Gino Infantino, il nuovo argentino della Fiorentina mandato da Tevez

by Mattia Zupo
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Se sei un club argentino indebitato e non puoi fare mercato, allora sei costretto a far giocare i ragazzi del tuo vivaio per provare a venderli e sistemare i conti. È ciò che ha fatto il Rosario Central con il suo presidente Gonzalo Belloso. Lautaro Blanco all’Elche, Facundo Buonanotte da De Zerbi al Brighton, Mateo Tanlongo allo Sporting Lisbona anche se a parametro zero e sta aspettando un’offerta pari alla clausola di 15 milioni per Veliz. E Gino Infantino ha salutato Los Canallas per trasferirsi alla Fiorentina.

Chi è Gino Infantino, il nuovo acquisto della Fiorentina

Omonimo del presidente della Fifa, il centrocampista (mezzala, soprattutto) classe 2003 è nato e cresciuto nella zona sud di Rosario, insieme ai suoi 3 fratelli e ai genitori Ariel e Fabiana. A 4 anni ha iniziato a giocare nella squadra di Baby Fútbol del Villa del Parque prima di passare al Renato Cesarini, stessa squadra in cui hanno mosso i primi passi Demichelis e Mascherano, con quest’ultimo che gli ha consegnato la fascia da capitano al Sudamericano Sub-20 lo scorso gennaio.

Il provino al Real Madrid e i no a Villarreal e River Plate

A 11 anni è arrivata la prima esperienza nel Vecchio Continente: come Julián Alvarez, anche Gino Infantino è stato selezionato dal Real Madrid per un periodo di prova di 2 settimane, per poi far ritorno a Rosario al Renato Cesarini dove è rimasto per altre 2 stagioni prima di firmare con un altro club rosarino: l’Agrupación Deportiva Infantil Unión Rosario (ADIUR). Una squadra gestita da Fabian Soldini, il primo agente di Messi che portò la Pulga al Barcellona e tuttora procuratore del nuovo acquisto in casa viola. All’ADIUR, società di quarta divisione, ha ricevuto la prima convocazione con la nazionale giovanile albiceleste e grazie all’accordo di affiliazione con il Villarreal, Infantino ha fatto un provino anche nel Submarino Amarillo. In Spagna ha preso parte a un torneo in cui è stato il capocannoniere e nominato miglior giocatore. Gli spagnoli volevano tesserarlo, ma Gino e la sua famiglia non se la sono sentita di lasciare Rosario. La stessa situazione si è ripetuta con il River Plate, dopo aver vinto nel 2015 il Campeonato Centro de la Republica a Rio Cuarto con la maglia dei Millonarios.

Qualche record e la prima maglia ‘viola’

Nel 2018 ha firmato per il Rosario Central, il club di cui è sempre stato tifoso. Con La Academia Rosarina ha esordito da sottoetà a 16 anni nella Reserva allenata dall’ex Inter, Christian Kily Gonzalez, lo stesso che la stagione successiva lo ha fatto debuttare in Primera a 17 anni quando è stato promosso sulla panchina della Prima Squadra.

Il 9 ottobre 2021 rimarrà un giorno indelebile per la famiglia Infantino, con Gino che è diventato il primo 2003 a segnare un gol nel campionato argentino. Dopo la rete al Banfield, il classe 2003 ha realizzato una doppietta contro l’Estudiantes ed è diventato il primo 18enne del 21esimo secolo a segnare 2 gol nella stessa partita. Talento e precocità tradotti in reti, assist e prestazioni che non sono passate inosservate. Mascherano lo ha convocato al Torneo di Tolone e al Sudamericano Sub-20, nel quale ha segnato un gol decisivo nella vittoria contro il Perù, prima di sbagliare un rigore contro il Brasile, mentre ha segnato una rete in 4 presenze al Mondiale Sub-20 giocato in patria lo scorso maggio. Il primo in maglia viola, visto che l’Argentina contro la Nuova Zelanda indossava la seconda maglia.

 

 

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Origini siciliane da parte del bisnonno paterno, dopo l’addio del Kily sulla panchina dell’Academia Rosarina è arrivato Carlos Tévez. Proprio l’Apache ha rivelato a ESPN qualche mese fa di avere un debole per il classe 2003: «Gioca molto bene. Negli allenamenti faceva delle cose e pensavo: “Ah, come gioca questo ragazzo”. Con me ha giocato spesso, non rendeva come avrebbe potuto e io cercavo il modo per farlo esplodere per trovare quello di cui avevo bisogno io e la squadra». L’ex Juve lo ha spostato dalla fascia al centro del campo, mentre con l’attuale allenatore Miguel Angel Russo non è mai stato un titolare inamovibile, uno degli aspetti che hanno spinto il Rosario Central a venderlo.

I suoi 178 cm e un mancino raffinato, qualità, intelligenza tattica e duttilità hanno convinto Burdisso e la Fiorentina a scommettere su di lui, dopo che il dt viola era andato a vederlo dal vivo contro l’Union de Santa Fe lo scorso marzo al Gigante de Arroyito. Sei gol in 74 presenze da mezzala, esterno, trequartista e addirittura falso nueve. La Fiorentina ha battuto la concorrenza del Wolfsburg per una cifra che si aggira sui 3,5 milioni e ora toccherà a Italiano valorizzarlo. Non c’è 2 senza 3. Dopo le esperienze in Spagna, Infantino torna in Europa per la terza volta, ma stavolta per restarci.