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Il Sarrismo è sbarcato a Roma

by Andrea Sperti

di Andrea Sperti

Ieri a Roma è stato presentato Josè Mourinho, mentre oggi sempre nella capitale è toccato a Maurizio Sarri, nuovo tecnico della Lazio. L’ex allenatore della Juventus ha l’arduo compito di sostituire e non far rimpiangere Simone Inzaghi, il quale ha vissuto annate indimenticabili con i biancocelesti. Il tecnico toscano ha risposto alle domande dei giornalisti e nel primo intervento ha replicato a chi gli ha domandato del dualismo con il tecnico portoghese della Roma:

«Questo grande dualismo non riesco a vederlo. L’ho conosciuto, è un bel personaggio, mi rimane simpatico. Poi ha vinto più di me, anche se non vuol dire nulla. Nel derby faremo di tutto per venire a capo della partita. Non mi vengono citazioni, come ho già detto ai ragazzi vorrei vedere una squadra che ha un grande spirito di sacrificio nella settimana per festeggiare la domenica. Voglio un gruppo che abbia voglia di dominare la partita. Sono qui per due motivi. Il primo è personale, perché ho intravisto nella Lazio la possibilità di tirare fuori le mie caratteristiche migliori. Il secondo è tecnico: anche se ci manca qualcosa nella rosa per fare quello che piace a me, in questa squadra vedo i presupposti giusti per fare bene».

Mercato

Sarri, poi, si è voluto soffermare sul mercato, spiegando gli obiettivi della società capitolina e le promesse del ds Tare

«Con il direttore abbiamo fatto una lista di ruoli, abbiamo bisogno di alcuni giocatori per giocare un calcio diverso dal passato. Non ci siamo soffermati sui nomi, ma sulle caratteristiche. È un mercato difficile per tutti. È chiaro che mi piacerebbe partire domani mattina con i 24 giocatori della rosa definitiva, ma è impossibile, speriamo di essere veloci. Quanto tempo ci vuole? Difficile prevedere come un gruppo possa reagire. È un fattore è imponderabile, ho visto tutto nella mia carriera. A Napoli ho fatto due punti nelle prime tre partite, all’Empoli ero ultimo mentre al Chelsea siamo partiti subito forte. Alla Juventus è stato molto difficile, anche se poi abbiamo vinto il campionato».

Immobile

Sarri dovrà lavorare anche sulla testa dei giocatori. Ad esempio Immobile è stato molto criticato durante questo Europeo ma l’ex allenatore della Juventus ha difeso a spada tratta il suo bomber:

«Se Mancini lo mette dentro tutte le partite, vuol dire che è contento. Mi sembra che alla squadra faccia mancare poco, è di buon livello anche la partecipazione difensiva. Manca solo il gol, l’augurio è che arrivi quello più importante. Sono tranquillo su di lui per quello che sto vedendo. Negli ultimi anni sono riuscito a far segnare tanto gli attaccanti: Higuain, Mertens, Ronaldo e Hazard, con me al Chelsea, ha fatto più di 20 gol. Chiaramente avere soluzioni alternative all’attaccante di riferimento è importante».

Luis Alberto

Un altro problema che dovrà risolvere Sarri è quello riguardante Luis Alberto, che potrebbe scatenare un vero e proprio caso:

«Non ha risposto a una convocazione, quindi è un problema dal punto di vista gestionale per la società. Poi c’è un aspetto che riguarda i rapporti. Sto aspettando che arrivi per parlare con me e i compagni per convincermi di quello che ha fatto. Se lo fa e ci convince, il problema morale svanisce. La pena di morte non c’è nei miei gruppi. Luis Alberto alla Jorginho? Non ce lo vedo, è bravo quando porta palla e salta gli avversari. Lo vorrei utilizzare come Hamsik a Napoli: deve andare tra le linee e creare superiorità».

Pressione

Roma è una città complicata sotto tanti punti di vista, ma per un allenatore diventa un inferno se i risultati non arrivano e la pressione mediatica è più forte che da altre parti:

«Non sono un frequentatore di social, per me i tifosi sono quelli che mi si presentano davanti. Ancora non li ho visti. Non penso che alla Juventus, al Napoli e al Chelsea ci sia meno pressione, che fa parte di questo mestiere, che per me è più una passione. Speriamo che riavremo gli stadi pieni la prossima stagione. In questo momento comincio ad avere veramente voglia di tornare ad allenare».

Modulo ed obiettivi

Infine, l’ex allenatore del Napoli ha parlato anche del modulo con il quale intende affrontare il prossimo campionato e degli obiettivi per la prossima stagione:

«Ho fatto il 4-3-1-2 e tutti mi dicevano che ero integralista. Ora mi dicono che lo sono ma del 4-3-3. Probabilmente lo sono, ma ditemi di cosa. Il nostro obiettivo è partire con il 4-3-3, ma poi c’è l’evoluzione del lavoro. Spesso a stagione in corso ho cambiato, vedremo che esterni avremo a disposizione da subito. Il 4-3-3 tutela i nostri interni, che vanno tutelati perché devono mantenere sempre la pericolosità offensiva, mentre nel 4-3-1-2 verrebbero tritati per il dispendioso lavoro difensivo. Sarà un anno di costruzione, ma non deve precluderci niente. Sarà più difficile rispetto a quelli successivi. La Champions fa la differenza a livello economico. Scudetto? Vediamo, parte un ciclo diverso. Vogliamo diventare una squadra fortemente competitiva, il che vuol dire lottarsela. La società voleva farmi un contratto di 4 anni, sono stato io a chiedere di farlo più corto perché avendo una certa età devo capire, tra due anni, di avere le stesse energie. Se le avrò, sarà felice di prolungare».

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