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Cronache di spogliatoio
Inter, chi non sapevi giocasse nella squadra del triplete Inter, chi non sapevi giocasse nella squadra del triplete
L’Inter, nonostante il passo falso contro lo Spezia, si sta avvicinando a vincere il suo 19^ scudetto, anche grazie alla sconfitta del Milan. Attualmente... Inter, chi non sapevi giocasse nella squadra del triplete

L’Inter, nonostante il passo falso contro lo Spezia, si sta avvicinando a vincere il suo 19^ scudetto, anche grazie alla sconfitta del Milan. Attualmente a +10 sui rossoneri, se tutto andasse finire come sembra, la squadra di Conte tornerebbe a vincere un trofeo che manca dalla stagione 2010/11. Quell’anno, dopo 5 scudetti vinti consecutivamente, l’Inter di Rafa Benitez Leonardo finì il campionato in seconda posizione alle spalle proprio del Milan, ma portò a casa un Mondiale per Club, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. L’annata più celebre però resta quella precedente, quando i ragazzi condotti da uno straordinario Josè Mourinho conquistarono il tanto ambito triplete. Con la vittoria del campionato di Serie A, della coppa nazionale e della Champions League, i nerazzurri restano l’ultima squadra italiana ad aver alzato la coppa dalle grandi orecchie.

Le gesta dei nerazzurri di ormai più di 10 anni fa riecheggiano ancora nelle memorie di tutti i tifosi. Come dimenticare i campioni che hanno reso celebre il nome dell’Inter in Europa e del calcio italiano nel mondo? Quello che però spesso ci sfugge, è che non c’erano solo gli altisonanti Milito, Eto’o, Stankovic o Zanetti, per fare qualche nome. In quella squadra, in cui il gruppo e la coesione degli uomini era il fattore più importante, c’erano tanti altri calciatori meno famosi, che hanno lasciato un ricordo più o meno rilevante.
Ecco chi sono i giocatori dell’Inter del triplete di cui spesso ci dimentichiamo.

Giulio Donati

Attualmente 31enne, nell’Inter del triplete giocava un giovanissimo difensore, da poco aggregato dalla squadra Primavera. Si trattava di Giulio Donati, terzino cresciuto nel Monza e arrivato a Milano nel 2008, per essere inizialmente aggregato con gli Under 19. Nella stagione 2009/10 aveva appena 19 anni, ma Mourinho decise di portarlo con sé in prima squadra. Nonostante questo, il suo impiego fu molto basso, dato che giocò soltanto una partita in Coppa Italia contro il Livorno, negli ottavi di finale. Dopo le numerose vittorie, seppur viste dalla panchina, la società decise di mandarlo in prestito in giro per l’Italia, fino al 2013 in cui passò a titolo definitivo al Bayer Leverkusen. Dopo 3 anni con questi ultimi e altrettanto tempo al Mainz, tornò in Italia nel 2019 per vestire la maglia del Lecce. Dall’inizio della nuova stagione è un tesserato della squadra che l’ha lanciato nel calcio che conta, cioè il neopromosso in Serie B Monza.

Lorenzo Crisetig

Un altro ragazzo proveniente dalla Primavera, che poi ha fatto strada in Serie A, probabilmente anche grazie ad un’importante esperienza alle spalle. Arrivato all’Inter nel 2007 dal Friuli, ha vissuto le prime esperienze in prima squadra proprio con Mourinho nella fatidica annata del triplete. Anche se non è mai sceso in campo, viene considerato uno dei membri della rosa visto che è spesso figurato nella «Lista B» europea del tecnico portoghese. Dagli anni successivi ha iniziato ad affermarsi come riserva nel centrocampo nerazzurro, fino alla cessione in prestito allo Spezia nel 2012. Nelle stagioni successive ha viaggiato molto, passando per Crotone, Cagliari, Frosinone e Benevento, il tutto rimanendo di proprietà del Bologna dal 2015 al 2019. Dalla scorsa estate, dopo un’effimera esperienza in Spagna con il Mirandes, gioca nella Reggina in serie cadetta.

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McDonald Mariga

Considerato da molti una meteora del calcio italiano, McDonald Mariga ha vestito non per poco tempo la maglia nerazzurra, oltre che quella di altri club del nostro paese. Il keniota arrivò in Serie A tramite il Parma, che lo acquistò nel 2007 da una squadra svedese. Dopo 3 anni in Emilia-Romagna, ecco che l’Inter si interessò a lui e nel gennaio 2010 venne prelevato da Mourinho & co. Seppur per poco tempo, diede il suo contributo alla conquista del triplete con 13 presenze nelle varie competizioni e 1 gol in campionato contro l’Atalanta. Rimasto a vincere i trofei degli anni successivi, iniziò una parabola discendente che lo vide sballottato fra nerazzurri e Parma fino al 2015, fatta eccezione per una parentesi in prestito alla Real Sociedad nella stagione 2011/12. Con il fallimento dei gialloblù nel 2015, Mariga si ritrovò svincolato e passò al Latina. Dopo 2 anni in Serie B con i laziali, nel 2017 tornò in Spagna per una breve esperienza con il Real Oviedo, fino a chiudere la carriera da calciatore in Serie C con la maglia del Cuneo.

Patrick Vieira

Fa strano inserire un campione del suo calibro in questa lista, eppure il centrocampista francese è uno dei giocatori che pur senza farsi notare ha giocato nell’Inter del triplete. C’è da dire però che, almeno formalmente, non può dire di averlo vinto, dato che ha avuto la sfortuna di essere ceduto proprio nel gennaio 2010. Dopo una carriera piena di successi tra Caen, Milan, Arsenal, in particolare, e Juventus, il classe ’76 si trasferì ai nerazzurri nel 2006. Con la squadra di Milano arricchì notevolmente il suo palmares, vincendo 3 scudetti e 2 Supercoppe, ma non la tanto ambita Champions. Terminata l’esperienza alla Pinetina a pochi mesi dal grande traguardo con 91 presenze e 9 reti, chiuse la carriera al Manchester City, in cui disputò nel 2010/11 la sua ultima stagione da professionista. Il campione del Mondo 1998 è attualmente un allenatore anche se, dopo le esperienze nelle giovanili dei citizens e in MLS, non siede su una panchina dall’esperienza del 2018 con il Nizza.

Rene Krhin

Forse uno dei giocatori meno ricordati dai tifosi, ma uno di coloro che era arrivato con maggiori aspettative. Considerato un talento pronto a esplodere, un centrocampista che avrebbe ricalcato le orme di Cambiasso, lo sloveno era giunto a Milano dal Maribor nel 2007. Dopo le prime esperienze con la squadra Primavera, il ragazzo venne aggregato alla prima squadra, in cui Mourinho gli concesse 5 presenze in campionato. Subito dopo il triplete passò al Bologna, dove rimase fino al 2014, fra massima serie e retrocessione, infine tornò all’Inter per essere girato in prestito al Cordoba. Qui si concluse la sua esperienza in Italia, dato che vestì le maglie di Granada, Nantes e Castellon, dove gioca attualmente dal febbraio 2021.

Ricardo Quaresma

Il Trivela Ricardo Quaresma è considerato uno dei talenti più cristallini del calcio portoghese, che però non ha raggiunto i livelli che ci si poteva aspettare. Quel che non tutti sanno è che fu uno degli autori della vittoria del triplete dell’Inter nel 2010. Nato e cresciuto a Lisbona, dopo una serie di stagioni allo Sporting, nel 2003 fu notato addirittura dal Barcellona. Qua durò poco anche a causa del suo temperamento focoso, quindi nel 2004 passò al Porto. Nuovamente in patria, si costruì una fama di grande talento, che contribuì alla vittoria di numerosi titoli di vario tipo da parte del suo club. Le sue gesta gli permisero di essere chiamato dai nerazzurri di Mourinho, che nel 2008 lo riprese con sé. In totale l’attaccante rimase a Milano per due stagioni, seppur nella seconda parte della prima di queste in prestito al Chelsea. Tornato in nerazzurro nell’estate 2009, contribuì alla causa con 13 presenze fra campionato e Champions, seppur quasi in nessun caso partendo da titolare. Dopo un’avventura sostanzialmente negativa, con molti più bassi che alti, nel 2010 passò ai turchi del Besiktas. Da questo momento in poi Quaresma non trovò mai una seria continuità che lo consacrò come il talento che sembrava essere, ma girò un po’ per tutto il mondo. Il periodo in cui rimase di più in una squadra fu l’esperienza sempre al Besiktas ma dal 2015 al 2019, poi si accasò al Kasimpasa. Dal 2020 gioca per il Vitoria Guimaraes, una squadra portoghese certamente inferiore al blasone di cui era abituato.

Vid Belec

L’ultimo nome di cui andremo a parlare è Vid Belec, un portiere che anche in questo caso potrebbe stimolare poco la memoria dei tifosi. Anche in questo caso prelevato dalle giovanili, con cui vinse un Torneo di Viareggio e un campionato Primavera, disputò tutta la stagione 2009/10 in pianta stabile nella prima squadra nerazzurra. Il ruolo di quarto portiere, però, non gli permise mai di scendere in campo. Ciò nonostante, potè fregiarsi di tre titoli con la maglia dell’Inter in una sola stagione. Il portiere sloveno rimase di proprietà dei nerazzurri fino al 2015, quando dopo una serie di prestiti venne acquistato dal neopromosso Carpi. Qui tornò a essere titolare, anche se dovette inizialmente scalzare l’estremo difensore Brkic, inizialmente avanti nelle scelte di mister Castori. Successivamente vestì le maglie di Benevento, Sampdoria e Apoel Nicosia a Cipro, fino all’ultima esperienza alla Salernitana, con cui gioca dal 2020, oltretutto con alta considerazione da parte di tifoseria e addetti ai lavori.

Gabriele Buzzalino

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