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Cronache di spogliatoio
Rispetto a quel giorno, Teemu Pukki ha i capelli più corti e diversi follower in più su Instagram. E 10 gol nelle qualificazioni a...

Rispetto a quel giorno, Teemu Pukki ha i capelli più corti e diversi follower in più su Instagram.
E 10 gol nelle qualificazioni a EURO 2020.

L’aeroporto di Helsinki-Vantaa è distribuito su un’enorme struttura a forma rettangolare. C’è una grande T affiancata al numero 3 a indicare gli arrivi dei voli internazionali. È il più grande scalo che serve il Paese, a 20 km dal centro della capitale. E se sfogliamo le pagine che hanno portato la Finlandia a giocarsi il primo Europeo della sua storia, certamente troviamo anche il Terminal 2, individuando precisamente due passeggeri appena scesi da un volo proveniente da Glasgow nel 2013. Si chiamano Neil Lennon e Johan Mjallby, più tardi parleremo della loro identità. «Taksi», c’è scritto sulla pensilina fuori dalla struttura. Taxi. Ci salgono: direzione Helsingin Olympiastadion, una ventina di minuti. Non c’è tempo da perdere. Allo stadio, però, non c’è nessuno. Non ci sono tifosi, non c’è la Finlandia e nemmeno la Slovenia. È vero: la Finlandia gioca quasi tutte le partite a Helsinki. Ma quella è un’amichevole e, solo per quel giorno, il teatro dei sogni è il Veritas Stadium di Torku, 168 km più a ovest.

Teemu Pukki, un 23enne chiamato così in onore di Nicodemo, «il vincitore del popolo», e il cui cognome significa «capra», in quel momento si sta allacciando gli scarpini. Là fuori, invece, i tifosi sono già seduti in tribuna. Non sa che, in quel preciso istante, la sua carriera è in mano agli operatori di volo dell’aeroporto di Helsinki. Neil Lennon e Johan Mjallby stanno correndo verso il loro gate, un’altra volta. Non possono perdersi la partita. Sono rispettivamente l’allenatore del Celtic e il suo assistente, devono visionare assolutamente Pukki per capire se sia o meno il rinforzo giusto per l’attacco. Certo, ci sarebbe quel problema: convincere lo Schalke 04. Un passo alla volta. Arrivano allo stadio e riescono a vedere l’ultima mezz’ora di partita, e il CT finlandese sostituisce pure il loro oggetto d’interesse al 79’. Ma quei minuti bastano a convincere gli scozzesi: è fatta.

Neanche per sogno. In Scozia l’avventura non decolla, anche se qualche foto al Camp Nou riesce a metterla in bacheca. Un contrasto tra Piqué e Mascherano, con i riflettori puntati addosso, da mettere come immagine del profilo. Non è il Barcelona-Celtic della ‘sfangata’, Pukki ne prende 6. Ma resta comunque una serata storica. Come quelle che vive con il Brøndby. Un altro biglietto aereo a deciderne le sorti, ma è necessario fare un passo indietro. Velocissimo, ma di qualche anno.

Nel 2008 Teemu è un ragazzo prodigio del KooTeePee, che sembra un avversario della Newteam di Holly e Benji ma in realtà è una delle squadre più forti della Finlandia. Fa una settimana di prova al Chelsea, consigliato da Flemming Berg, l’uomo della sua provvidenza. A Londra non sono convinti, e alla fine il Siviglia lo prende per la formazione giovanile in Segunda División. Segna anche una rete nella sfida clou contro la Real Sociedad. La prima Real di Antoine Griezmann, che però quel giorno non è tra i convocati. Il più grande ostacolo in Spagna si chiama termometro. Pukki soffre il caldo, tanto. Lo ammetterà qualche anno dopo in un’intervista da stella del Norwich al The Telegraph: temperature alte, timidezza e una lingua molto diversa da quella della sua terra. In sostanza, un vero fallimento. Che prova a mitigare, all’età di 20 anni, tornando in patria all’HJK Helsinki. Come nel film di Iličić e Hauge, Pukki si crea una nuova opportunità distruggendo colui che da nemico diventa partner. Rifila una tripletta in Europa League allo Schalke 04, che lo acquista, e un anno dopo lo gira appunto al Celtic. Qui torniamo dove ci eravamo lasciati, al nuovo stop della carriera di Pukki. 

In ogni caso ci pensa Flemming Berg, all’epoca dirigente del Brøndby. All’ultimo giorno di mercato deve prendere un attaccante: «Sapevo che per lui venire in Danimarca – ha raccontato al The Sun – era un nuovo passo indietro, ma lo seguivo fin dal provino al Chelsea. Conoscevo bene il suo agente e la trattativa fu un successo». Non mente. Viene dirottato in un ruolo da esterno per non dar fastidio a Johan Elmander, centravanti di grido con un passato importante. Gioca da titolare ogni partita della stagione e segna più gol (11) di quanti ne abbia segnati in Scozia da centravanti: il Brøndby lo acquista per 675mila euro al termine della stagione e il ruolo da prima punta. Segna 72 gol in 164 presenze, 29 dei quali in un solo anno. Non trova l’accordo per il rinnovo di contratto e si svincola a parametro zero. Ha 30 anni, rifiuta l’offerta del PAOK e firma con il Norwich, in Championship: 30 gol e 10 assist in 46 partite, titolo di capocannoniere e promozione in Premier League. What else. Inizia con un gol ad Anfield contro il Liverpool campione in carica, poi segna una tripletta alla seconda giornata contro il Newcastle: saranno 11 reti, ma il Norwich retrocede. Ha già superato i 29 gol quest’anno e non si ferma. Ora c’è la sua Finlandia: dietro Kane, Cristiano Ronaldo e Zahavi è stato il miglior marcatore delle qualificazioni con 10 gol in altrettante sfide. C’è un altro volo da prendere, quello per l’Europeo.

di Giacomo Brunetti

Giacomo Brunetti Caporedattore

Sono il caporedattore di Cronache di Spogliatoio. Ho 23 anni e vengo da Firenze. Giornalista pubblicista, amo l'arte del comunicare. Creo e assecondo emozioni. C’è una terra di mezzo tra il torto e la ragione: la maggior parte del mondo la puoi trovare là.

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