Il ragazzino che succederà a Pedri e Ansu Fati come trascinatore del Barcellona

by Cesare Ragionieri

Nella lenta restaurazione di un Barcellona martoriato dai debiti, il presidente Laporta ha posto un diktat che gli ha permesso, in passato, di creare la squadra più forte di tutti i tempi: pescare bene dal vivaio. I blaugrana hanno un miliardo e mezzo di debiti, e la sfida adesso è quella di tornare a scoprire giovani talenti da plasmare ne La Masia e poi far esordire con i grandi.

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Tra i tanti giovani, ce n’è uno in particolare che sta attirando su di sé le attenzioni degli addetti ai lavori. Si tratta di Pablo Páez Gavira, meglio conosciuto come Gavi. Centrocampista classe 2004, è cresciuto nel settore giovanile del Real Betis: a undici anni poi, il Barcellona lo ha prelevato dagli andalusi anticipando la concorrenza di Atlético e Real Madrid.

Al momento, Gavi è il gioiello più luccicante della cantera blaugrana. Dotato di tecnica sopraffina degna della scuola da cui sta uscendo, è molto bravo nell’inserimento e nella conduzione palla al piede. Nonostante la giovane età (ha compiuto 17 anni qualche settimana fa), in estate Koeman lo ha portato in ritiro e lo ha già fatto esordire sia ne LaLiga che in Champions League.

 

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Tre le presenze di Gavi con il Barça in stagione: l’esordio in campionato contro il Getafe e quello in Europa contro il Bayern Monaco. La terza è arrivata ieri contro il Granada: con i blaugrana in svantaggio al Camp Nou con il Granada, Koeman l’ha gettato nella mischia a mezzora dalla fine. E il classe 2004 l’ha ripagato con l’assist per il colpo di testa di Araújo che ha regalato il pareggio ai blaugrana.

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Archiviata l’epoca di Messi, il Barça sta cominciando a guardare al futuro. La grave crisi finanziaria della società ha favorito questa sterzata: stop agli investimenti, agli ingaggi faraonici, e largo ai giovani. Appartenente alla scuola di Crujiff, Koeman non si fa condizionare dalla carta d’identità ed è abituato a lanciare talenti: Gavi è uno di questi e col passare del tempo ne sentiremo sempre più parlare.