Gonçalo Ramos, il nuovo João Félix: «Dicono che sono uno stregone»

by Matteo Albanese
Gonçalo Ramos

Scorri le qualificazioni al prossimo Europeo U21 e trovi tanta qualità. La Germania di Burkardt, la Spagna di Ruiz, l’Italia di Carnesecchi, Rovella e Lucca, l’Olanda di Zirzkee, la Francia di Gouiri. Poi c’è il Portogallo. E che Portogallo: 8 vittorie in 9 gare, 2 reti subite e 39 fatte. Di queste, 6 di Fábio Silva, 7 di Fábio Vieira e 11 di Gonçalo Ramos. I tre tenori. Il primo è al Wolverhampton dal 2020, pagato 35 milioni. Il secondo è titolare al Porto: 14 assist quest’anno. Il terzo è la stella e il capocannoniere del Portogallo U21 e pure il possibile nuovo João Félix. Ma a differenza dei due connazionali sopracitati, Gonçalo Ramos è cresciuto nel Benfica, però conosce bene Fábio Vieira. Ha giocato assieme a lui l’Europeo U19 in Armenia, nel 2019. Qui il Portogallo s’è arreso in finale – contro la Spagna, doppietta di Ferran Torres – ma Ramos ha segnato più di tutti. Ed esultato mimando due pistole: «Mio padre diceva dovessi trovare una mia esultanza distintiva. Ho provato il gesto delle pistole e quello stesso giorno ho segnato, quindi…».

 

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Ramos, Olhaense, una doppietta

Gonçalo Matias Ramos nasce ad Olhão il 20 giugno 2001. Inizia nel 2009 all’Olhaense – squadra in cui l’italiano Riccardo Galli ha fatto meglio di Jan Oblak – poi si trasferisce due anni a Faro. Nel 2013, a 12 anni, varca la soglia del Campus di Seixal, dove il Benfica cresce i suoi talenti. Il 13 gennaio 2019, Gonçalo Ramos debutta col Benfica B, sostituendo Nuno Tavares che oggi è all’Arsenal. Non è una data qualsiasi: sono 7 giorni dopo che João Félix ha segnato la sua prima doppietta con la prima squadra delle Aquile, al Da Luz contro il Rio Ave. E infatti Gonçalo Ramos si ritaglia spazio pure perché Félix è aggregato coi grandi e divide adesso il reparto con Haris Seferović e il brasiliano Jonas. Quanto a Ramos, a fine anno prolunga il contratto col Benfica fino a giugno 2024. Debutta il 21 luglio 2020, in trasferta contro il Desportivo das Aves. E che debutto. Il tecnico Nélson Veríssimo lo inserisce al minuto 87, al posto di Pizzi, e Ramos che fa? Due gol, entrambi di destro, in 6’: uno al primo pallone toccato, l’altro all’ultima azione della partita.

Núñez, un’estate e goleade

A questo punto, Gonçalo Ramos gioca qualche scampolo di partita, poi a maggio il Benfica batte 3-1 fuori casa il Nacional e Ramos è ancora decisivo. Entra al 74’, fa doppietta tra 81’ e 86’, su due assist di un altro subentrato: il compagno di squadra Darwin Núñez. C’è un’estate di mezzo, al Benfica arriva l’ucraino Roman Yaremchuk, eppure Jorge Jesus inizia la stagione con un 3-4-3 e Gonçalo Ramos al centro dell’attacco: alla sua destra il brasiliano Éverton, alla sua sinistra il tedesco Waldschmidt. Ramos ottiene ben più spazio, il Benfica vince le prime 7 partite di fila e segna 45 gol nelle prime 15 partite, con qualche goleada: 7-1 sul Marítimo, 7-0 sul Belenenses, 6-1 al Braga, 5-0 al Santa Clara. Il problema di Ramos è la concorrenza. Come detto c’è Yaremchuk, e perdipiù Darwin Núñez inizia a segnare a raffica. Non a caso, l’uruguagio è il capocannoniere dell’ultimo campionato portoghese con 26 gol.

Gonçalo Ramos, “lo stregone”

Nella sopracitata vittoria per 7-1 sul Marítimo segna però anche Gonçalo Ramos. Nel frattempo, rientra pure Seferović dall’infortunio, ma da febbraio Nélson Veríssimo vara il 4-4-2: due punte, Núñez è ormai intoccabile, con lui c’è Gonçalo Ramos. Nelle restanti 13 partite di campionato, 8 volte sono loro i titolari. Ramos, nel frattempo, ha già gustato la Champions League. Debutta il 29 settembre, quando il Benfica batte 3-0 il Barcellona con doppietta di Núñez (prima di prendere 9 gol in due partite dal Bayern. Ma questa è un’altra storia). E segna, al ritorno dei quarti di finale, ad Anfield contro il Liverpool. Niente male. Ha già fatto doppietta al Real Madrid in finale di Youth League 2019/20 vinta dai portoghesi, con Ramos capocannoniere: 8 gol, come l’atalantino Roberto Piccoli. Poi però è tornato al Benfica B, s’è alternato tra trequartista e seconda punta. Ed è diventato Feticieiro, “lo stregone”: «C’è stato un periodo in cui avevo tanta fortuna nei rimpalli, la palla finiva sempre a me. Mi hanno iniziato a chiamare così». Non è forse vero, però, che la fortuna aiuta gli audaci?