Che cosa succede nella testa di Ihattaren?

by Cosimo Bartoloni
ihattaren

Autunno 2019. Ronald Koeman, a quel tempo CT dell’Olanda, posa insieme a un diciassettenne. Si chiama Mohamed Ihattaren, è una promessa del calcio. Oggi, a quattro anni di distanza, si ritrova senza squadra. Qualcosa è andato storto.

La storia di Mohamed Ihattaren

Torniamo indietro perché per fare luce in questa storia triste bisogna andare step by step. Ihattaren nasce il 12 febbraio 2002 a Utrecht da una famiglia di origini marocchine. Il padre lo iscrive alla scuola calcio perché nota qualcosa. A otto anni è già al PSV Eindhoven.

Trequartista tutto tecnica e fantasia. Fino al 2021 va tutto bene, sia col PSV, con cui debutta a 16 anni, sia con la nazionale olandese. Nel 2018 vince da protagonista (pur essendo sotto età) l’Europeo U-17, nella finale contro l’Italia di Rovella, Ricci, Fagioli e gli altri, segnando anche ai rigori. Un anno dopo, sempre a proposito di rigori, diventa il più giovane calciatore dell’Eredivisie a segnare dal dischetto (a 17 anni e 298 giorni), battendo il record di Koeman (sempre lui).

L’inizio dei problemi

Sembra un predestinato. Giocate, gol, assist. Poi nel 2021 viene messo ai margini per dissidi con l’allenatore e problemi di rinnovo. Niente di eccessivamente grave: storie – purtroppo – sentite e risentite. Ma sotto c’è altro e adesso ci arriviamo. A fine agosto 2021 lo prende la Juventus ‘soltanto’ per 1,9 mln. Niente se si pensa al potenziale, tantissimo se si pensa a quanto verrà utilizzato in due anni: zero minuti.

«Ihattaren non c’è più»

La vita di Mohamed era già cambiata due anni prima, con la morte del padre nel 2019. Da quel momento, il ragazzo ha raccontato di aver iniziato a far fatica a dormire la notte e ad avere seri problemi. «Quando vedo i padri dei miei compagni sugli spalti, sto male». La figura del padre si dice fosse stata cruciale per tenere Mohamed lontano dai brutti giri e dai brutti vizi. Fino al 2021, comunque, almeno in campo Ihattaren sembrava essere quello di sempre. La Juve lo prende e lo gira in prestito alla Samp. Ma a ottobre di lui si perdono le tracce. «Ihattaren non c’è più», dice il ds Faggiano. Inquietante.

Mohamed ha lasciato Genova per andare in Olanda. Inizia a spargersi la voce che stia soffrendo di depressione. Come quella secondo cui potrebbe già smettere col calcio. Si sta smarrendo. La Samp chiude il prestito. A gennaio 2022 lo prende in prestito l’Ajax, club che ha il profumo di casa per i giovani talenti e che gli dà una nuova possibilità. Ma non cambia nulla. A marzo non ha ancora debuttato e ten Hag gli ha già chiuso la porta una volta: «Chi non corre è out». Ihattaren non c’è con la testa. Va con la Primavera. Segna e fa giocate delle sue perché tecnicamente è di un altro pianeta. Ad aprile ten Hag gli concede quattro minuti più recupero in coppa. Nessun lampo. 17 aprile 2022: è stata la sua ultima presenza in un campo da calcio durante un match pro.

Anche Wesley Sneijder ha provato ad aiutarlo

Mohamed Ihattaren era ormai entrato in un vortice pericoloso da cui tuttora non sembra in grado di uscire. Della sua vita privata, comunque, si sa molto poco, tranne qualche notizia diffusa dai media olandesi: ad esempio nello scorso inverno si seppe che fu accusato di violenze domestiche e minacce. Storie poco felici. Nel frattempo era sparito di nuovo dai radar, facendo preoccupare. Per lui si erano mossi anche Wesley Sneijder e la famiglia di Nouri (il ragazzo dell’Ajax che nel 2017 ebbe un malore in campo, con danni cerebrali gravi e permanenti). Con Sneijder il rapporto è durato qualche ora: «È stato serio due giorni, poi ha riniziato a fare di testa sua. Ci ho chiuso», ha raccontato Wes. Situazione difficile.

Ihattaren riparte dalla Turchia

Oggi Ihattaren è stato scaricato anche dalla Juventus. La scorsa settimana è arrivata la rescissione contrattuale. È stato un annuncio che forse è passato inosservato, perché purtroppo dello Ihattaren calciatore si sono scordati in tanti. Forse anche lui stesso. Il problema però non è quello. C’è un ragazzino di 21 anni, dal talento incredibile e dalla testa fragile, che è in un momento delicato, dal quale fa fatica a uscire ma che deve risolvere, per poi ripartire, magari con un pallone tra i piedi, certo, ma prima di tutto con la luce del sole addosso.