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Cronache di spogliatoio
I 10 numeri di maglia più strani del calcio italiano I 10 numeri di maglia più strani del calcio italiano
di Andrea Sperti  «Perché hai scelto quel numero di maglia?». Questa è tra le solite domande che i giornalisti pongono ad i giocatori in... I 10 numeri di maglia più strani del calcio italiano

di Andrea Sperti 

«Perché hai scelto quel numero di maglia?». Questa è tra le solite domande che i giornalisti pongono ad i giocatori in fase di presentazione, all’arrivo in un nuovo club. Ci sono calciatori, infatti, che giocano con le cifre, creando delle particolari associazioni o scegliendo numeri per colpire l’attenzione di tifosi ed appassionati.

Oggi, quindi, vi vogliamo ricordare i 10 calciatori con i numeri di maglia più strani ed esilaranti del nostro calcio.

Nani (7)

L’esterno d’attacco non ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi della Lazio ma certamente è ricordato con il sorriso per il numero scelto al suo arrivo: il 7. Ovviamente il fantasista portoghese ha voluto unire la cifra ed il suo cognome, richiamando la celebre favola di Biancaneve. A dire il vero, Nani ha sempre giocato con il 17 ma quel numero al suo arrivo era occupato da Ciro Immobile nella Lazio

Fabio Gatti (44)

«La filastrocca me la cantano sempre», ha risposto così l’ex centrocampista del Perugia a precisa domanda del giornalista per spiegare il perché di quella scelta. Con un cognome così, in effetti, era fin troppo facile prendere quel numero.

Marco Fortin (14)

L’ex portiere tra le altre di Siena e Vicenza ha voluto unire la pronuncia inglese al suo cognome ed ha parlato così della sua decisione: «Quattordici in inglese si dice fourteen, la pronuncia del mio cognome. Fin da piccolo gioco con questo binomio numero-cognome. È il mio numero fortunato e l’ho sempre avuto»

Cristiano Lupatelli (10)

L’ex portiere del Chievo era un tipo stravagante, fuori dagli schemi. Un anno, infatti, ha deciso di presentarsi in Serie A con la maglia numero 10 sulle spalle, quella che di solito viene lasciata ai grandi fantasisti. La decisione è stata preso a causa di una scommessa persa con gli amici, un patto che Lupatelli ha saputo rispettare.

Emiliano Viviano (2)

Anche Emiliano Viviano alla Sampdoria ha compiuto una scelta particolare, indossando il numero 2, quello che nell’ideale collettivo rappresenta il difensore centrale o tutt’al più il terzino: «A Genova l’1 era occupato e visto che i numeri alti non mi piacciono ho scelto l’unico numero libero dal 2 all’11».

Jonathan De Guzman (1)

Se vedere un portiere con un numero diverso dall’1 o dal 12 fa strano, lo stesso si può dire per i giocatori di movimento che scelgono l’1 come cifra per la loro maglia da gioco. De Guzman del Chievo ha parlato così dopo aver scelto tale numero per la sua stagione: «Perché il numero 1 sulla maglia? Mi piace e non ci ho pensato un secondo. L’aveva avuto Ardiles nell’Argentina e Davids in Inghilterra. Ora in questo elenco ci sono anche io…»

Riccardo Meggiorini (69)

Il suo non è un riferimento extrasportivo ma solo un omaggio a Nicky Hayden, campione di MotoGp scomparso nel 2017, del quale l’attaccante ora al Vicenza era molto tifoso.

Ivan Zamorano (1+8)

La maglia del cileno è rimasta nella storia per l’impatto mediatico che ha avuto, con l’attaccante che ha trovato una soluzione stravagante ma geniale per tenere il suo amato 9, nonostante la richiesta di Ronaldo il Fenomeno, che voleva a tutti i costi quella maglia.

Mario Balotelli (45)

La scelta è semplice ma lineare. Quel numero, così poco utilizzato dagli altri colleghi, un giorno sarà ricordato per essere stato il numero di Mario Balotelli e tutti lo assoceranno al suo nome, senza poter rischiare di dimenticarlo.

Stefano Sensi (5)

Ai tempi del Cesena, l’attuale centrocampista dell’Inter e della Nazionale, scelse il numero 5, proprio come i… ‘Sensi’. Concluse quel 2015-2016 con 33 presenze e 3 gol segnati.

Insomma, questi sono certamente i numeri di maglia più strani ma tanti calciatori hanno deciso di dar sfogo alla loro fantasia per mettersi in mostra. Alla fine, però, come si dice spesso, ciò che conta è l’impegno in campo e lo stemma della maglia che si rappresenta, perché in fondo il numero resta solo una fredda cifra.

Andrea Sperti

Redattore. Ho 24 anni. Vengo da Lecce.

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