Il calcio democratico e la ‘vita lenta’ del Friburgo

by Lorenzo Lombardi
Friburgo

All’ombra dei giganti come Bayern Monaco e Borussia Dortmund- Sottovoce il Friburgo sta continuando il proprio percorso, che è qualcosa di unico. Dopo aver raggiunto i quarti di Europa League, cadendo per mano della Juventus, sta disputando un’ottima stagione in Bundesliga: ha consolidato il quarto posto e ha raggiunto la semifinale di Coppa di Germania, battendo a domicilio proprio i bavaresi. Ciò che rende speciali i traguardi raggiunti da questa realtà è il modo in cui sono arrivati, senza mai perdere il legame con il proprio territorio e la propria comunità. Di particolare importanza in questo viaggio sono i 35.000 membri che, oltre a tifare, possiedono delle quote societarie. Il Friburgo rimane uno dei soli quattro club (insieme a Mainz, Union Berlin e Schalke 04) ancora al 100% una “Eingetragener Verein”, un’associazione democratica sotto il pieno controllo dei suoi membri. Ovvero 35mila persone che possiedono delle quote societarie.

Il Friburgo e la simbiosi col territorio

Situata nel profondo sud della Germania, vicina al confine con la Svizzera, Friburgo è popolata da circa 200.000 abitanti. Circondata dalla Foresta Nera, che dava il nome al vecchio stadio, in realtà è una delle città più vivibili della Germania. L’importanza del legame col proprio territorio e coi propri sostenitori, quasi tutti locali, sono due dei valori che fanno del Friburgo una delle società più interessanti del panorama europeo.

Negli ultimi vent’anni, nonostante due retrocessioni in Bundesliga 2 e diverse stagioni travagliate, la società ha sempre creduto nelle proprie idee e nel conseguente progetto a lungo termine. In questo arco temporale, infatti, sono stati raggiunti anche incredibili traguardi come la qualificazione all’Europa League e una finale di DFB-Pokal, persa contro il Lipsia.

«Avere 35.000 membri, può essere impegnativo, ma pensiamo che ne valga la pena. Il calcio non dovrebbe appartenere a un singolo individuo. Il calcio appartiene a tutti. Questa è la nostra cultura a Friburgo» ha detto ildirettore sportivo Jochen Saier per spiegare la cultura del Friburgo. Un altro esempio? Pensiamo che questo modello di governance, abbinato alla sostenibilità, è alla base dei successi che sta riscuotendo il club. Secondo il Football Sustainability Index 2023, report annuale che certifica l’impegno sull’ambiente delle società delle prime cinque leghe europee, il Friburgo è tra le dieci squadre più sostenibili d’Europa.

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Tutti insieme… e sostenibili

L’impegno sociale del Friburgo può essere fatto risalire alla prima promozione del club in Bundesliga nel 1993. Grazie a un costante sviluppo, oggi organizza più di 600 eventi annuali, coinvolgendo 20.000 persone nell’area della città. Questo impegno si basa su quattro pilastri: educazione, esercizio, ambiente e solidarietà, che insieme racchiudono il motto del club: ‘More than football‘.

Il Friburgo coinvolge i suoi tifosi in molti modi. Il club è molto attento allo sviluppo giovanile e realizza iniziative grazie alle quali i ragazzi della zona possono divertirsi e conoscere questo sport. Grazie alle scuole calcio, ai camp e ai raduni doposcuola promossi molti bambini possono praticare attività fisica. Numerose sono anche le campagne con l’obiettivo di indirizzare i giovani fan e incoraggiarli a considerare le questioni ambientali, per agire in modo responsabile. Nell’ultimo match casalingo, vinto per 4-0 contro lo Schalke 04, sul maxischermo dello stadio è apparso un dato piuttosto inusuale da vedere: 5669. Cosa significava? Il numero delle persone che hanno raggiunto lo stadio in bicicletta.

Non a caso è stato il primo club della Bundesliga a mettere pannelli solari sul tetto dello stadio, progetto realizzato nel 1995 con la costruzione della nuova tribuna sud. Nel 2001 è stato ristrutturato anche il trasandato Möslestadion, che ora ospita l’accademia del club, in modo che soddisfacesse i più recenti standard ecologici. Cinque anni dopo, lo Schwarzwald-Stadion divenne addirittura il primo stadio tedesco ad essere alimentato interamente da energia solare.

Oggi avere uno stadio moderno fa lievitare i ricavi e dà stabilità, crea posti di lavoro e valore economico nel territorio. Così, in linea con lo sviluppo societario, nel 2021 il club ha cambiato casa, trasferendosi nel moderno Europa-Park Stadion. Il nuovo stadio ha sancito l’addio a un pezzo di storia del Friburgo ma lo ha proiettato nella modernità, in una struttura nuova e funzionale. La compattezza delle sue tribune, ripide e vicine al campo permettono ai tifosi di creare un ambiente caldissimo. Il cuore pulsante è la tribuna sud, dove 8.000 tifosi del Friburgo caricano i propri beniamini; proprio sotto l’imponente ‘muro rosso’ i giocatori si radunano dopo ogni partita per ringraziarli.

L’amore infinito di Christian Streich

Insieme ai calciatori c’è sempre anche Christian Streich, allenatore che fa parte della società da quasi 30 anni. Descriverlo è dura. Per lui gli aggettivi si sprecano e, nel calcio di oggi, in cui l’amore per la propria squadra spesso viene messo in secondo piano per ambizioni di carriera, rappresenta qualcosa di più che un’eccezione: ex giocatore del Friburgo (1987-88) e allenatore delle giovanili (1995-2011), è ora l’allenatore più longevo della Bundesliga, in carica dal 2011.nUna persona speciale, nelle sue conferenze stampa si sente spesso parlare di temi come politica, storia, gioco d’azzardo, sfruttando a pieno la risonanza della sua posizione. La longevità del manager tedesco non è un’eccezione ma bensì una ‘regola’ a livello societario. Non è l’unico caso, anche l’attuale d.s. Saier lavora in città da una vita.

Lo sviluppo giovanile

In seguito alla promozione nella massima serie, arrivata per la prima volta sotto Volker Finke, nel 1993, il club intuì l’unico modo per sopravvivere e affermarsi in Bundesliga: investire in talenti cresciuti in casa piuttosto che acquistare giocatori costosi. Negli anni questo è diventato il concetto alla base della cultura che rende unico questo club.

Oggi la scuola calcio Friburgo (FFS) ha una reputazione eccezionale, non solo in Germania, ma anche oltre i confini internazionali ed è certificata come accademia di alto livello. Tale prestigio è dovuto anche ai valori di educazione e impegno sociale trasmessi del club. Il club versa 6 milioni di euro (7,5 milioni di dollari) all’anno nella sua accademia. Fin dall’inizio, un elemento importante del lavoro è stato lo stretto contatto tra prima squadra e giovanili. Gli allenatori del Friburgo tradizionalmente guardano all’interno dei ranghi giovanili per rafforzare la rosa. Internamente, il club ha installato misure quotidiane per garantire e migliorare la sostenibilità del percorso dalle squadre giovanili alla prima squadra. Lo staff tecnico di Streich si incontra regolarmente con i direttori dell’accademia e i vari allenatori giovanili dalle squadre U17 a U23. L’attenzione si concentra sullo sviluppo di ogni singola squadra giovanile e dei giocatori al loro interno.

Il Friburgo è una delle squadre che impiegano il maggior numero di giocatori formati “in casa” dei primi cinque campionati europei. Solo Barcellona, Bilbao, Real Sociedad e Lione hanno fatto meglio. Matthias Ginter è entrato a far parte dell’accademia a 11 anni e ha segnato il gol della vittoria al suo debutto professionale all’età di 18 anni. Con la sua stella in rapida ascesa, il Friburgo ha venduto il difensore al Borussia Dortmund per una cifra attorno ai 12 milioni di euro. Grazie a queste plusvalenze il club ha la possibilità di ottenere importanti somme di denaro da reinvestire nella comunità, nelle infrastrutture, nella propria accademia. Perché i risultati contano, ma a Friburgo il legame tra squadra, città, tifosi e cultura è ben più prezioso.