”.

 

Come arrivano i campioni del mondo? Nel momento più difficile del ciclo Deschamps

 

Potrebbe bastare l’inquietante maledizione del campione del mondo a mettere in allerta tutti i francesi. Dopo il Mondiale del ’98, tutte le detentrici del titolo sono sistematicamente state eliminate ai gironi della fase finale successiva, con una sola eccezione: il Brasile nel 2006. Oltre a questo, il periodo dei bleus è il più difficile dell’era Deschamps: a centrocampo mancano i polmoni e la qualità di Kanté e Pogba (infortunati), la difesa non è più la cinta muraria del 2018 e sullo stesso ct gira aria di fine ciclo (Zidane promesso sostituto?), condita dalle critiche su un gioco poco convincente. I risultati si sono visti a Euro 2020 e all’ultima Nations League. Finalmente ora arrivano i Mondiali, che faranno gonfiare il petto ai campioni del mondo, consapevoli di essere incredibilmente forti, anche per sfatare quella inquietante maledizione.

 

 

Da ‘giocatore banale’ a nuovo Pogba: la storia di Tchouaméni

 

Per un Pogba perso, c’è un Tchouaméni trovato. Il ruolo è quello, e le similitudini sono anche extra-campo (tipo che Aurélien ama l’NBA come Paul). Le differenze? Il carattere: Pogba è pieno di sé, Tchouaméni un po’ timido. Quando era ragazzino era poco convinto dei suoi mezzi, tanto che suo padre usò la tecnica della provocazione: “Stai facendo il compitino, così diventerai un giocatore banale”. Da lì scatta qualcosa: oggi Aurélien è uno dei migliori centrocampisti in divenire. Classe 2000, è stato acquistato dal Real Madrid per 80 milioni la scorsa estate. Ancelotti lo usa sempre: su 21 partite, è partito titolare in 17 occasioni (due volte è stato ai box per problemi muscolari). Via Casemiro? No problem, c’è Tchouaméni. Hai capito il giocatore banale…

 

 

È il momento di splendere: Eduardo Camavinga e quell’incendio che gli ha cambiato la vita

 

Camavinga non sente il peso della responsabilità. È abituato sin da quando era ragazzino. Figlio di congolesi rifugiati in Angola per scappare dalla guerra, Eduardo si è poi trasferito con la famiglia in Francia. Ma dopo mille sacrifici, succede una tragedia: un incendio distrugge tutta la loro casa. I sogni diventano incubi. I Camavinga perdono tutto e devono ripartire, di nuovo, da zero. Eduardo racconta sempre che in quegli istanti drammatici è arrivata la svolta interiore. Suo padre gli disse: “Stavolta tocca a te risollevarci”. Da quel momento cambia tutto: a 16 anni esordisce in Ligue 1, a 17 in Champions, a 18 lo prende il Real e a 19 è un attesissimo protagonista al Mondiale. Una storia stupenda, appena iniziata, ma già con il lieto fine.

 

 

Nel 2014 senza squadra, oggi Deschamps non ne può fare a meno: la storia di Fofana

 

Estate 2014, il quindicenne Youssouf Fofana guarda i Mondiali in Brasile con il cuore triste. Ha appena finito la stagione all’INF Clairefonainte (accademia nazionale per i giovani talenti francesi) ma, al contrario dei suoi compagni, non è stato selezionato da nessun club. Per ripartire sceglie un club locale, l’US Drancy. È tra gli Under 17 ma l’allenatore non lo prende nella 1ª squadra. Fofana finisce così nelle riserve. Sta per smettere, ma non molla, lottando nei campi fangosi del calcio di periferia. Da lì è ripartita la sua scalata ed è di nuovo riaffiorato il suo talento. Nel 2018 firma il suo primo contratto pro con lo Strarburgo. Oggi è imprescindibile per il centrocampo del Monaco e adesso pure della rosa della Francia campione in carica. Da Brasile ’14 triste in cameretta a Qatar ’22 in campo, da protagonista. Nel mezzo c’è un percorso da raccontare a ogni ragazzo con i suoi stessi sogni.

 

 

Mbappé-Benzema-Griezmann: tridente d’oro, ma un Giroud così non si era (quasi) mai visto. E quel record…

 

Quando leggi la formazione ideale della Francia e guardi il tridente d’attacco ti prende spavento. Griezmann da numero dieci e Mbappé e Benzema davanti. Può esistere di meglio? Difficile, ma il bello è che Deschamps avrà a disposizione almeno altri 4 top player. Tipo Nkunku, Coman, Dembélé, oppure Giroud, che così on fire non lo si vedeva dai tempi del Montpellier. 36 anni eppure l’età non la sente affatto. I segreti? Nessuno, stile di vita sano: dieta ferrea, palestra, serietà e motivazioni. Di queste ultime, se gli chiedeste quale sia la più grande, oggi vi risponderebbe parlando del record di gol con la Francia. Lui è a 49, Henry – recordman a 51 – è a sole due lunghezze. Olivier è a due passi dal cielo: segnare a questo Mondiale può avere un sapore ancora più speciale.