L’HJK trionfa in Finlandia. Grazie a un attaccante che scrive poesie

by Matteo Albanese

«Se l’HJK creasse due squadre, finirebbero prima e seconda in classifica». Lo dice Ari Hjelm detto Zico, una leggenda a Tampere, oggi direttore commerciale di Adecco in Finlandia. Forse non esagera. L’HJK Helsinki ha vinto 10 degli ultimi 13 campionati nel suo stadio in erba artificiale a Töölö. Ha lanciato Teemu Pukki e Tim Sparv, che dopo il primo storico Europeo giocato dalla Finlandia è tornato all’HJK. Pure il c.t. Markku Kanerva era un buon difensore centrale, all’HJK. Un club storico, dalla storia strana: nasce squadra di calcio, poi crea sezioni di bandy, pallamano, bowling, pattinaggio e hockey su ghiaccio, infine dal 1976 torna al solo calcio. I tifosi dell’HJK non spiccano per creatività: negli anni ’70 hanno plagiato un coro del Chelsea, “Blue is the colour”, tradotto in finlandese col titolo “Hoo-Jii-Koo”. Lo cantano spesso: hanno tanti trofei da festeggiare. Gli ultimi due campionati, poi, grazie a un attaccante poeta.

 

HJK e la Helsinki divisa… dalla lingua

Tutto nasce nel febbraio 1907. Un pattinatore di nome Franz Fredrik Wathén, in una sala bowling, fonda una squadra di calcio, l’HJK. Non è uno scherzo. La Finlandia è un paese bilingue, quindi crea due nomi: uno in finlandese, uno in svedese. Ma l’anno dopo cambia idea: solo uno, finlandese. A qualcuno però questo non piace. Georges Doubitsky, un 15enne studente del liceo svedese della capitale, decide di fondare un club che parli solo lo svedese. Lo chiama HIFK. Dalla rivalità linguistica nasce il derby più sentito di Finlandia. Sono due squadre litigiosissime. Non concordano nemmeno su come chiamare la capitale: i primi la chiamano Helsinki, i secondi Helsingfors. Tra le due, però, chi ha successo è l’HJK. Oggi non è solo l’unico club finlandese a non essere mai retrocesso, ma è pure il più vincente del Paese: 31 campionati e 14 Coppe nazionali. Di stelle sulla maglia, però, non ne hanno tre: ne hanno cinque. Come mai? Lo scorso anno l’HJK ha vinto il 30° campionato e il consigliere delegato Aki Pasinpoika Riihilahti ha proposto di unire i campionati vinti dalla sezione maschile del club con quelli (23) della sezione femminile.

 

Canarini, Litmanen e goleade

Domenica 31 ottobre scorso, sugli spalti della piccola Väre Areena di Kuopio c’erano oltre 7800 tifosi. Sembrano pochi, in realtà non sono mai stati così tanti. Il precedente record durava dagli anni ’80. Il nuovo durerà a lungo: stanno per cominciare i lavori che ridurranno la capienza dello stadio a 6000 spettatori. C’era così tanta gente perché domenica 31 ottobre scorso qui s’è giocata HJK-KuPS, ultima giornata di Veikkausliiga: squadre appaiate a 49 punti e scontro diretto decisivo. Dell’HJK s’è già detto, del KuPs no: sono la squadra di Kuopio, soprannominati i Canarini e – dettaglio non trascurabile – nel 2019 hanno vinto di nuovo il campionato dopo 43 anni. Lo hanno fatto all’ultima giornata. Vogliono ripetersi adesso. Il loro allenatore, Simo Valakari, è uno che l’HJK lo odia perché nel 2007 non gli hanno offerto un contratto. E poi il KuPS arriva al 31 ottobre non perdendo da maggio, con 15 vittorie in 20 gare. L’HJK invece è in profonda crisi: reduce da uno 0-5 in casa in Conference League contro il Maccabi tel Aviv, nel mese di settembre non ha segnato per tre partite di fila. Sembra niente, ma non succedeva dal 1993 (per capirci, il più grande calciatore finlandese di tutti i tempi, Jari Litmanen, giocava all’Ajax).

 

Riku e Roope, boicottaggio e poesie

Il 31 ottobre è finita 1-1. Al KuPS serviva vincere: non ce l’hanno fatta. L’HJK Helsinki ha vinto il 31° campionato. Quanti brividi. Il tecnico Toni Koskela ha sudato freddo: «Ce l’abbiamo fatta, che periodo di m****». Lo hanno salvato Roope e Riku Riski, due fratelli nati il 16 agosto a due anni di distanza. Crescono tra Finlandia e Puerto Rico, i genitori si separano e loro due idem. Roope finisce il liceo e si iscrive alla facoltà di economia all’università, poi sveglie il calcio. Nel 2010/11 è in Italia, ma gioca soli 21’ al Cesena in Serie A. Riku a gennaio 2019 boicotta una convocazione in Nazionale per «motivi etici» legati al Mondiale 2022. A novembre 2019 Roope e Riku si ritrovano assieme, all’HJK Helsinki. Vincono il campionato, con 16 gol di Roope. Oggi di nuovo: Roope segna soli 6 gol, ma poco importa. Scrive poesie, nel tempo libero. Adora il poeta Tommy Tabermann, in particolare un suo componimento che fa «se avessi voglia di vino, accanto a me ti aspetterei». Riski ha già scritto un libro, regalato alla sua ragazza, ma non l’ha pubblicato: «Sono un tipo molto romantico, scrivo solo di amore».