Da ‘Gangnam style’ all’Olympiakos, la storia dei due Hwang

by Matteo Albanese
hwang

C’è la rivoluzione al Pireo. Un nuovo allenatore (lo spagnolo Carlos Corberán) dopo quattro anni e tanti nuovi calciatori. Mai nella storia c’erano stati sudcoreani all’Olympiakos. E invece, il 29 luglio scorso, dal Rubin Kazan’ i biancorossi acquistano il centrocampista In-beom Hwang. Manco un mese dopo – il 27 agosto – arriva in Grecia pure l’attaccante Ui-jo Hwang. Così il Pireo – dopo i brasiliani come Rivaldo e Rafinha, gli argentini come Saviola o il Chori Domínguez, spagnoli come Fuster, francesi come Valbuena e serbi tipo Milivojević e Djordjević – si abituerà ai sudcoreani. Il cognome è lo stesso: Hwang, il 18° più popolare in Corea del Sud. Ma In-beom Hwang – che ha già debuttato con gol – e Ui-jo Hwang hanno giocato insieme nella Corea del Sud che nel 2018 vince i Giochi asiatici. Ci sono loro, c’è Kim Min-jae, c’è l’ex Barça e Verona Lee Seung-woo e c’è ovviamente Son Heung-min, capitano. Oltre a un altro Hwang, Hwang Hee-chan, oggi al Wolverhampton.

 

L’Olympiakos, tra portoghesi e belgi

Il 27 luglio, l’Olympiakos perde 4-0 in casa nei preliminari di Champions col Maccabi Haifa. A pagarne è il tecnico portoghese Pedro Martins, da aprile 2018 era alla guida del club più titolato di Grecia – 79 trofei: 47 campionati, 28 Coppe e 4 Supercoppe di Grecia – e nono al mondo. Dei 79 titoli, quattro li ha vinti Martins, tre campionati e una Coppa. Uno all’anno. E che dire del 13 dicembre 2018, quando al Karaiskakis i greci battono (ed eliminano dal girone d’Europa League) il Milan, 3-1? Ecco, nel quadriennio Martins, all’Olympiakos ci sono ben 12 portoghesi. José Sá e Daniel Podence oggi giocano in Premier col Wolverhampton – dove sennò? – mentre c’è chi s’è un po’ perso come Rony Lopes, l’ex Fiorentina Gil Dias o Bruma. Anni prima, nel 2017, accade la stessa cosa: il tecnico kosovaro Besnik Hasi crea ad Atene una colonia belga: l’ex portiere laziale Proto, il difensore Björn Engels e due centrocampisti, Odjidja-Ofoe e Guillaume Gillet. Suo fratello è Jean François, l’ex portiere del Bari: «Ma dovevo chiamarmi io Guillaume, come nostro nonno».

In-beom Hwang, Kvaratskhelia e un coro

E invece, il primo sudcoreano di sempre a metter piede nel porto de Il Pireo è In-beom Hwang (황인범). Compirà 26 anni il prossimo 20 settembre e fa il centrocampista. Nasce a Daejeon, la quinta città per popolazione del Paese, e debutta nel 2015 col Daejeon Citizen, di cui diventa il più giovane marcatore di sempre. Lascia dopo quattro anni, a gennaio 2019: va in Canada, ai Vancouver Whitecaps che da poco hanno vinto la Coppa canadese con un tecnico italiano, Vanni Sartini. Qui per poco In-beom Hwang non incontra Alphonso Davies, che s’è appena trasferito al Bayern Monaco. In compenso, il sudcoreano gioca un anno e mezzo. Saluta nell’estate 2020 per il Rubin Kazan’, dove gioca con l’ex Ivan Ignatev ma soprattutto Khvicha Kvaratskhelia. Poi però arriva la pandemia di Covid, Hwang s’infortuna a un tallone e scoppia la guerra russo-ucraina. In-beom torna a Seoul, per qualche mese. Lo segue il Benfica, accetta l’Olympiakos. In Corea del Sud gli hanno pure dedicato una canzone: «Corri corri, in-Beom Hwang, il nostro in-Beom Hwang»

Ui-jo Hwang, Paulo Sousa e Genoa

Rispetto al connazionale, Ui-jo Hwang (황의조) fa invece l’attaccante. Ha compiuto trent’anni lo scorso 28 agosto. Giusto in tempo: è arrivato ad Atene il giorno prima. Inizia nel 2012 a Seongnam, mentre nella capitale Seoul c’è Psy che lancia la hit estiva Gangnam Style. Nel 2015, Ui-jo lascia l’università e si mette in mostra: 15 reti in K League, la Serie A sudcoreana, e debutto in Nazionale. Poi però il Seongnam Fc retrocede, Hwang soffre la fine di una relazione e va in Giappone a Osaka. Segna 21 gol tra campionato e coppa nel 2018, l’anno dopo il Bordeaux lo paga due milioni di euro. In Francia, Hwang gioca tre stagioni: 6, 12 e 11 gol. Senza contare che Paulo Sousa lo usava come ala, tra Briand e Josh Maja, Yacine Adli e De Préville. Poi in estate il club retrocede in terza serie e Hwang è sul mercato. Lo segue il Genoa, lo prende il Nottingham Forest che lo presta all’Olympiakos dello stesso proprietario, la famiglia Marinakis. E del connazionale Hwang, che porta il suo stesso cognome.