La voglia di vincere di Guendouzi è quel che serve alla Lazio

by Cosimo Bartoloni
Guendouzi

Guendouzi è il nuovo centrocampista della Lazio di Sarri e vi spieghiamo perché Mattéo è l’acquisto giusto al momento giusto. Intanto, una presentazione: classe 1999, è cresciuto nelle giovanili del PSG ma ha esordito nei pro al Lorient. Acquistato dall’Arsenal quando aveva 19 anni, dopo due stagioni è andato all’OM e ha fatto il definitivo salto.

Chi è Mattéo Guendouzi, il nuovo acquisto della Lazio

Oggi Guendouzi ha 24 anni ed è un centrocampista box-to-box, completo. Fa tutto: sa dare sostanza al reparto e farsi trovare sotto porta con gli inserimenti. La scorsa stagione ha segnato due gol e fornito quattro assist. Quella prima, con Sampaoli (che prediligeva un modulo più ‘vicino’ a Sarri, fece quattro gol e sei assist.

Come gioca Guendouzi

Come si vede dalla heatmap della scorsa stagione, Guendouzi parte da mezzala ma poi lo si trova ovunque in campo durante i novanta minuti. Ha un grande serbatoio e tanta energia da mettere a disposizione della squadra.

Questa, invece, la sua ‘Spider Chart’. Da qui si può capire quello che vi dicevamo prima: Guendouzi non ha una caratteristica in cui spicca. È bravo un po’ in tutto. Forse i suoi punti più deboli sono i duelli aerei e il portare palla. Al contrario infatti spicca nei passaggi. «Spesso sento dire che mi distinguo solo per la grinta che metto. Non dimentichiamoci che alla fine del campionato ho praticamente il 90% di passaggi riusciti. Fosse stato per i passaggi, non avrei mai giocato né all’OM né all’Arsenal», ha raccontato Mattéo Guendouzi a Onze Mondial un anno fa.

Cosa c’entra il karaté?

E qui arriviamo al punto con cui siamo partiti. Perché Guendouzi per la Lazio è l’acquisto giusto al momento giusto? Sì, per il carattere che ha. Ed è tutto merito (in passato anche colpa) del karaté. Il padre di Guendouzi era istruttore di karaté. Così Mattéo da piccolo aveva iniziato a fare il karateka: «A karaté sei te contro il tuo avversario. Se perdi, puoi prendertela solo con te stesso. Io ho sempre voluto vincere e quello sport mi ha formato, come uomo e come sportivo», ha raccontato.

Quando si presentò con la maglia degli avversari dopo la sconfitta

L’incontenibile voglia di vittoria gli ha creato qualche problema da giovane: «Ha sempre avuto un problema ad accettare la sconfitta. Si è migliorato solo tardi». Oggi, infatti, Guendouzi è più maturo (solo cinque cartellini gialli la scorsa stagione), anche se la sua frustrazione (spesso poco velata) la conosceranno presto gli stadi italiani. (Aggiungere per sito: Durante il suo passaggio al Lorient litigò con Landreau (ex portiere della Francia e allenatore del Lorient dal 2017 al 2019). Una volta non accettò un cambio, scoppiò il litigio e fu messo fuori rosa per tre mesi, un periodo durante il quale ne combinò una ancora più grossa. Il Lorient si giocava la promozione in Ligue 1 e andò a giocare ad Ajaccio. Scontro diretto. Guendouzi, come detto, non fu convocato. Il Lorient perse e per il giorno seguente era prevista la colazione tutti insieme al centro sportivo. Guendouzi, per ripicca, si presentò con la maglia dell’Ajaccio. Era un carattere da plasmare. Ma è stato fatto. Altrimenti non avrebbe mai giocato 82 partite con l’Arsenal in due anni.

Maturo sì. Meno competitivo no. Guendouzi ha sempre quella voglia matta di vincere. Sarri ha bisogno di lui. Dopo un inizio di campionato complicato, la Lazio ha bisogno di questo.