Serie A, il brasiliano con più con gol… ha giocato per la nazionale italiana

by Redazione Cronache
Serie A

In Serie A hanno sempre giocato numerosi campioni, giocatori d’ogni tipo di qualsiasi nazionalità che hanno reso celebre nel mondo il nostro campionato. Molti di questi hanno segnato un altissimo numero di gol, impreziosendo la classifica marcatori all-time del campionato. Talvolta neanche conosciamo questi calciatori o in altri casi non sappiamo di alcune particolarità o segreti. Ad esempio, chi sono i 10 calciatori sudamericani ad aver segnato di più nella storia della Serie A?

di Gabriele Buzzalino

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10^ – Sergio Clerici

Al decimo posto della classifica è presente un brasiliano, il classe 1941 Sergio Clerici. Nato a San Paolo, ha giocato molti anni fa in Italia, precisamente dal 1960 al 1978. Arrivato al Lecco dal Portuguesa, squadra della sua città natale, all’età di 19 anni, visse la retrocessione in Serie B dopo due sole stagioni. Giocò in cadetteria fino al ’66, vincendo anche un titolo di capocannoniere della Serie B, poi nel 1967 passò al Bologna. Vestì le maglie di Atalanta, VeronaFiorentinaNapoli  e Lazio, non senza controversie o problemi. Celebre è ad esempio lo scandalo della telefonata, per cui l’Hellas Verona retrocedette nel 1974, ma i suoi gol hanno da sempre parlato per lui.

Nella classifica vanta ben 103 gol in 336 presenze, in 77^ posizione alla pari di Fabrizio Miccoli e Adrian Mutu. La squadra con cui ha gonfiato più volte la rete è il Napoli, con 29 centri in 2 stagioni, seguono Fiorentina a 20, Bologna a 19 e Verona a 18. Una curiosità: con il suo addio al calcio italiano nel 1978, fu l’ultimo «estero» a vestire una maglia del nostro campionato dopo la chiusura ai giocatori stranieri del 1966, prima della riapertura del 1980.

9^ – Edinson Cavani

Il nono calciatore sudamericano per gol in Serie A è Edinson Cavani, attaccante uruguaiano attualmente al Manchester United. Si tratta di uno dei giocatori della classifica all-time ad essere ancora in attività, ma non nel nostro campionato. Dopo aver esordito nelle giovanili del Salto, squadra della sua città natale, arriva in Italia nel 2007 dal Danubio, altro club uruguagio. La prima maglia che veste è quella del Palermo, con cui gioca per 3 anni facendo innamorare i tifosi e non solo.

Nel 2010 passa al Napoli, con cui viene effettivamente lanciato nel calcio che conta. Dopo altre 3 stagioni in Campania, condite da 1 Coppa Italia e 104 gol in tutte le competizioni, nel 2013 vola in Francia al PSG. Nel suo relativamente breve periodo di militanza in Serie A ha segnato 112 gol in 213 partite, numero di presenze molto basso rispetto agli altri giocatori in quella posizione. Il Matador si trova infatti 61^ alla pari con PellissierGiovanni Ferrari Carapellese, i quali hanno realizzato il suo stesso numero di gol in 300 o 400 gare ufficiali. Con una media altissima di 0,53 gol a partita, ha realizzato a Napoli più del doppio dei gol palermitani, ben 78 contro 34.

8^ – Abel Balbo

Classe ’66, l’argentino Abel Balbo ha militato in Serie A dal 1989 al 2002, a partire dall’arrivo all’Udinese dal River Plate. Per tutte le 4 stagioni in Friuli disputò un campionato di altissimo livello, ma non sempre in massima serie. Nel 1990 l’Udinese dovette soccombere alla retrocessione in Serie B, da cui si rialzò solo nel ’92. Dal 1993 passò alla Roma, con cui si tolse molte soddisfazioni, segnando 87 gol in 148 presenze complessive. Dopo questa esperienza andò a giocare al Parma, dove fu protagonista nella vittoria della storica Coppa UEFA, poi nel 1999 firmò per la Fiorentina. Dopo una deludente annata in Toscana, tornò a Roma, in cui però, anche a causa dell’età, disputò tre sole gare di campionato dal 2000 al 2002.

Ha chiuso la carriera nel Boca Juniors, per poi tornare nel Bel Paese con brevi esperienze da allenatore al Treviso e all’Arezzo tra il 2009 e il 2012. Nella classifica all-time della Serie A è 56^ con 117 gol in 253 presenze e una media di 0,46 reti a partita. La maggior parte di queste, ben 78, sono state realizzate con la maglia della Roma, 32 invece con la casacca dell’Udinese, 4 con il Parma e 3 con la Fiorentina.

7^ – Mauro Icardi

Al settimo posto troviamo uno dei bomber ancora in attività e con la media gol/presenze più alta di tutta la classifica all-time della Serie A. Nato a Rosario, la patria dei campioni, nel 1993, l’argentino Mauro Icardi arriva giovanissimo in Italia con la Sampdoria nel 2011. Dopo un anno in Primavera, viene aggregato alla prima squadra e da subito si nota l’incredibile talento. Inizia a stupire il pubblico blucerchiato con grandi quantità di gol, risultando ad esempio il più giovane marcatore nella storia del derby della Lanterna il 18 novembre 2012. Si mette in mostra con gol alla Juventus, nell’anno in cui la squadra di Conte fu battuta sia all’andata che al ritorno proprio da quella Samp, e con una quaterna segnata contro il Pescara, fino alla cessione nel 2013.

Da qui passa all’Inter, ma non senza strascichi, dato che è rimasto coinvolto nello scandalo del tradimento della moglie di Maxi Lopez e in altri episodi poco piacevoli con la tifoseria blucerchiata. Con i nerazzurri diventa un vero campione della Serie A, tanto da vincere ben due titoli di capocannoniere del campionato. In ogni caso lo fa a pari merito con un avversario, nella stagione 2014/15 con Luca Toni a 22 e nel 2017/18 con Ciro Immobile a 29. Dopo 124 reti in 219 presenze di tutte le competizioni, il ritorno in Champions da parte dell’Inter e tante altre emozioni, lascia Milano. Questo, però, con l’astio e l’antipatia dei tifosi, che lo accusano per alcune vicende extra-campo e antipatie con il gruppo. Nella speciale classifica è piazzato 52^ con 121 gol in 219 partite e una media impressionante di 0,55. Nella classifica dei marcatori in Serie A con un’unica squadra, Icardi è 30^ grazie alle 111 reti segnati con l’Inter.

6^ – Gonzalo Higuain

Un giocatore incredibile della nostra Serie A, capace di segnare, far emozionare i tifosi e di infrangere record è stato Gonzalo Higuain. Altro argentino, ma classe 1987, il Pipita arrivò al Napoli nel 2013 dal Real Madrid con altissime aspettative. Quasi tutte furono rispettate e attese, dato che in 146 partite fra campionato e varie coppe realizzò l’infinità di 91 gol. Nella stagione 2015/16, in particolare, superò il record di Gunnar Nordahl di 35 reti segnate in un singolo campionato, mettendone a segno 36. Oltretutto, la magia di quel record fu anche nell’ultima partita, in cui l’attaccante segnò contro il Frosinone i gol numero 34, 35 e 36, l’ultimo dei quali con una stupenda rovesciata.

Dopo quell’exploit incredibile, passò alla Juventus, in un trasferimento ricordato ancora oggi con uno scandaloso tradimento, e si confermò come un grandissimo bomber realizzando 24 gol in campionato alla prima stagione. Nel 2018 passò in prestito al Milan, ma al termine di una prima metà di campionato deludente venne girato al Chelsea, in cui rimase fino al 2019. Dopo un’ultima stagione alla Juve fra alti e bassi, molto diverso dal giocatore che era stato, nel 2020 partì all’estero per l’Inter Miami. Nella classifica all-star della Serie A è piazzato in 47^ posizione con 125 reti in 224 partite e una media di 0,56, ancora più alta di quella di Icardi. 71 gol li ha messi a segno con il Napoli, 48 con la Vecchia Signora e 6 con il Milan.

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5^ – Omar Sivori

Ecco un altro argentino, nato nel 1935 a San Nicolás de los Arroyos e attivo calcisticamente dal ’54 al ’68. Purtroppo scomparso nel 2005 nella sua terra natia, è stato un campione indiscusso, considerato da tantissimi uno dei migliori che ha giocato per il nostro campionato. Arriva in Serie A dal River Plate nel 1957, con la maglia della Juventus. È principalmente ricordato per aver vestito questa maglia, con 8 anni di militanza e la vittoria di 3 scudetti, 3 Coppe Italia e 1 Coppa delle Alpi. Nel 1965 passa al Napoli e qui gioca per tre anni vincendo qualche trofeo, come la sua seconda personale Coppa delle Alpi.

Nella sua carriera ha infranto record importantissimi, ad esempio è l’unico insieme al grande Silvio Piola ad aver segnato 6 gol in un’unica gara di Serie A, in particolare nel 9-1 inflitto dalla Juve all’Inter nel 1961. Inoltre, ha giocato per la nazionale argentina dal ’56 al ’57, vincendo una Copa America in Perù nel 1957, ma anche per quella italiana dal 1961 al ’62. Con gli azzurri, in particolare, è l’unico ad aver segnato una quaterna insieme a Riva, Bettega, PernigoOrlandoBiagi, nel match del 1961 contro l’Israele. Nella classifica marcatori all-star del campionato italiano è 29^ con 147 gol in 278 presenze, alla pari con Zlatan Ibrahimovic, che però l’ha fatto in 256 partite. Di questi 147 centri, Sivori ne ha segnati 135 per la Juventus, 12 per il Napoli.

4^ – Hernan Crespo

Al quarto posto della classifica dei sudamericani con più gol nella Serie A di tutti i tempi c’è Hernan Crespo, argentino classe ’75. Le sue qualità e il suo stile hanno incantato tifosi e appassionati negli anni 2000, in particolare dall’arrivo al Parma nel ’96. Dopo 4 anni di buon livello in cui trionfò con una Coppa Italia e una Supercoppa, nel 2000 passò alla Lazio. Dal 2002 al 2003 giocò per l’Inter, da cui si separò per andare al Chelsea, poi in prestito al Milan, fino al ritorno in nerazzurro nel 2006. Dopo 3 anni molto buoni all’Inter con 38 gol in 99 match di tutte le competizioni, andò al Genoa, storicamente famoso per il gran numero di argentini, per poi chiudere la carriera dal 2010 al 2012 di nuovo al Parma.

Il suo girovagare in lungo e in largo, spesso in maniera poco «fedele», non gli ha evitato di segnare un altissimo numero di reti, precisamente 153 in 340 partite ufficiali. Questo lo colloca 26^ nella classifica dei marcatori di tutti i tempi in Serie A, a pari merito con l’ungherese István Nyers. 72 gol di Crespo furono segnati con il Parma, 39 con la Lazio, 27 con l’Inter, 10 con il Milan e 5 con il Genoa.

3^ – Luis Vinicio

In terza posizione torna il Brasile, dato che sul podio c’è Luis Vinicio, nativo di Belo Horizonte nel 1932. Arrivato nel 1955 al Napoli dal Botafogo, gioca 5 anni di alto livello in Campania, per poi passare al Bologna, con cui resta per due anni. Dal ’62 al ’68 gioca quasi sempre al Lanerossi Vicenza, di cui diventa quasi una bandiera data la sua importanza, pur spezzando con la stagione 1966/67 all’Inter. Dopo il ritiro ha una lunga esperienza da allenatore in Italia con club del calibro di Napoli, Lazio e Udinese, fino alla Juve Stabia nel 1992.

Vinicio, uno di quei campioni degli anni passati che però è giusto ricordare, ha segnato 155 gol in 348 partite. La media gol/partite non è altissima, essendo solo di 0,45, ma gli basta comunque a posizionarsi con Ciro Immobile. Quasi la metà dei gol del brasiliano, ben 69, sono stati realizzati con il Napoli, uno in più dei 68 con il Lanerossi Vicenza.

2^ – Gabriel Batistuta

Al secondo posto abbiamo un campione indiscusso, uno degli eroi del calcio argentino in Italia. Classe ’69, ha vestito le maglie di FiorentinaRoma e Inter in Serie A dal 1991 al 2003. La squadra per cui è più ricordato è senza dubbio la viola, in cui è arrivato nel ’91 dal Boca Juniors per rimanerci 9 anni. In questo tempo segna la bellezza di 207 gol in 333 presenze complessive, infrangendo porte avversarie e record. In particolare, fino a due anni fa era l’unico giocatore ad aver segnato per 11 turni consecutivi di campionato. Nella stagione 2018/19 però il traguardo fu raggiunto da Fabio Quagliarella, l’anno dopo sempre eguagliato ma non superato da Cristiano Ronaldo.

Nel suo palmares in Italia conta una Coppa Italia, 2 Supercoppe Italiane e uno scudetto con la Roma nel 2001, ma a tutto ciò si sommano i successi con la nazionale. Dal 1991 al 2002 ha vinto con l’Argentina una Confederations Cup nel 1992 e due Copa America nel ’91 e nel ’93. In classifica marcatori è 12^ con 184 gol in 318 partite e una media di 0,58. È a 9 reti in più di Quagliarella, il capocannoniere di tutti i tempi in Serie A tra i giocatori ancora in attività. Di queste 184 reti, 152 le ha segnate con la Fiorentina, 30 con la Roma e 2 con l’Inter.

1^ – José Altafini

E al primo posto in classifica ecco il miglior marcatore sudamericano in Serie A, un incredibile attaccante argentino di nome José Altafini. Nato a Piracicaba nel ’38, arriva in Italia nel 1958 con il Milan dal Palmeiras e qui rimane fino al ’65. Dopo 7 anni splendidi passa al Napoli, in cui rimane per altrettanto tempo. Dal 1972 al 1976 gioca per la Juventus, poi chiude la carriera in Svizzera con il Chiasso dal ’76 al ’79 e con il Mendrisiostar fino al 1980. Concludere qui il racconto della carriera di Altafini sarebbe riduttivo e poco corretto per il gran numero di gol da lui segnati.

Con 161 gol totali con la maglia rossonera, 97 con quella partenopea e 37 con i bianconeri, è uno di quei calciatori che pur avendo giocato per squadre fra loro rivali è rispettato da tutte, anche per il tempo in cui ha vestito le rispettive maglie. Nel palmares vanta 4 scudetti, 2 con il Milan e 2 con la Juve, una Coppa delle Alpi con il Napoli nel ’66 e una Champions League con il Milan nel 1963. A tutto ciò si aggiunge la sua particolarissima esperienza in nazionale. Dal 1957 al 1958 ha giocato 8 partite con la nazionale del Brasile, che però gli sono bastate, con 4 gol, a vincere lo storico Mondiale 1958 in Svezia. Dal 1961 al 1962 ha anche giocato per l’Italia e ha realizzato 5 reti in 6 gare ufficiali.

Le statistiche

Le sue gesta in Serie A lo hanno portato ad essere l’attuale 4^ marcatore del campionato di tutti i tempi, con 216 gol in 459 partite.

Condivide il preciso numero di marcature con Giuseppe Meazza, lo storico cannoniere dell’Inter che dà il nome allo stadio di San Siro, anche se quest’ultimo ha una media più alta, 0,59 contro 0,47. 120 dei gol di Altafinsono da associare al Milan, 71 al Napoli e 25 alla Juventus.

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